Piogge continue, notti fredde, forti venti e parassiti come il Thrips parvispinus hanno reso la stagione orticola ad Almeria particolarmente impegnativa. Ciò ha comportato rese inferiori e una maggiore volatilità dei prezzi, con le quotazioni dei cetrioli che hanno raggiunto livelli record.
"Le condizioni meteo avverse, tra cui elevata umidità e parassiti, sono state la nostra sfida più grande, poiché le rese complessive sono diminuite di circa il 15%, con variazioni a seconda del raccolto. L'allegagione e la maturazione dei frutti sono risultate compromesse, determinando una produzione molto disomogenea", ha affermato Antonio Ruiz, direttore commerciale della Murgiverde.

"La produzione è diminuita e anche la qualità è in calo, soprattutto per i peperoni, con una percentuale maggiore di prodotti di seconda categoria, a causa della presenza persistente del parassita Thrips parvispinus, con cui noi coltivatori di Almeria continuiamo a convivere e che non siamo ancora riusciti a controllare. Questo rimane un problema irrisolto".
I prezzi sono ancora generalmente elevati per tutti i prodotti, in particolare per cetrioli, peperoni e melanzane. "Il cetriolo ha raggiunto quotazioni record che rimangono alte nonostante un'estensione della superficie coltivata in questa stagione. Per altri prodotti, i rincari non sono stati così repentini, a causa della disponibilità di offerta da altri Paesi. Ad esempio, i pomodori provenienti da Marocco, Turchia e Paesi Bassi, così come le zucchine marocchine e italiane, hanno contribuito a mitigare i picchi di prezzo", ha spiegato Ruiz.
"Siamo stati costretti a prendere decisioni difficili perché, in alcuni momenti della stagione, non siamo riusciti a soddisfare i programmi di alcuni prodotti. Questa situazione è stata aggravata dal meteo avverso, che ha portato alla chiusura della navigazione nello Stretto di Gibilterra e ha interrotto le esportazioni marocchine. Dalla scorsa stagione stiamo vivendo un ciclo di prezzi elevati, causato dalle fluttuazioni dell'offerta e dalla crescente pressione dei grandi retailer europei. I margini di profitto si stanno riducendo perché non è possibile vendere a qualsiasi prezzo, con possibili ripercussioni sui consumi", ha sottolineato Ruiz.
"Sulla base delle esperienze degli ultimi anni, il cambiamento climatico, l'instabilità del meteo caratterizzata da eventi estremi di pioggia e vento, cali di temperatura, picchi di calore e la diffusione di nuovi parassiti, sono destinati a perdurare".
"La produzione di Almeria sta competendo con altre origini per le quote di mercato. Per rimanere un modello produttivo affidabile, garantire la fornitura e offrire non solo un prodotto di qualità, ma anche un servizio che lo distingua davvero dalla concorrenza, dobbiamo adattarci e cercare soluzioni per il futuro, per arrivare più preparati. Credo che ora sia il momento di fare un passo avanti, aumentando l'automazione delle serre e sviluppando una genetica più adatta ai nuovi scenari. Il futuro non è il passato", ha concluso Antonio Ruiz.
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