Il principale parassita del mango, la mosca della frutta, che può causare perdite di produzione fino al 50-80%, è molto diffusa nell'Africa occidentale, in particolare in Costa d'Avorio, Mali, Burkina Faso e Senegal. Questo insetto, all'origine di rischi fitosanitari, ha portato alla sospensione temporanea delle importazioni di mango maliani da parte dell'Unione europea nel 2025, a seguito di ripetute intercettazioni. Da allora la filiera del mango del Senegal ha rafforzato le proprie misure per evitare uno scenario simile.
Oumar Sow, presidente di SEPAS (Società senegalese per l'esportazione di prodotti agricoli e servizi) e presidente del comitato di sorveglianza dell'interprofessione del mango, fa il punto sulle azioni messe in atto per la campagna 2026, che si preannuncia molto promettente.
© Oumar Sow SEPAS
Un piano d'azione contro la mosca della frutta
© Oumar Sow SEPASL'anno scorso il Paese ha esportato solo 19.000-20.000 tonnellate di mango verso l'Unione europea, un volume ben al di sotto del proprio potenziale. "Abbiamo ricevuto avvertimenti da parte delle autorità europee che ci hanno costretto a sospendere le spedizioni", spiega Oumar Sow.
Per la campagna 2026 la filiera ha quindi preso l'iniziativa, mettendo in atto un piano d'azione. Il sistema di controllo è stato rafforzato su più livelli. "Le aziende, i centri di confezionamento e i produttori vengono identificati per garantire al meglio la qualità", precisa Oumar Sow. Questa strategia si inserisce in un approccio sistemico, che combina diverse misure di gestione del rischio fitosanitario. Accanto ai programmi regionali di sorveglianza, l'interprofessione ha introdotto in particolare nuovi mezzi di protezione, tra cui il trattamento con i droni.
L'obiettivo dichiarato è chiaro: evitare qualsiasi intercettazione sul mercato europeo. "Puntiamo a zero mosche e quindi a zero intercettazioni", sottolinea Oumar Sow. Per la campagna 2026 la filiera spera di raggiungere 35.000 tonnellate di mango esportati.
© Oumar Sow SEPAS
Un avvio anticipato quest'anno
Dal punto di vista della produzione, le prospettive per la campagna 2026 sembrano molto incoraggianti. "Ci aspettiamo un ottimo raccolto. Per il momento non abbiamo riscontrato problemi climatici e prevediamo un mango di qualità destinato al mercato europeo", afferma Oumar Sow. Una ventina di esportatori saranno autorizzati e certificati dal Dipartimento per la protezione delle piante per la prossima campagna.
Anche il Senegal dovrebbe arrivare sul mercato prima del previsto quest'anno. "La campagna dovrebbe iniziare intorno al 20 maggio, mentre la Costa d'Avorio interromperà le esportazioni al più tardi il 10 agosto", conclude Oumar Sow. Per questa campagna gli esportatori senegalesi beneficiano inoltre dell'assistenza della fondazione Origine Senegal, che mette a loro disposizione compartimenti per il confezionamento dei mango e un solido supporto che consente al paese di aumentare le esportazioni di qualità.
Per maggiori informazioni:
Oumar Sow
+221 77 262 31 15