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Parole d'ortofrutta di Giancarlo Amitrano

Zucchine già in raccolta nel basso Lazio e gli agricoltori devono adattarsi al nuovo meteo

L'ortofrutta, dopo l'homo sapiens, è la conferma tout court della teoria evoluzionistica di darwiniana memoria. Sono in visita presso un nuovo corpo di serre di recente costruzione nel sud Pontino e questa premessa fa irruzione tra i miei pensieri, generando il pezzo di oggi. Il motivo scatenante è stato poter appurare con mano, anzi con occhi, come il cambiamento climatico stia lentamente, ma inesorabilmente, modificando le tempistiche dei trapianti e il tutto pariteticamente a quanto avviene in Sicilia in una sorta di Tetris agricolo nazionale.

© G. Amitrano

Siamo a metà febbraio e molte strutture del basso Lazio sono già in piena raccolta con zucchine scure e chiare, cosa impensabile fino a 5 anni fa, ma che si concilia perfettamente con quanto leggevo a proposito di serre siciliane già pronte a far posto ai primi trapianti di meloni.

Così appare chiaro come i due areali produttivi principali di cucurbitacee e cherry rossi a bacca piccola si muovano in perfetta sincronia per assicurare continuità di raccolta, evitando le tanto invise sovrapposizioni, portatrici funeste di esuberi e ribassi di listino.

E il tutto avviene quasi per magia, senza dichiarazioni altisonanti da parte degli operatori, in uno spirito di adattamento automatico alle variate esigenze di campo e con i trapianti che si anticipano d'incanto di 15-20 giorni, grazie a un perfetto e rodato andamento dei meccanismi naturali primordiali.

© G. Amitrano

Ovviamente la natura mette a disposizione la sua capacità di adattamento, ma rimane pur sempre l'homo agricolus il fautore del suo destino, cogliendo questa opportunità e declinandola in base alle proprie esigenze, con la memoria storica di quanto fatto l'anno prima e l'anno prima ancora, memorizzando gli esperimenti negativi e quelli positivi. Perché il contadino, scarpe grosse e cervello fino, non è un giocatore d'azzardo che di norma ricorda nei sui racconti solo le vincite, anzi il contrario.

L'ortofrutta moderna porta nel proprio dna secoli di storia: storia di campi intrisi d'acqua o saturi di polverosa di siccità, e questo nonostante l'attuale dominio di una tuttologia imperante, democratica e demagogica, tanto che un recruiter, in un recente colloquio, mi segnalava come la sua profonda conoscenza stenti a rimanere voce di valenza rilevante in un curriculum...!

La speranza è che uomo e terra continuino a evolversi in perfetta armonia, così che l'uno rimanga sempre precursore consapevole delle variazioni dell'altra, mai ignaro o mero calpestatore.

Giancarlo Amitrano
Esperto retail
(Rubrica num. 86)

Data di pubblicazione:

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