"La coltivazione dei funghi è una delle poche che riesce sul serio a entrare nel novero dell'economia circolare, con sottoprodotti che vengono riutilizzati e la produzione di compost a fine ciclo. Fungo fa rima con sostenibilità: quella vera, non teorica. Una sostenibilità che può essere tale solo se lo è anche dal punto di vista economico per gli agricoltori". Romeo Fuser, presidente del Consorzio Funghi di Treviso, quando parla del lavoro di fungicoltore fa trasparire tutta la sua passione.
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itRomeo Fuser
"Il mercato sta attraversando una fase positiva - precisa - con gli ultimi mesi che hanno registrato richieste in crescita e un 2025 che si è chiuso bene. Ma per ottenere certi risultati occorre saper precedere le richieste di mercato ed essere sempre competitivi nell'offrire un prodotto ricco di servizio. Ecco perché, negli ultimi anni, abbiamo investito molto nella IV gamma e nei mix di funghi già tagliati: una buona percentuale di consumatori cerca prodotti pronti da cuocere e per questo è disposto a ripagare il servizio che ottiene".
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Fuser fa una panoramica sul mercato europeo dei funghi: "Il maggior produttore è la Polonia e quindi è questo paese che, con le sue dinamiche, influenza in buona parte i prezzi. E se da un lato si avvantaggia di costi di produzione più bassi e regole dalle maglie più larghe rispetto agli standard UE, dall'altro la qualità del prodotto italiano è fuori discussione. In Italia siamo autosufficienti per la produzione di funghi per il mercato fresco interno ed esportiamo piccole quote. Invece - continua Fuser - importiamo dall'estero circa il 50 per cento della materia prima destinata all'industria di trasformazione. Noi, come Consorzio, riforniamo di funghi anche alcune industrie di trasformazione, quelle più sensibili e attente a voler etichettare il proprio prodotto con la dicitura '100% italiano'".
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Il Consorzio Funghi di Treviso ha anche una piccola quota di esportazione verso Francia, Croazia, Slovenia e Paesi limitrofi. "In Italia, il 50 per cento dei nostri funghi è commercializzato dalla Gdo, la restante parte viene venduta attraverso i mercati all'ingrosso, mentre un'ulteriore fetta va alle industrie di trasformazione".
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Il presidente sottolinea che, nel 2025, il Consorzio ha fatturato circa 50 milioni. "Lo scorso anno abbiamo prodotto 19mila tonnellate di funghi, contro le 2000 del nostro primo anno di attività, nel 1999. In quell'anno furono 4 le aziende a consorziarsi, mentre oggi contiamo 13 soci, con due centri di confezionamento", conclude.
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