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Dati annuali di import-export rispetto all'Ue e al resto del mondo

L'Iran vieta l'esportazione di frutta e verdura

La guerra in Iran ha quasi completamente bloccato i flussi di esportazione e importazione tra il Paese e i suoi partner commerciali. Per l'Unione europea, l'Iran non è un partner rilevante nel settore ortofrutticolo e della frutta secca: le importazioni dall'Iran rappresentano appena lo 0,6% del totale europeo proveniente da Paesi terzi.

Ciononostante i 27 Stati membri dell'Ue hanno importato lo scorso anno oltre 225 milioni di euro di ortofrutta e frutta a guscio (capitoli 07 e 08 del Sistema Armonizzato) dall'Iran. La stragrande maggioranza riguarda frutta e frutta secca: circa 210 milioni di euro, pari al 93% del totale. Le verdure rappresentano circa 15 milioni di euro, secondo i dati preliminari di Eurostat per il 2025.

Il pistacchio domina nettamente
Analizzando le importazioni per prodotto, emerge chiaramente un protagonista assoluto: i pistacchi. Con un valore di oltre 112 milioni di euro, i pistacchi sgusciati rappresentano quasi la metà dell'import agroalimentare europeo dall'Iran. I pistacchi con guscio valgono altri 6,7 milioni di euro.

Al secondo posto troviamo l'uvetta con circa 54 milioni di euro, seguita dai datteri con quasi 28 milioni. Questi tre prodotti - pistacchi, uvetta e datteri - costituiscono la spina dorsale dell'export agricolo iraniano verso l'Ue.

Più contenuti ma comunque rilevanti sono i tartufi (oltre 10 milioni di euro), oltre a flussi minori di angurie, mandorle sgusciate, ciliegie, fichi e albicocche secche.

Germania principale importatore
La Germania è di gran lunga il principale importatore, con un valore totale di quasi 97 milioni di euro dall'Iran - oltre quattro volte il secondo Paese in classifica. I Paesi Bassi si posizionano al secondo posto con oltre 23 milioni di euro, seguiti da Italia (22 milioni) e Spagna (15 milioni).

Altri importatori rilevanti sono Polonia (9,6 milioni), Danimarca (8,9 milioni), Belgio (8,5 milioni) e Svezia (6,9 milioni). La Bulgaria si distingue come principale importatore di verdure, con quasi 1,9 milioni di euro, probabilmente grazie alla vicinanza geografica e ai legami culturali con la regione.

© FreshPlaza
I pistacchi dominano in Germania, Spagna, Italia e Belgio. L'uvetta è il prodotto principale nei Paesi Bassi e ha un ruolo importante anche in Polonia e altrove. I datteri sono il prodotto dominante in Danimarca e Svezia, mentre i tartufi sono destinati soprattutto all'Italia.

Export Ue verso l'Iran molto limitato
Le esportazioni europee di ortofrutta verso l'Iran sono marginali, sia in volume (appena lo 0,04% dell'export totale verso Paesi terzi) sia per numero di prodotti e Paesi coinvolti. Si tratta principalmente di prodotti di nicchia come sementi e legumi secchi, con Francia e Paesi Bassi come principali esportatori.

Il valore complessivo è di circa 5,9 milioni di euro, di cui quasi 5,8 milioni costituiti da verdure trasformate. Frutta e frutta secca sono praticamente assenti (solo 137.000 euro). Poiché il flusso opposto - dall'Iran verso l'Ue - supera i 225 milioni di euro, la bilancia commerciale è fortemente sbilanciata.

Tra i prodotti esportati, spiccano le verdure essiccate e i mix di verdure (quasi 3 milioni di euro), forniti da Francia, Ungheria, Bulgaria e Germania. Degne di nota anche le patate da semina, esportate interamente dai Paesi Bassi.

Solo pochi Paesi Ue esportano quantità significative verso l'Iran: Francia (1,86 milioni), Paesi Bassi (1,6 milioni) e Ungheria (732.000 euro). Anche Bulgaria, Italia, Germania, Repubblica Ceca e Spagna sono attivi, mentre gli altri Stati membri esportano quasi nulla. Il commercio agricolo verso l'Iran non è prioritario per la maggior parte dei Paesi Ue, anche a causa di sanzioni e difficoltà nei pagamenti.

Iran tra i principali produttori mondiali
L'Iran figura 20 volte tra i primi 10 produttori mondiali di ortofrutta (in volume), tra cui pistacchi, melograni, datteri, albicocche, noci, ciliegie, fichi, mele, pesche, agrumi, cipolle e angurie, secondo i dati FAOSTAT 2024. Per molti di questi prodotti rientra anche tra i primi 15 esportatori globali.

© FreshPlaza

Tuttavia, i dati sui flussi commerciali al di fuori dell'Ue sono difficili da ottenere con precisione, poiché le sanzioni internazionali limitano la trasparenza e l'aggiornamento delle statistiche iraniane.

Export verso Golfo e Asia centrale
Secondo l'esportatore iraniano Gromita, l'Iran esporta principalmente verso i Paesi del Golfo (Iraq, Emirati Arabi Uniti, Oman, Qatar, Kuwait, Bahrein e Arabia Saudita), Siria, Turchia, Caucaso (Georgia, Armenia, Azerbaigian), Russia, Asia centrale (Turkmenistan, Kazakistan, Uzbekistan, Pakistan, Afghanistan) e India.

Questi Paesi importerebbero ogni anno circa 5 milioni di tonnellate di verdure iraniane (per circa 1,3 miliardi di euro) e 4 milioni di tonnellate di frutta (per circa 2,6 miliardi di euro).

Import quasi inesistente di frutta e verdura
Secondo TradeMap, nel 2024 l'Iran ha esportato ortaggi per circa 260 milioni di euro e frutta per 1,4 miliardi. La bilancia commerciale è chiaramente a favore dell'Iran. Le importazioni sono limitate: circa 160 milioni di euro per le verdure (soprattutto legumi secchi) e circa 570 milioni per frutta e frutta secca (oltre metà costituita da frutta a guscio). L'importazione di prodotti freschi è minima, fatta eccezione per le banane.

Attualmente, tuttavia, questi flussi si sono quasi fermati. Dal 3 marzo 2026 è in vigore un divieto ufficiale di esportazione per tutti i prodotti agricoli, secondo l'agenzia di stampa Tasnim.

Considerata l'enorme capacità produttiva dell'Iran, resta aperta la questione di quale potrebbe essere il potenziale di esportazione del Paese qualora venissero rimosse le restrizioni commerciali.

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