Le esportazioni italiane di fragole fino a novembre 2025 hanno totalizzato circa 13.400 tonnellate divenendo le maggiori degli ultimi anni, seppur non del tutto complete, paragonate allo stesso periodo del 2024 risultano in aumento del +31%. Il valore dell'export nello stesso periodo del 2025 sale del 23%; il prezzo medio, invece, anche se sostenuto, flette nei confronti del precedente di sei punti percentuali con oltre 4 euro al kg.
Come sempre si rilevano le maggiori esportazioni verso i paesi dell'Unione europea, con un incremento del +40% sullo stesso periodo dell'anno precedente. L'Austria si conferma il primo mercato di sbocco da alcuni anni, con circa 4.700 tonnellate assorbite fino a novembre 2025 (il +16% su gennaio-novembre 2024). Abbiamo esportato maggiormente anche verso la Germania, in seconda posizione, con più di 2.700 tonnellate (+27% rispetto allo stesso periodo del 2024).
Buono l'incremento dell'export a Malta con circa 1.000 tonnellate e a seguire Slovenia e Lituania dove gli incrementi sono rispettivamente del +55% e +59% anche se con volumi in deciso distacco. È sceso, al contrario, l'export verso la Svizzera, tra i paesi extra UE, -16% sullo stesso periodo del 2024.
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Le esportazioni di fragole italiane, legate alla stagionalità del prodotto, sono concentrate tra marzo e maggio; nel 2025 questo trimestre ha coperto il 74% del totale ma volumi rilevanti sono stati spediti anche in febbraio, circa il 7% del complessivo a conferma di un maggior anticipo della stagione durante le ultime annualità.
© CSO ItalyLa bilancia commerciale in termini di volumi rimane negativa: le importazioni di fragole con volumi simili all'anno precedente +1%, si sono attestate fino al mese di novembre su circa 27.300 tonnellate, con un valore ed un prezzo medio in crescita del +3% ciascuno.
Proprio per tracciare un andamento commerciale della fragola si deve dare uno sguardo anche al posizionamento della Spagna che da sempre è il nostro maggior concorrente sia per la sua propensione all'export che per i volumi prodotti. Nel 2025 (periodo gennaio-novembre) le esportazioni spagnole hanno chiuso con un volume di circa 263.500 tonnellate, il +1% rispetto ai volumi inviati durante lo stesso intervallo dell'anno precedente.
Il mercato tedesco si conferma la prima destinazione delle fragole spagnole con un implemento del +3% e 78.700 tonnellate movimentate (30% del totale). Al secondo posto l'export verso la Francia con volumi di oltre 43.000 tonnellate, sostanzialmente stabili sull'annata antecedente, +1% (16% del complessivo). Seguono le movimentazioni verso il Regno Unito, con 29.300 tonnellate (11% del totale), in flessione di nove punti percentuali su gennaio-novembre 2024.
In quarta posizione si colloca l'Italia, con quantitativi inferiori del -6% seguita dal Portogallo e dalla Polonia, entrambe le nazioni hanno assorbito volumi maggiori del 2024 (+14% e +4% rispettivamente); si conferma in flessione anche per la stagione 2025, l'export indirizzato verso i Paesi Bassi (-6% su gennaio-novembre 2024) al 5% delle spedizioni complessive.
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Dando uno sguardo alla stagione 2026, gli investimenti italiani in coltura specializzata si stimano in crescita del +6% rispetto al 2025 secondo l'elaborazione di CSO ITALY; le superfici a livello nazionale ammontano a quasi 4.500 ettari, di cui l'88% in coltura protetta in crescita del +8%.
La fragolicoltura nel Meridione continua ad aumentare, ora al 67% del totale, a fronte di una riduzione dell'Italia Settentrionale, posizionata al 20% del totale delle superfici.
Nel sud Italia la consistenza degli investimenti supera i 3.000 ettari, nonostante alcune divergenze di trend fra le regioni. I principali areali si confermano la Campania e la Basilicata con superfici, che in entrambi i casi evidenziano un rafforzamento rispetto al 2025 mentre sembrano limitate le flessioni nelle altre regioni del Meridione.
Nella regione Campania la coltura conferma l'espansione, registrando un +6% sullo scorso anno ed arrivando così a contare oltre 1.200 ettari; in Basilicata le superfici evidenziano un deciso +17% sul 2025, arrivando a circa 1.280 ettari. Queste due regioni concentrano nel loro insieme 2.500 ettari, il 56% del totale nazionale. In flessione le superfici in Calabria (-4% rispetto al 2025) mentre in lieve risalita quelle in Sicilia (+2%).
Nel 2026, al Nord, si stimano nel complesso poco più di 900 ettari, con una variazione negativa del -1%. La coltivazione quest'anno risulta pressoché stabile in Veneto e a Bolzano rispetto all'anno precedente. Sembrano confermarsi in lieve flessione le superfici in Piemonte e a Trento rispettivamente del -2% e -3% sul 2025, mentre la coltivazione registra una momentanea ripresa in Emilia-Romagna (+5% sul 2025).
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Ancora in lieve rafforzamento la superficie coltivata nelle regioni centrali, con il +4% sul 2025 e circa 538 ettari.
In Italia la campagna 2026 vede raccolte iniziate nelle aree più a sud, Basilicata è al 15% circa del raccolto e Campania solo al 3% del totale. L'andamento climatico non è stato favorevole: piogge e mancanza di luce hanno determinando inizialmente un rallentamento fisiologico delle piante con risvolti negativi sull'anticipo produttivo.
Attualmente, nel Metaponto, gli impianti sono in buone condizioni vegetative e i maggiori fitofagi non destano particolari problemi; infatti, le basse temperature non ne favoriscono lo sviluppo ma le condizioni climatiche instabili determinano una maggiore presenza di frutti attaccati da botrite rispetto allo stesso periodo dell'annata scorsa.
In Campania le piante sono in una condizione di stress dovuta alla mancanza di luce in concomitanza con la carica fiorale e di frutti elevata ed un ritardo di produzione di circa una settimana rispetto al 2025.
Nella provincia di Huelva, l'areale di maggior produzione spagnola, le superfici coltivate a fragola, per questa campagna, sono solo lievemente aumentate, +1%, rispetto alla scorsa annata.
In Spagna attualmente le raccolte sono al 14% circa del totale. Il clima iniziale dopo il momento del trapianto è stato buono ma dalla fine di ottobre sono iniziate molte precipitazioni che sono proseguite per tutto l'inverno con rovesci ogni 10-15 giorni, caratterizzati anche da tempeste significative accompagnate anche da forti venti. Le piogge sono state costanti anche durante tutto il mese di gennaio e inizio di febbraio raggiungendo quantità superiori alla norma e arrivando ai massimi storici per questo periodo dell'anno. Le precipitazioni eccessive, anche di quest'ultimo periodo, hanno danneggiando i frutti, con rilevanti focolai di funghi nei campi e conseguenti lavori di pulizia dei fragoleti. Nonostante un leggero anticipo iniziale, dovuto soprattutto all'aumento delle piante in vaso, attualmente si registra un ritardo causato dalle piogge, dalla nuvolosità e dalla mancanza di luce, con conseguente calo della produzione.
Fonte: CSO Italy per FreshPlaza.IT