Nel 2026, la World Avocado Organization (WAO) ha celebrato il suo decimo anniversario a Fruit Logistica di Berlino. In questi dieci anni, l'avocado ha cambiato dimensione, passando dallo status di prodotto in rapida crescita a vera e propria specialità globale. "L'evoluzione sul mercato globale è stata significativa. Quella che era iniziata come una rapida espansione si è trasformata in una categoria di prodotto più strutturata, gestita in modo strategico e pienamente integrata a livello internazionale", ha osservato Zac Bard, presidente della WAO. Questo cambiamento di scala si riflette in dati senza precedenti e in una maggiore professionalità di tutto il comparto.
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Un decennio di crescita spettacolare in Europa
L'aumento dei consumi globali è stato particolarmente evidente in Europa. Nel 2025, nei 27 Paesi dell'Unione europea, il consumo medio pro capite ha raggiunto 1,8 kg all'anno, il doppio rispetto agli 0,9 kg registrati nel 2016. "L'anno scorso, Europa e Regno Unito hanno visto i volumi totali superare per la prima volta 1 milione di tonnellate, con una crescita annua complessiva del 16% e un aumento del 22% durante la stagione estiva. Questo dimostra non solo una diffusione più ampia del prodotto, ma anche un maggiore coinvolgimento dei consumatori", ha spiegato Zac Bard.
La Germania è uno dei principali motori di questa dinamica: +32% in volume e +24% in valore entro il 2025. Questa crescita è trainata sia dall'arrivo di nuovi consumatori sia da un aumento della frequenza degli acquisti. Italia ed Europa orientale rappresentano ora il 33% dei consumi dell'Ue27+. Mentre Francia e Spagna sono mercati più maturi, Regno Unito, Germania, Italia, Polonia e Paesi Bassi continuano a mostrare un forte potenziale. "Sebbene riteniamo che ci sia ancora del potenziale nei mercati più maturi, ci sono anche opportunità significative nei principali mercati emergenti", ha sottolineato Bard.
Da prodotto occasionale ad alimento base quotidiano
Nel giro di dieci anni, l'avocado ha conosciuto un profondo cambiamento di percezione tra i consumatori europei. "Dieci anni fa, era considerato un prodotto occasionale o ˈdi tendenzaˈ. Oggi è pienamente consolidato come frutto di consumo quotidiano e ingrediente chiave di un'alimentazione sana", ha osservato Bard.
Un'indagine della WAO, condotta su oltre 500.000 consumatori in 11 mercati europei, individua tre fattori di crescita: consapevolezza dei benefici nutrizionali, versatilità culinaria e maggiore disponibilità per tutto l'anno. In Francia, il 77% delle famiglie acquista avocado almeno una volta all'anno. Tuttavia, le famiglie under 35 anni rimangono sottorappresentate, evidenziando un ulteriore potenziale di sviluppo.
Anche gli utilizzi sono diversificati. "Oltre a insalate, guacamole e avocado toast, i consumatori utilizzano sempre più l'avocado come ingrediente alternativo. Grazie alla sua consistenza cremosa, sostituisce maionese, formaggio o panna nelle ricette classiche e moderne". Anche gli oli e la maionese a base di avocado, le alternative ai latticini e snack stanno guadagnando terreno. "I social network ora promuovono oltre 40 modi diversi di gustare l'avocado, con nuove varianti che emergono continuamente", ha spiegato Zac Bard.
Sostenibilità: tra percezione e realtà
"Sebbene i consumatori prestino una crescente attenzione alla sostenibilità, prezzo e qualità restano le priorità. Tuttavia, il settore ha compiuto progressi significativi nella riduzione del proprio impatto ambientale", ha spiegato il presidente della WAO.
L'impronta ambientale dell'avocado è paragonabile a quella di altri frutti e significativamente inferiore a quella della carne o del formaggio. Gli alberi di avocado contribuiscono al sequestro del carbonio e alla biodiversità. Sul delicato tema dell'acqua, Zac Bard ha aggiunto: "Inserita nel giusto contesto, la coltivazione dell'avocado richiede meno risorse idriche rispetto a molti alimenti di largo consumo. Le aziende associate migliorano costantemente l'efficienza grazie all'irrigazione di precisione e al monitoraggio digitale, con riduzioni che possono arrivare fino al 43%".
La diversificazione delle origini (Perù, Sudafrica, Marocco, Colombia, Kenya, Cile e Zimbabwe) rafforza la resilienza e la disponibilità per tutto l'anno. Per quanto riguarda il trasporto marittimo, in gran parte diretto verso l'Europa, genera emissioni significativamente inferiori rispetto a quelle del trasporto aereo, come ha riferito Bard.
Un ruolo strutturante per la WAO
Fin dalla sua nascita, la WAO ha agito da catalizzatore nella collaborazione tra produttori, esportatori e importatori. "Abbiamo svolto un ruolo centrale nell'allineare gli operatori del settore alle mutevoli aspettative dei consumatori e nel respingere le accuse infondate secondo cui l'avocado sarebbe dannoso per l'ambiente".
Oltre alla promozione, l'organizzazione favorisce la condivisione delle conoscenze, l'adozione di innovazioni tecnologiche e la diversificazione delle origini emergenti. "Questo approccio sta contribuendo a costruire un settore più forte, più coordinato e lungimirante", ha sottolineato Bard.
2030: una crescita ancora più stimolante
Guardando al 2030, Zac Bard mostra ottimismo. "Prevediamo sviluppi ancora più stimolanti nei prossimi cinque anni, rispetto agli ultimi dieci". Il mercato europeo potrebbe superare 1,5 milioni di tonnellate, mentre il divario con gli Stati Uniti è destinato a ridursi.
Le nuove origini, come Guatemala, Ecuador, Tanzania, Ruanda, Portogallo e Angola, entreranno nel mercato, mentre l'Asia diventerà un importante consumatore, con India, Corea del Sud e potenzialmente Cina e Giappone. Anche l'Europa orientale e il Medio Oriente registreranno una crescita sostenuta.
Ma rimane chiara la priorità. "Il futuro del settore non si limita alla crescita, ma in uno sviluppo responsabile e sostenibile che generi valore nel lungo periodo per produttori, consumatori e comunità", ha concluso Bard.