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Crisi in Medio Oriente: i contraccolpi per ortofrutta e fertilizzanti

Il conflitto in Iran e in Medio Oriente sta generando pesanti contraccolpi sul settore agroalimentare, con effetti particolarmente critici per la filiera ortofrutticola. Legacoop Romagna, associazione tra 352 cooperative che sviluppano un valore della produzione di 8 miliardi di euro, con oltre 28mila lavoratori e 320mila soci, continua a monitorare la situazione, lanciando l'allarme: le aziende del settore si trovano ad affrontare una congiuntura complessa causata dal blocco delle esportazioni, dall'impennata dei costi logistici e dai rincari record dei mezzi tecnici.

Export ortofrutticolo a rischio e il nodo della deperibilità
Il problema più pressante per il comparto è il fermo dei container dell'ortofrutta romagnola, che sta colpendo specificamente le spedizioni di kiwi e mele destinate all'Arabia e ai Paesi limitrofi. A questo si aggiunge un fattore critico per i professionisti del settore: la deperibilità della merce. Come evidenzia Mirco Zanotti, presidente di Apofruit Italia, nei magazzini è già stoccata frutta che dovrebbe partire nei prossimi giorni. C'è inoltre forte preoccupazione per le importanti consegne di altre produzioni stagionali, come l'uva da tavola, previste nei prossimi mesi verso i Paesi del Golfo.

L'impennata dei costi, lo spettro delle speculazioni e le nuove normative
Ad aggravare il quadro commerciale è l'esplosione dei costi produttivi, che continuano a non essere compensati dai prezzi di vendita dei prodotti agricoli. Il focus principale riguarda i prodotti fertilizzanti: si segnala un aumento medio del 30% sui concimi, con rincari ancora più drastici per prodotti fondamentali come l'urea, il cui costo è balzato in soli venti giorni da 50 euro a oltre 70 euro al quintale. A confermare la gravità di questo scenario interviene Confagricoltura, che denuncia come i picchi di prezzo dell'urea (arrivata in alcune zone fino a 75 euro al quintale) e la carente disponibilità di prodotto siano da attribuire anche a evidenti fenomeni speculativi. L'associazione sottolinea inoltre che i costi per le aziende sono resi ancor più insostenibili dall'entrata in vigore del meccanismo europeo CBAM, che da gennaio ha introdotto oneri aggiuntivi sulle importazioni di fertilizzanti ad alta intensità carbonica. A queste voci di spesa si sommano la crescita dei prezzi degli imballaggi, dei fitofarmaci e del gasolio agricolo, volato oltre 1,20 euro al litro (+53%).

Le strategie in campo e le soluzioni innovative di CAI
Per tentare di limitare i danni, i professionisti del settore puntano sull'ottimizzazione, sfruttando le tecnologie dell'agricoltura di precisione per evitare sprechi e creando gruppi di acquisto per spuntare condizioni commerciali migliori. In questo contesto di forte volatilità si inseriscono le soluzioni proposte da CAI (Consorzi Agrari d'Italia), che invita ad affrontare la crisi spingendo sull'innovazione. Sul fronte agronomico, i rincari dei concimi tradizionali possono accelerare la transizione verso fertilizzanti "intelligenti" (come quelli organo-minerali e a rilascio controllato) e verso l'impiego di batteri azotofissatori e in grado di rendere disponibile il fosforo nel terreno. Queste innovazioni garantiscono una maggiore efficienza nutrizionale, permettendo di mantenere le rese riducendo le quantità impiegate. Sul piano della protezione finanziaria, CAI mette a disposizione degli agricoltori strumenti come il Prezzo a Termine (PDT) e il Prezzo Minimo Garantito (PMG), che consentono di fissare in anticipo il valore futuro del raccolto, pianificando i costi di coltivazione al riparo dalle pressioni dei mercati.

Gli altri settori coinvolti e la richiesta corale di interventi
Sebbene l'ortofrutta necessiti della gestione più tempestiva, la crisi interessa in modo trasversale anche il vino, le sementi, i cereali e l'acquacoltura. Il rischio è che i costi speculativi e logistici già sostenuti diventino difficilmente recuperabili lungo la filiera. I responsabili Agroalimentare di Legacoop Romagna chiedono risposte immediate: il Governo deve intervenire concretamente su taglio di accise e trasparenza dei mercati. A questa voce si unisce con forza il sollecito di Confagricoltura per un intervento d'urgenza a livello nazionale ed europeo, giudicato indispensabile per arginare le speculazioni in atto e tutelare le produzioni.

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