Sono stati consegnati al Palazzo Rospigliosi, a Roma, i premi Oscar Green, dedicati ai giovani agricoltori che, con idee creative e innovative, stanno trasformando il modo di produrre, consumare e offrire servizi in agricoltura nel segno della sostenibilità.
L'agricoltura italiana raccontata dall'Oscar Green 2026 mostra un settore in piena trasformazione, guidata dai giovani. Cresce l'innovazione nei campi italiani, spinta dall'ingegno delle 49.000 imprese agricole under 35 attive.
Dalla serra intelligente capace di regolare da sola luce, temperatura e irrigazione. alla carta prodotta con gli scarti della vinificazione, passando per il recupero di vigneti abbandonati, per la fattoria come luogo di relazione e inclusione e per il più grande giardino di zucche d'Europa. Accanto ai vincitori, l'edizione 2026 ha portato alla ribalta numerose altre esperienze che raccontano la vitalità dell'agricoltura giovane: da nord a sud Italia, verdure tardive di montagna, pratiche di agricoltura simbiotica, bomboniere a chilometro zero in un progetto di inclusione sociale, merenda mediterranea destinata alle scuole, bevanda naturale a base di luppolo priva di alcol e zuccheri, e tanto altro.
© ColdirettiI vincitori dell'Oscar Green 2026
Premio Campagna Amica
Il Premio Campagna Amica è stato assegnato a Noemi Cimonetti, ideatrice del progetto di pet therapy realizzato nella sua azienda in Trentino, L'Arca di Noemi. Qui la terapia assistita con gli animali viene praticata con esemplari abbandonati e recuperati, creando un'esperienza che unisce accoglienza, benessere e relazione con i cittadini. Un esempio di agricoltura sociale, dove gli animali diventano strumenti di cura e inclusione.
Categoria +Impresa
La categoria +Impresa è stata vinta da Giulio Rinaldi, che con la sua azienda agricola Lumiluna porta avanti il recupero di vigneti abbandonati in Umbria. In dieci anni sono stati restaurati sette ettari di vigne, riportati in produzione e trasformati in vini di qualità. Un lavoro che consente di salvare un patrimonio vitivinicolo e preservare il carattere del territorio.
Impresa digitale e sostenibile
Il premio Impresa digitale e sostenibile è andato a Stefano Bondielli, floricoltore in Toscana. Bondielli ha sviluppato una serra intelligente capace di gestire in modo autonomo le condizioni ideali per le piante. Attraverso una centralina tecnologica vengono regolati luce, aria, temperatura e irrigazione, anticipando i cambiamenti climatici e ottimizzando i consumi.
Coltiviamo Insieme
La categoria è stata vinta da Federico Mencaroni. Nella sua azienda nelle Marche gli scarti della vinificazione vengono trasformati in biocellulosa, un materiale utilizzato per produrre carta, bioplastiche e gel biomedicali destinati a diversi settori, dalla medicina alla cosmetica. Un esempio concreto di economia circolare applicata all'agricoltura.
Agri Influencer
Il riconoscimento è andato a Emily Turino, originaria del Connecticut, che ha creato in Campania il più grande giardino di zucche d'Europa. Un progetto cresciuto grazie ai social media e oggi capace di attirare visitatori da tutta Italia, trasformando un sogno personale in un'esperienza che genera valore per il territorio.
© Coldiretti Lazio
Finalisti e vincitori dell'Oscar Green 2026
Tra i finalisti, l'edizione 2026 è stata ricca di esperienze che raccontano la vitalità dell'agricoltura giovane. Tra queste ne segnaliamo tre.
Dall'Emilia-Romagna, grazie a un'idea di Andrea Savorani dell'Azienda Agricola Ca' di Viazadur, nasce una proposta contro i cibi ultraformulati nelle scuole: la merenda mediterranea a chilometro zero, proveniente da filiera agricola italiana, sana e ispirata ai principi della dieta mediterranea. Il progetto coinvolge gli studenti, chiamati a ideare la merenda ideale, imparando i concetti di stagionalità, filiera corta e legame con il territorio.
Dalla Calabria, più precisamente dalla Pre-Sila catanzarese, arriva l'esperienza della cooperativa Pianogrande di Decollatura (CZ), guidata da Pietro Aiello. In questa area montana, dove l'estate arriva più tardi e le temperature basse rallentano la crescita delle colture, si producono verdure tardive dal sapore particolarmente intenso. La cooperativa è nata proprio per aggregare i piccoli produttori locali. Insieme, questi agricoltori di montagna riescono a raggiungere mercati in tutta Italia sotto il marchio OP Agrinsieme e FDAI-Firmato dagli Agricoltori Italiani, un sigillo che racconta chi sono e come lavorano. L'esperienza dimostra come la cooperazione possa trasformare le caratteristiche naturali di un territorio in un vantaggio competitivo, permettendo anche alle realtà più piccole di raggiungere mercati lontani.
Nel Lazio, più aziende hanno creato una rete con prodotti esportati anche all'estero. Grazie al QR code e alla tracciabilità in blockchain, il consumatore può seguire ogni passaggio, dal campo alla tavola. Nel reatino ad esempio si coltiva la patata di Leonessa, trasformata in chips, stick e gnocchi artigianali.
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Pietro Aiello, della cooperativa Pianogrande, tra i finalisti dell'edizione 2026 di Oscar Green
Giovani agricoltori italiani più produttivi della media europea
Le imprese agricole guidate da giovani in Italia mostrano livelli di produttività nettamente superiori rispetto ai colleghi europei. Secondo i dati del Centro Studi Divulga, gli agricoltori under 35 raggiungono un valore medio di circa 4.800 euro per ettaro, quasi il doppio rispetto alla media dell'Unione europea che si ferma intorno ai 2.500 euro.
Le aziende agricole condotte da giovani dimostrano inoltre una maggiore capacità di adattamento alle difficoltà del contesto economico internazionale. Dalla crisi energetica alle tensioni geopolitiche legate ai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, queste imprese si stanno distinguendo per resilienza e capacità di reagire alle speculazioni sui costi delle materie prime e dell'energia.
Una delle leve principali è rappresentata dall'innovazione. Il primo censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole realizzato dal Polo Innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next evidenzia che oltre un'impresa giovanile su tre (35%) ha già investito in tecnologie e soluzioni per ridurre il consumo di fertilizzanti, acqua ed energia. L'obiettivo è duplice: migliorare la sostenibilità ambientale e allo stesso tempo ridurre i costi di produzione, aumentando l'autonomia delle aziende rispetto alle forniture esterne.
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Sul fronte territoriale il numero più alto di imprese agricole guidate da under 35 si concentra nel Sud Italia. In termini assoluti la Sicilia guida la classifica con circa 5.900 aziende giovanili, seguita dalla Puglia con 4.900 e dalla Campania con 4.400. Se invece si considera il peso delle imprese agricole giovanili sul totale delle aziende regionali, le percentuali più elevate si registrano in Liguria, Basilicata e Valle d'Aosta, dove circa un'azienda agricola su dieci è guidata da un imprenditore sotto i 35 anni.
Nel panorama economico nazionale l'agricoltura si conferma inoltre tra i settori con la maggiore presenza di imprese giovanili. Secondo il Centro Studi Divulga gli agricoltori under 35 occupano il terzo posto per numero di imprese, superando comparti come ristorazione, servizi alla persona, commercio all'ingrosso e manifatturiero e collocandosi subito dopo il commercio al dettaglio e le costruzioni.
Arrivano segnali positivi anche sul fronte dell'occupazione. Nel 2025 l'agricoltura è stato l'unico settore economico a registrare un aumento dell'occupazione giovanile, con una crescita del 6% dei lavoratori under 35 rispetto all'anno precedente. Il dato diventa ancora più significativo se si considerano i contratti a tempo indeterminato, che nello stesso periodo segnano un incremento del 19%.