La Repubblica Dominicana ha chiuso il 2025 con esportazioni record per oltre 15,9 miliardi di dollari, il 14% in più rispetto al 2024. Segismundo Morey ha sottolineato la resilienza del settore produttivo e la capacità delle aziende di adattarsi al periodo post-pandemico. "Questa performance si inserisce in un contesto macroeconomico favorevole, con proiezioni ufficiali di crescita del PIL del 4,5%-5%, superiore alla media regionale. Le aziende hanno diversificato i mercati, ottimizzato i processi e innalzato gli standard, consentendo nell'ultimo periodo un'espansione sostenuta".
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"L'oro rimane la principale esportazione in termini di valore, seguito dai dispositivi medici ed elettrici prodotti nelle zone franche. Il tabacco guida le esportazioni del settore agroindustriale, sostenuto dal ruolo del Paese come principale esportatore mondiale di sigari premium e dalla sua posizione nei mercati ad alto valore", ha affermato Morey.
Le esportazioni di frutta fresca dipendono ancora fortemente da avocado, mango e banane. Il Paese sta lavorando attivamente per recuperare i volumi di banane e diversificare le sue destinazioni di esportazione. "Un mercato promettente è quello caraibico, dove la limitata produzione locale e la vicinanza geografica offrono opportunità per rafforzare le esportazioni regionali", ha sottolineato Morey.
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ProDominicana sta espandendo gli sforzi in Medio Oriente e Asia utilizzando relazioni diplomatiche e strategie di promozione settoriale. "La distanza presenta ostacoli logistici, ma ci sono opportunità di mercato per i prodotti dominicani ad alto valore aggiunto e caratteristiche uniche, in particolare nell'agroindustria e nella produzione specializzata", ha spiegato Morey.
Nell'ambito dell'iniziativa nazionale Meta 2036, che punta a raddoppiare il PIL nei prossimi anni, l'istituzione sta inoltre intensificando gli sforzi per attrarre investimenti diretti esteri. L'obiettivo è sia quello di promuovere settori a più alto contenuto tecnologico, come i semiconduttori e la produzione avanzata, sia quello di modernizzare il settore agricolo attraverso una maggiore tecnicizzazione e automazione.
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Una delle iniziative più recenti è il progetto nazionale per l'uva da tavola che, dopo anni di sviluppo tecnico e adattamento varietale, ha ottenuto il suo primo successo commerciale lo scorso anno con con le prime esportazioni verso gli Stati Uniti.
"Il progetto nasce dalla collaborazione tra i produttori locali, supportati da tecnici internazionali specializzati, ed è finanziato da capitali esteri. Questa partnership ha facilitato l'adozione di pratiche agronomiche migliorate, di una gestione post-raccolta e di standard su misura per mercati esigenti. I risultati iniziali sono stati promettenti, in particolare per quanto riguarda i calibri e la qualità, a conferma del potenziale del Paese di diversificare la propria offerta ortofrutticola e di affermarsi in mercati selezionati".
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"Grazie a questo impegno, la Repubblica Dominicana continua a rafforzare le sue strategie di diversificazione e produttività, espandendo le esportazioni e adattandosi alle nuove dinamiche del commercio internazionale", ha concluso Morey.
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