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Federacma lancia l'allarme sui decreti 4.0 e 5.0 bloccati

© FederacmaLa filiera della meccanica agricola italiana è sempre più in difficoltà. Il blocco delle vendite registrato negli ultimi mesi si sta progressivamente trasformando anche in un rallentamento della produzione, con il rischio concreto che diverse aziende della filiera – in particolare nel comparto manifatturiero – possano essere costrette a ricorrere alla cassa integrazione.

In foto: Andrea Borio, presidente di Federacma

Una situazione che nasce dall'incertezza normativa e dal mancato sblocco degli strumenti di incentivo agli investimenti. Senza un quadro chiaro e senza misure operative, infatti, gli agricoltori rinviano le decisioni di acquisto, mentre rivenditori e costruttori non riescono più a pianificare vendite e produzione di macchinari agricoli. Il risultato è una paralisi che rischia di mettere in ginocchio un'intera filiera industriale e di rallentare anche il processo di innovazione tecnologica del comparto primario.

A lanciare l'allarme è Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, che richiama l'attenzione del Governo sulla necessità di intervenire con urgenza su due fronti.

Il primo riguarda il decreto attuativo del credito d'imposta 4.0 dedicato al settore agricolo, di competenza del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf). Sono ormai scaduti i 60 giorni previsti dalla Legge di Bilancio per la sua emanazione, senza che il provvedimento sia stato ancora pubblicato. Una misura ritenuta fondamentale per sostenere gli investimenti delle aziende agricole e rimettere in moto il mercato delle macchine, ma che al momento dispone di appena 2,1 milioni di euro di risorse, una dotazione ritenuta del tutto insufficiente per le esigenze del comparto.

Il secondo nodo riguarda invece la Transizione 5.0, il cui decreto attuativo non è ancora stato pubblicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Secondo quanto dichiarato nelle scorse settimane dal ministro Adolfo Urso, il provvedimento è già stato predisposto dal Mimit e trasmesso al Ministero dell'Economia, ma resta legato alla definizione del nodo normativo relativo al vincolo del cosiddetto "Made in Europe".

Lo stallo del settore dura ormai da mesi: dallo scorso novembre il portale per gli investimenti legati alla Transizione 5.0 è stato improvvisamente bloccato, congelando di fatto le decisioni di investimento da parte delle aziende agricole e contribuendo ad alimentare il clima di incertezza che pesa sull'intero comparto.

Federacma sottolinea di aver apprezzato la scelta del Governo di accogliere la linea proposta dalla federazione, introducendo uno strumento diretto come il credito d'imposta 4.0 dedicato al mondo agricolo, ritenuto più efficace rispetto a sistemi basati su bandi complessi e frammentati.

"Abbiamo apprezzato la scelta del Governo di accogliere la linea da noi proposta, introducendo uno strumento diretto come il credito d'imposta 4.0 dedicato al mondo agricolo. Oggi però l'intera filiera della meccanica agricola è fortemente preoccupata e chiede risposte – afferma il presidente di Federacma, Andrea Borio – Non possiamo più permetterci di aspettare. L'agricoltore ha bisogno di chiarezza e tempi certi. Se questo stallo dovesse continuare ancora, il rischio è di mettere in crisi un comparto produttivo strategico per il Paese".

Foto di apertura: © Federacma

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