© Ri.Nova Un'orticoltura ancora più green, che utilizzi sempre meno chimica in campo e garantisca la sopravvivenza economica delle aziende è possibile: è questa la sfida raccolta dal progetto triennale INNOVA.ORTO – Innovazione tecnica per un'orticoltura a basso impatto ambientale. Il progetto (che coinvolge anche Ri.Nova tra i partner, con Maria Grazia Tommasini come referente organizzativo) vede Astra Innovazione e Sviluppo capofila di un gruppo di realtà di primo piano del comparto ortofrutticolo fra le quali spiccano Terremerse, Agribologna, AOP Italia, Apo Conerpo, Apofruit, Orogel, Eta Beta Bio, Orticolti e Dinamica, oltre ad altri soggetti operativi e consulenziali.
Nella foto a destra: prova di semina-stesura di pacciamatura biodegradabile su zucchino
Al centro dell'iniziativa (che proseguirà fino al 2027) c'è lo sviluppo di nuove tecniche e strategie in campo che permettano di ridurre ulteriormente gli apporti di inquinanti legati ai mezzi tecnici impiegati nella difesa fitosanitaria e nella gestione delle infestanti da parte dell'orticoltura da consumo fresco e industriale dell'Emilia-Romagna. Un obiettivo che può essere perseguito senza penalizzare la sostenibilità economica delle aziende agricole.
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Nella foto a sinistra: prova di portinnesti su zucchino
"INNOVA.ORTO interviene su tre fronti complementari – spiega Silvia Paolini, responsabile scientifico del progetto - Il primo riguarda la difesa a basso impatto, con l'obiettivo di potenziare l'impiego di sostanze ecocompatibili anche alternative alle molecole di sintesi che, sempre più spesso, sono oggetto di divieti e revoche da parte dell'Unione Europea. Penso, ad esempio, al recente caso del 1-3 dicloropropene, un principio attivo particolarmente efficace in colture quali carota, cetriolo, fragola e bietola da seme contro i nematodi, parassiti vermiformi che possono causare danni importanti in campo. L'autorizzazione all'utilizzo di questa sostanza viene costantemente richiesta in deroga lasciando i produttori senza una difesa stabile per tutelare le proprie produzioni".
"Parallelamente stiamo lavorando anche allo sviluppo di nuove varietà tolleranti o resistenti alle principali avversità. Il secondo fronte è relativo alla gestione delle infestanti: il progetto prevede la valutazione di macchine sarchiatrici innovative e di nuove pacciamature efficaci che offrano alternative al diserbo chimico. Infine, tutte le soluzioni individuate saranno sottoposte a un doppio setaccio: quello della valutazione della sostenibilità sia economica sia ambientale" aggiunge Paolini.
© Ri.NovaDettaglio di sovescio biocida
Inoltre il progetto prevede, accanto alle attività sperimentali, anche azioni strutturate di divulgazione e trasferimento dell'innovazione e un percorso di formazione e consulenza dedicato alle aziende coinvolte.
"La ricerca non si esaurisce nella sperimentazione in campo – continua Paolini - ma trova pieno significato nel trasferimento concreto dei risultati alle imprese e al territorio. In questo senso abbiamo previsto un percorso articolato di divulgazione tecnico-scientifica e comunicazione multicanale che comprende approfondimenti specialistici, contenuti divulgativi, visite guidate in campo, incontri tecnici e momenti formativi digitali. Accanto a questo, utilizzeremo strumenti come un video che coinvolgerà lo Youtuber Matt the Farmer, podcast, storytelling tramite post LinkedIn e un evento didattico aperto al pubblico per rendere accessibili i risultati del progetto anche a un'audience più ampia. L'obiettivo è creare consapevolezza, favorire l'adozione delle innovazioni e rafforzare il dialogo tra ricerca, imprese agricole e cittadini, che sappia valorizzare l'impegno crescente che il mondo produttivo investe sul fronte della sostenibilità".
© Ri.NovaProva sarchiatrice di precisione su cicoria
L'iniziativa è realizzata nell'ambito del CoPSR 2023-2027 - Tipo di intervento SRG01 "Sostegno ai Gruppi Operativi PEI AGRI" – OS5. Il progetto è finanziato dal FEASR 2023-2027 – Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale – Progetto "Innovazione tecnica per un'orticoltura a basso impatto ambientale – INNOVA.ORTO".