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Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz

"Sia garantita la disponibilità di fertilizzanti fondamentali per la produzione agricola"

Con la chiusura dello Stretto di Hormuz, a seguito dell'attacco USA-Israele all'Iran, per Coldiretti e Filiera Italia diventa urgente lavorare per la sospensione del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) sui fertilizzanti. Questa tassa sul carbonio applicata ai fertilizzanti rischia infatti di gravare pesantemente sui bilanci delle imprese agricole e, più in generale, di mettere a rischio la sovranità alimentare dell'Unione europea.

© Coldiretti"L'attuale scenario geopolitico ha delineato una situazione di estrema gravità che incide direttamente sulla sicurezza dei cittadini e sulla stabilità dei sistemi economici. Le principali vulnerabilità risiedono nell'elevata dipendenza dall'estero per l'approvvigionamento di fattori produttivi essenziali, in particolare fertilizzanti ed energia – ha dichiarato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti – Il rischio imminente è una spirale inflattiva che andrà a colpire i costi dei prodotti agroalimentari, con pesanti ripercussioni sia sulle imprese sia sulle famiglie. La risposta strategica si sta concentrando su un'azione diplomatica coordinata con le istituzioni governative per garantire la continuità produttiva nazionale".

Una quota significativa del commercio mondiale di fertilizzanti transita da Hormuz e la situazione, già critica, rischia di aggravarsi con interruzioni delle forniture e ulteriori aumenti dei prezzi. "La situazione in Iran e in tutto il Medio Oriente è un problema anche per gli agricoltori italiani. Per questo ci siamo subito attivati con il governo affinché sia garantita la disponibilità di fertilizzanti fondamentali per la produzione agricola", ha aggiunto Prandini. La richiesta è stata ribadita al termine dell'incontro tra le associazioni e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, sull'evoluzione della crisi in Iran e sull'escalation nella regione.

Secondo quanto riferito in una nota da Coldiretti, nelle attuali condizioni è necessaria l'immediata sospensione del CBAM. È stato, inoltre, evidenziato il rischio di blocchi nelle catene di approvvigionamento, anche alimentari, e la necessità di costituire scorte strategiche europee di prodotti agricoli.

Da sottolineare che lo Stretto di Hormuz, un passaggio marittimo strategico tra il Golfo Persico e il Golfo di Oman, riveste un ruolo fondamentale nel mercato energetico globale: attraverso questo tratto stretto transitano ogni giorno circa 20 milioni di barili di petrolio e volumi significativi di gas naturale liquefatto, pari a circa un quinto dell'energia venduta nel mondo (fonte: eia.gov). Tuttavia, a causa delle tensioni in Medio Oriente e delle recenti interruzioni nelle rotte di navigazione, il traffico navale si è drasticamente ridotto, con centinaia di petroliere e gasiere ferme o in attesa, e molti armatori che evitano la zona per motivi di sicurezza. Questo rallentamento nei transiti sta già esercitando pressioni al rialzo sui prezzi del petrolio e del gas, con mercati in cui le quotazioni hanno registrato incrementi significativi e timori sempre più concreti di ulteriori impatti sui costi dell'energia a livello globale.

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