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Luigi De Giorgio (Azienda Octavius) sui trapianti di angurie in ritardo dopo le piogge

"Recuperiamo accelerando i lavori nei campi"

L'azienda agricola Octavius vanta oltre 60 anni di storia nel settore agricolo, con una transizione generazionale completata nel 2019, sotto la guida di Luigi De Giorgio. Il centro operativo è a Nardò, in provincia di Lecce.

"La produzione è stagionale e copre l'intero anno solare - dichiara Luigi De Giorgio - Da maggio a settembre, siamo impegnati con le angurie nel Salento. Da ottobre a marzo, produciamo agrumi nell'area di Taranto, in particolare a Palagiano e Massafra, zone elettive per queste colture". Per quanto concerne le angurie, De Giorgio spiega che "dispongono anche di strutture coperte, cioè di serre e tunnel", precisando però che questa tipologia di coltivazione rappresenta solo "una minima parte in confronto al campo aperto".

© Agricola Octavius
Luigi De Giorgio in occasione della scorsa raccolta delle angurie

L'azienda gestisce circa 200 ettari di terreno, tra proprietà dirette, affitti e compartecipazioni, distribuiti principalmente nell'area salentina (Nardò, Lecce, Brindisi, Bari). Impiega stabilmente 50 dipendenti, operando secondo elevati standard qualitativi e di sostenibilità, essendo certificata GlobalGAP, Grasp e Spring. Fa inoltre parte di un'Organizzazione di produttori di Polignano, fortemente orientata all'export.

Attualmente, la Octavius è in fase di trapianto delle angurie. "Il mese di febbraio è stato caratterizzato da piogge incessanti che hanno impedito la preparazione dei terreni, accumulando un ritardo di circa 10 giorni. Stiamo trapiantando anguria classica, mini anguria e Dumara lunga. Per compensare, stiamo attuando un raddoppio delle risorse operative: abbiamo incrementato da 3 a 6 i trattori giornalieri impegnati nelle lavorazioni, e raddoppiato gli operai in campo, che sono passati da 15 a 30 unità. Manca ancora una settimana di lavoro più pesante e poi saremo nuovamente in linea con le tempistiche", spiega De Giorgio, aggiungendo: "Utilizziamo piantine fornite da vivai siciliani specializzati, già preparate e cimate. L'obiettivo è concludere la fase di trapianto per garantire l'inizio dei primi raccolti in campo aperto intorno alla prima settimana di giugno".

© Agricola OctaviusFase di trapianto

Il modello di business, che l'azienda Octavius persegue, si basa su contratti di filiera con grossi esportatori e confezionatori. "Il prodotto raggiunge mercati chiave come Germania, Paesi Bassi, Svizzera, Francia e Polonia. La nostra produzione inoltre rifornisce anche catene distributive internazionali. La mini anguria è destinata prevalentemente ai supermercati, mentre la varietà Dumara serve sia la Grande distribuzione organizzata (GDO) sia i mercati all'ingrosso locali. La domanda è strettamente correlata alle temperature europee". De Giorgio paragona l'anguria al gelato: "Possiamo mangiarlo in inverno, ma lo gusteremo molto di più con il caldo estivo".

Parlando di competizione internazionale, i principali competitor sono Grecia, Spagna e Turchia. "In particolare, Grecia e Spagna sono in grado di intervenire sul mercato in modo aggressivo, specie in contesti di sovrapproduzione, alterando gli equilibri di prezzo. La Turchia, invece, mantiene una presenza stabile grazie a contratti pluriennali consolidati con la GDO tedesca", evidenzia De Giorgio.

Il titolare aziendale sottolinea, inoltre, come il settore agricolo soffra di una compressione dei margini dovuta a diversi fattori. "In primis, i rincari generalizzati. Questo si traduce in aumento dei costi di carburante, energia elettrica, contributi e spese per le certificazioni. Poi c'è da evidenziare un'asimmetria di potere. Il produttore è l'anello iniziale della catena, spesso costretto a subire i prezzi imposti dalla filiera. E i costi imprevisti, come ad esempio l'attuale gasolio a 2 euro a causa delle tensioni in atto in Medio Oriente, gravano esclusivamente sul produttore, rendendo difficile la sostenibilità economica per chi non gestisce direttamente l'intera fase produttiva". La visione aziendale è orientata a una filosofia di filiera equa, dove il diritto del produttore a un incasso dignitoso sia tutelato, garantendo al contempo standard di sostenibilità e qualità per il consumatore finale.

© Agricola Octavius
Fase di trapianto

Infine, De Giorgio evidenzia l'importanza del ricambio generazionale, lamentando come spesso i giovani vengano esclusi o non messi in condizione di operare dai "dinosauri" del settore. "Non è il mio caso, fortunatamente. Io non ho avuto questo problema, perché mio nonno mi ha insegnato subito a mettermi in campo e a non preoccuparmi, perché avrei avuto la mia fetta di pane. Però alcuni giovani non hanno questo privilegio e a volte non gli viene dato quello che gli spetta. Si dice che l'appetito vien mangiando, però bisogna anche farli mangiare, i giovani".

Il successo della stagione angurie rimane, in ultima istanza, subordinato alla stabilità climatica e alla tenuta dell'economia globale. "Io sono un tipo sempre molto ottimista, perché bisogna esserlo in questo lavoro. Se il clima a livello europeo ci aiuterà, allora non ci saranno problemi", conclude De Giorgio.

Per maggiori informazioni:
Agricola Octavius
Via Avetrana SN
73048 Nardò (Lecce) - Italy
+39 ‭329 3313885‬
[email protected]
agricolaoctavius.com

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