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Deficit commerciale Ue: 1 miliardo di euro

Bilancia commerciale ortofrutticola Ue-Mercosur a favore dei Paesi sudamericani nel 2025

Venerdì 27 febbraio 2026 la Commissione europea ha annunciato l'intenzione di applicare in via provvisoria l'accordo commerciale con i Paesi del Mercosur, Argentina e Uruguay. In questo modo non attenderà la decisione della Corte di giustizia dell'Unione europea. La Corte, su richiesta del Parlamento europeo, deve ancora valutare se l'accordo sia compatibile con il diritto dell'Ue. Si prevede inoltre che anche Brasile e Paraguay ratificheranno presto il trattato.

Le relazioni commerciali tra l'Unione europea e il blocco sudamericano Mercosur vengono spesso discusse in termini di automobili, soia o carne bovina. Meno visibile, ma comunque rilevante, è lo scambio di ortofrutta. Se si osservano i dati commerciali preliminari del 2025 per frutta e verdura (fonte: Eurostat), il quadro per l'Ue resta chiaramente negativo.

Sulla base dei totali dei capitoli 07 e 08 della classificazione doganale, nel 2025 l'Ue-27 ha esportato verso i quattro Paesi Mercosur ortofrutta per 261,7 milioni di euro. Nella direzione opposta, l'Ue importa dal Mercosur 1,34 miliardi di euro. Il saldo commerciale per l'Ue è quindi negativo per 1,078 miliardi di euro.

Il deficit riguarda soprattutto frutta, frutta secca e frutta essiccata: il capitolo 08 registra 216,5 milioni di euro di esportazioni Ue contro 1,145 miliardi di importazioni. Nel comparto delle verdure (capitolo 07) il divario è più contenuto, ma comunque significativo: 45,2 milioni di euro di export contro 195,0 milioni di import.

Brasile come perno del commercio
Il Brasile rappresenta il fulcro degli scambi. Sul lato delle esportazioni, circa l'86% di tutte le spedizioni Ue di ortofrutta è diretto verso il Brasile: 225,1 milioni di euro su un totale di 261,7 milioni. L'Argentina segue a grande distanza con 24,4 milioni, l'Uruguay con 11,6 milioni e il Paraguay con appena 0,6 milioni.

Dal lato delle importazioni, la dominanza del Brasile è leggermente meno assoluta, ma comunque decisiva: il Paese fornisce 914,5 milioni di euro, pari a oltre il 68% delle esportazioni Mercosur verso l'Ue. L'Argentina è il secondo attore con 406,8 milioni di euro, cioè oltre il 30% del valore importato. Uruguay (17,4 milioni) e Paraguay (1,4 milioni) restano relativamente marginali.

Tra gli Stati membri dell'Ue, le esportazioni sono fortemente concentrate in pochi Paesi. Nel 2025 la Spagna è il principale esportatore europeo verso il Mercosur con 78,9 milioni di euro, seguita da Italia (67,8 milioni) e Portogallo (51,4 milioni). Insieme queste tre nazioni rappresentano già circa il 75% dell'export totale dell'Ue. Seguono Grecia (28,9 milioni), Belgio (18,0 milioni) e Paesi Bassi (11,0 milioni). Gli altri Stati membri hanno un ruolo molto più limitato; in diversi Paesi dell'Europa centrale e orientale l'export è quasi trascurabile.

Sul lato delle importazioni il quadro è ancora più sbilanciato: i Paesi Bassi fungono da principale porta d'ingresso con 701,2 milioni di euro, cioè oltre il 52% di tutte le importazioni Ue dal Mercosur in questi prodotti. Seguono Spagna (258,6 milioni), Italia (130,7 milioni) e Portogallo (114,0 milioni). Germania, Francia, Grecia e Belgio formano un secondo gruppo ma su livelli nettamente inferiori.

Verdure
Nel commercio di verdure il deficit dell'Ue è soprattutto legato all'Argentina. Dei 195,0 milioni di euro di importazioni Ue del capitolo 07, 162,0 milioni provengono dall'Argentina. Il Brasile fornisce altri 32,7 milioni, mentre Paraguay e Uruguay restano marginali.

Sul lato delle esportazioni di verdure, invece, il Brasile è il principale mercato di destinazione: 29,7 milioni di euro dell'export europeo vi sono diretti. Seguono Uruguay (8,5 milioni), Argentina (6,4 milioni) e Paraguay (0,6 milioni).

Colpisce il fatto che l'export europeo di verdure sia sostenuto soprattutto dal Nord-Ovest Europa: il Belgio da solo rappresenta 17,5 milioni di euro, pari a quasi il 39% dell'export Ue verso il Mercosur. Seguono Paesi Bassi (10,5 milioni) e Spagna (10,4 milioni). Ciò suggerisce un profilo di esportazione in cui le verdure surgelate (piselli, spinaci, mix e altre verdure) hanno un peso importante (26,44 milioni di euro).

Segue il materiale di propagazione per patate (patate da semina) con 9,48 milioni di euro, destinato principalmente a Brasile (7,14 milioni) e Uruguay (2,34 milioni).

Dal lato delle importazioni di verdure, il paniere è completamente diverso. La voce principale è rappresentata dai fagioli secchi (114,6 milioni di euro). Quasi l'intero valore proviene dall'Argentina (92,6 milioni) con un contributo del Brasile (22,0 milioni).

Seguono aglio (28,0 milioni) quasi interamente argentino e ceci (27,3 milioni) anch'essi quasi totalmente dall'Argentina. Altri prodotti rilevanti sono patate dolci (7,08 milioni) e cipolle (5,60 milioni).

In sostanza, nel comparto delle verdure, l'Ue importa soprattutto prodotti di base e materie prime agricole, mentre esporta prodotti più trasformati o logisticamente più complessi.

© FreshPlaza

Frutta
Nel commercio della frutta la differenza è ancora più marcata. L'export Ue di frutta verso il Mercosur ammonta a 216,5 milioni di euro, mentre le importazioni raggiungono 1,145 miliardi di euro. All'interno di queste importazioni il Brasile domina con 881,8 milioni di euro, circa il 77% di tutta la frutta Mercosur destinata all'Ue. L'Argentina segue con 244,8 milioni, mentre Uruguay (17,3 milioni) e Paraguay (1,3 milioni) restano marginali.

Sul lato delle esportazioni, 195,4 milioni di euro della frutta europea sono diretti al Brasile. In altre parole, quasi tutta la relazione commerciale nel comparto frutticolo ruota attorno all'export europeo verso il Brasile e alle importazioni europee da Brasile e Argentina.

L'export europeo di frutta si basa su alcune linee di prodotto molto competitive. La voce principale è quella delle mele, con 77,6 milioni di euro, di cui 77,5 milioni destinati al solo Brasile. Nell'Ue i principali fornitori sono Italia (45,5 milioni) e Portogallo (22,1 milioni), seguiti da Spagna e Francia. Il secondo prodotto è il kiwi (50,3 milioni di euro), esportato soprattutto da Grecia (28,9 milioni) e Italia (17,9 milioni), con Brasile come principale destinazione e Argentina come seconda. Seguono prugne (30,7 milioni), pere (27,9 milioni) e pesche/nectarine (6,4 milioni).

© FreshPlaza

Le importazioni dal Mercosur mostrano chiaramente dove si trova la dipendenza europea. La voce principale sono mango e frutti affini, con 286,6 milioni di euro, quasi interamente dal Brasile. I Paesi Bassi fungono da principale hub europeo con 182,3 milioni, seguiti da Spagna (60,5 milioni) e Portogallo (29,1 milioni). Seguono limoni e lime (243,6 milioni di euro). Questo prodotto proviene sia dal Brasile (138,8 milioni, soprattutto lime) sia dall'Argentina (99,2 milioni, soprattutto limoni), ancora una volta con i Paesi Bassi come principale importatore. La terza voce è rappresentata dai meloni (169,8 milioni), interamente dal Brasile. Seguono papaya (86,4 milioni), angurie (65,8 milioni) e uva (57,9 milioni), anch'esse fortemente dipendenti dal Brasile. Altri flussi rilevanti sono pere (45,6 milioni, quasi tutte dall'Argentina), arance (30,8 milioni), avocado (26,3 milioni) e piccoli frutti (14,8 milioni).

Codici sovrapposti
Proprio nei codici merceologici sovrapposti emerge dove si colloca la reale competizione. Nel 2025 l'Ue registra un chiaro surplus nelle mele: 77,6 milioni di euro di export contro 17,5 milioni di import, cioè un saldo positivo di oltre 60 milioni. Anche per kiwi (+46,4 milioni) e susine (+30,6 milioni) l'Europa è forte. Tuttavia, questi risultati non compensano i forti deficit nei frutti tropicali e subtropicali. Per i mango il deficit Ue arriva a quasi 286,6 milioni di euro. Per limoni e lime il deficit è di 243,2 milioni, per meloni 169,8 milioni e per papaya 86,4 milioni. Persino in prodotti in cui l'Ue possiede una posizione esportatrice, come pere e arance, il saldo resta negativo a causa degli elevati volumi di importazione da Argentina, Brasile e Uruguay.

Dal punto di vista geografico, l'Europa meridionale (Spagna, Italia, Portogallo e Grecia) domina le esportazioni europee verso il Mercosur. L'Europa nord-occidentale, con Belgio e Paesi Bassi in testa, ha invece un peso maggiore nel commercio di verdure e nei flussi logistici e di prodotti trasformati. Sul lato delle importazioni, i Paesi Bassi sono il principale hub di transito e distribuzione all'interno del mercato unico, soprattutto per la frutta. Nel Mercosur, il Brasile fornisce principalmente frutta tropicale e meloni, mentre l'Argentina è molto più forte nei legumi, nell'aglio, negli agrumi e nelle pere. L'Uruguay è un fornitore di agrumi modesto ma visibile, mentre il Paraguay nel 2025 resta statisticamente marginale in questo commercio.

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