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Intervento dell'esperto Luciano Mattarelli

Il passaggio generazionale in agricoltura? Non è solo un affare di famiglia

"Nel settore agricolo, il passaggio generazionale non è più un semplice rito familiare, né un fatto privato da risolvere tra genitori e figli. È una questione di continuità aziendale, di governance, di assetti societari e di sostenibilità economica. Se affrontato tardi o male, può mettere a rischio la sopravvivenza stessa dell'azienda agricola, soprattutto in un contesto in cui le imprese devono essere sempre più strutturate, capitalizzate e capaci di operare in mercati complessi". Lo afferma Luciano Mattarelli, uno dei maggiori esperti italiani nel campo della fiscalità in agricoltura e fondatore di Consulenzagricola.it

Purtroppo l'agricoltura italiana è ancora oggi fortemente caratterizzata da imprese familiari, spesso guidate da un fondatore che accentra decisioni, relazioni e responsabilità. Ma la modernizzazione del settore, la crescente dimensione aziendale e l'ingresso di giovani qualificati impongono un cambio di paradigma: il passaggio generazionale non è solo un fatto civilistico o fiscale, è un tema di governo dell'impresa agricola.

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.it

Agire per tempo: il vero nodo delle aziende agricole familiari
"Molte aziende agricole – prosegue Mattarelli - affrontano il ricambio generazionale solo quando l'urgenza lo impone: un problema di salute, un improvviso calo di capacità operativa, un evento imprevisto. Fino a quel momento, il fondatore rimane il centro decisionale "iure imperii", spesso senza aver definito ruoli, deleghe, responsabilità o un piano di successione. È in quel momento che emergono: conflitti tra fratelli o rami familiari; intercessioni di nuore o cognati; sovrapposizioni di ruoli; incertezze sulla gestione dei terreni; difficoltà nel coordinare attività agricole, commerciali e amministrative; tensioni sulla ripartizione del patrimonio".

Una pianificazione anticipata, invece, permette di distinguere con chiarezza: il ruolo strategico della famiglia proprietaria, il ruolo esecutivo nella gestione aziendale, le funzioni amministrative e contabili, le responsabilità operative in campo, il ruolo dei familiari che hanno abbandonato anticipatamente l'azienda. In molte realtà agricole, questo significa anche valutare l'ingresso di figure esterne con competenze tecniche, gestionali o commerciali, senza che ciò comporti una perdita di identità familiare.

Assetto proprietario e stabilità: condizioni essenziali anche per le agevolazioni fiscali
La normativa italiana prevede importanti agevolazioni per il trasferimento dell'azienda agricola o delle partecipazioni societarie che attribuiscono il controllo (art. 3, comma 4-ter, D.Lgs. 346/1990). L'esenzione dall'imposta di successione e donazione è uno strumento fondamentale per garantire la continuità delle imprese agricole.

Ma questa agevolazione non è automatica: richiede un assetto proprietario chiaro, stabile e coerente, e la capacità di dimostrare un controllo effettivo e organizzato dell'azienda.
Se la struttura societaria è confusa, se non vi è distinzione tra ruoli, se l'organo amministrativo non opera in modo trasparente, il beneficio fiscale può diventare fragile e rischiare contestazioni.

In agricoltura, dove spesso convivono: terreni intestati a più familiari, società semplici, quote indivise, patrimoni misti (agricoli e non), la chiarezza dell'assetto è ancora più cruciale.

La holding agricola: uno strumento sempre più utile
Nel mondo agricolo, la distinzione tra patrimonio personale e patrimonio aziendale è spesso sfumata. La costituzione di una holding agricola, che può sembrare una cosa per grandi gruppi industriali, può invece rappresentare una soluzione moderna ed efficace: concentra la funzione strategica in capo alla famiglia; separa la gestione operativa (affidata alla società agricola); facilita il passaggio generazionale; permette di modulare diritti diversi tra eredi; consente l'uso di strumenti come patti di famiglia, clausole statutarie, categorie speciali di quote.

In un settore dove il patrimonio fondiario è spesso rilevante, la holding permette di gestire in modo ordinato terreni, fabbricati, partecipazioni e attività connesse.

Nel mondo agricolo esiste ancora una forte resistenza culturale all'apertura del capitale, anche solo parziale. Ma il punto non è "perdere il controllo": è capire la differenza tra controllo giuridico e indirizzo strategico.

In conclusione, la continuità agricola non si improvvisa
"Per le imprese agricole italiane, il vero salto di qualità non consiste nell'adottare strumenti sofisticati, ma nel riconoscere che la continuità aziendale è un processo, non un evento. Governance, fiscalità, assetti societari e pianificazione patrimoniale non sono mondi separati: sono leve integrate per preservare e accrescere il valore dell'azienda agricola attraverso le generazioni. Chi pianifica per tempo costruisce futuro. Chi aspetta l'emergenza rischia di comprometterlo", conclude Mattarelli.

Per maggiori informazioni
Rete Servizi Agricoltura
Via E. Forlanini 9
47122 Forlì - Italy
+39 0543 1796383
[email protected]
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