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Il governo marocchino prevede una crescita agricola record di circa il 15 per cento nel 2026

L'agricoltura marocchina potrebbe registrare una crescita record nel 2026. Nella riunione del 12 marzo, il Consiglio di governo ha previsto una crescita del valore aggiunto agricolo di circa il 15%, trainata in particolare dal ritorno delle piogge e da un previsto miglioramento degli indicatori delle colture.

Questo aumento si inserirebbe in una più ampia dinamica di ripresa per l'economia nazionale, che si avvia verso il quinto anno consecutivo di crescita. Secondo AgriMaroc, il capo del governo, Aziz Akhannouch, ha parlato di una "crescita record" per il settore agricolo, sottolineando come le recenti piogge abbiano modificato la tendenza della stagione 2025/26, dopo diversi anni segnati da carenza idrica. In particolare, dovrebbero beneficiarne cereali, colture di base e allevamento, rafforzando al contempo il contributo dell'agricoltura alla crescita economica e alla sicurezza alimentare del Marocco.

Il ministro dell'agricoltura, Ahmed El Bouari, ha sottolineato che la maggior parte delle aree agricole del Paese è stata interessata da precipitazioni, particolarmente abbondanti nel Nord, nel Saïss, nell'Ovest, nel Chaouia e nel Doukkala, regioni chiave per le colture arabili e i sistemi misti di coltivazioni e allevamento. Il ministero ha definito la campagna "promettente", con il potenziale di riportare il settore a livelli di valore aggiunto simili a quelli registrati al termine del Green Morocco Plan.

Tuttavia, la campagna resta condizionata da diversi fattori, in particolare dalla distribuzione delle precipitazioni alla fine del ciclo, dallo stato dei pascoli, dalle variazioni delle temperature primaverili e dalla capacità del settore di trasformare il miglioramento climatico in volumi commercializzabili. In alcune regioni del nord e dell'ovest della Francia sono state segnalate anche inondazioni, a dimostrazione del fatto che Il ritorno delle piogge non ha effetti uniformi, variando in base alla zona e al tipo di coltura.

Se la tendenza dovesse confermarsi, il 2026 potrebbe rappresentare una svolta dopo diverse stagioni gravemente compromesse dalla siccità.

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