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Dopo la siccità, torna la fiducia tra i coltivatori marocchini

Il Marocco è uscito da una siccità durata sette anni. Tra settembre 2025 e febbraio 2026 si sono registrate precipitazioni e nevicate significative ed eccezionali, che hanno riportato diversi indicatori su valori positivi, in particolare per quanto riguarda l'aumento delle risorse idriche disponibili e i livelli di riempimento delle dighe. Nell'annunciare ufficialmente la fine della lunga siccità, il governo ha confermato la prosecuzione della politica di desalinizzazione dell'acqua di mare in tutto il Paese, oltre ai progetti delle cosiddette "autostrade dell'acqua" per collegare i diversi bacini idrici.

© Elana Shabaily

Nel settore agricolo, le recenti piogge hanno risollevato il morale degli operatori, nonostante le forti tempeste che hanno causato delle perdite nelle regioni settentrionali, in particolare Gharb e Loukkos. Tutti i coltivatori segnalano il miglioramento delle condizioni di produzione nelle diverse regioni e per un'ampia gamma di prodotti. Tra loro c'è Rafe Shabaily, direttore operativo della Vergers de Soleils, un'azienda che opera nelle regioni di Taroudant e Marrakech.

Il coltivatore afferma: "È stato il miglior inverno degli ultimi anni. Le principali regioni di produzione di Marrakech e Taroudant/Agadir hanno beneficiato in modo significativo delle abbondanti precipitazioni e dell'accumulo di ore di freddo, senza subire gli effetti negativi delle inondazioni che invece hanno colpito il nord del Marocco e alcune regioni dell'Europa meridionale. I bacini idrici registrano i livelli più alti degli ultimi anni. A livello nazionale, il tasso medio di riempimento supera il 70% e continua a migliorare con lo scioglimento delle nevi sulla catena dell'Atlante".

© Elana Shabaily

La rigenerazione delle riserve idriche libera un potenziale produttivo precedentemente limitato dalla siccità, incidendo di conseguenza non solo sui volumi, ma anche sullo sviluppo varietale e sulla diversità delle colture. Shabaily fa l'esempio dell'uva da tavola, la sua specialità. "La diffusione delle varietà aumenterà nei prossimi anni, man mano che i breeder inizieranno a stipulare accordi con i vivai qui in Marocco. Questo avrà un effetto diretto sull'espansione dell'intero settore dell'uva da tavola, poiché un più facile accesso alle varietà più idonee favorirà i cambiamenti che già osserviamo: ad esempio, le grandi aziende agrumicole del sud stanno cercando di diversificare, dato che l'uva da tavola richiede minori disponibilità idriche".

Il miglioramento delle condizioni di produzione fa ben sperare anche per la qualità, mentre la siccità ha generalmente portato a calibri inferiori e a condizioni fitosanitarie difficili per la maggior parte dei prodotti. "Stiamo già osservando che il germogliamento delle varietà precoci di uva da tavola è significativamente più avanzato rispetto ai due anni precedenti, ma la stagione è ancora lunga", aggiunge Shabaily.

© Elana Shabaily

La possibilità di sfruttare immediatamente questi sviluppi positivi, tuttavia, dipende dalla tempistica e dalla stagionalità di ciascun prodotto. Il coltivatore spiega: "Per alcuni prodotti, come ad esempio l'uva da tavola, è troppo presto per dire come saranno influenzate le rese di questa campagna. La potatura è terminata solo un paio di settimane fa e i primi segni di germogliamento sono appena iniziati. Quello che osserviamo, però, è che non tutti gli effetti sono stati positivi, soprattutto in orticoltura. I produttori di meloni della nostra regione hanno incontrato difficoltà ad accedere ai campi per i trapianti a causa delle piogge intense e, di conseguenza, una percentuale significativa è stata piantata in ritardo rispetto al programma. L'impatto sui profitti dipenderà ora in larga misura dal mercato e dalla possibilità che gli stessi ritardi interessino anche l'Europa meridionale".

Osservando le reazioni degli operatori alle piogge, emerge chiaramente che la fine della siccità ha rafforzato la fiducia dei coltivatori, dopo molti anni di incertezza che avevano portato a investimenti ridotti, se non del tutto congelati. "Come azienda, abbiamo già iniziato ad ampliare nuovamente la nostra produzione, grazie sia alle recenti piogge sia alla realizzazione di progetti di desalinizzazione, alla costruzione di bacini idrici e al miglioramento delle reti idriche tra le regioni, che ci offrono maggiore sicurezza sul futuro. Siamo inoltre riusciti ad ampliare la nostra offerta sul mercato affiliando coltivatori competenti che commercializzano i loro prodotti con noi. Continueremo a farlo in maniera strategica e prudente", conclude Shabaily.

Per maggiori informazioni:
Rafe Shabaily
Les Vergers du Soleil
[email protected]
www.lesvergersdusoleil.com

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