Nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 18 febbraio 2026 (vedi), è stata pubblicata la domanda di registrazione IGP-Indicazione Geografica Protetta per il Peperoncino di Calabria.
Entro tre mesi dalla data di pubblicazione, si potrà presentare alla Commissione europea un'opposizione a norma dell'articolo 17 del regolamento (UE) 2024/1143 del Parlamento europeo e del Consiglio.

La denominazione "Peperoncino di Calabria" designa i frutti freschi ed essiccati (interi o in pezzi, macinati in scaglie e in polvere) della specie Capsicum annuum, appartenenti alle varietà Amando, Barbarian, Corno di capra, Cayenna, Ciliegia, Pinocchio, Red Devil, Rodeo, Picaro, Shakira, Trottolino amoroso (localmente chiamato Naso di cane), Vulcan, Sigaretta, Calabrese, Pizzitano e Jalapeño.
Le diverse varietà di "Peperoncino di Calabria" si caratterizzano per una forma conica, conica-allungata, affusolata leggermente ovale, affusolata con una punta all'apice ricurva, della lunghezza variabile tra i 3 e i 25 cm, oppure tonda, simile a quella delle ciliegie, del diametro variabile da 1 a 4 cm. I frutti devono essere dotati di peduncolo verde, interi, esenti da macchie e prive di sostanze estranee visibili. La piccantezza deve essere medio-alta (da 5.000 a 70.000 Scoville Heat Units (SHU).
La zona di produzione del "Peperoncino di Calabria" comprende l'intero territorio amministrativo della Regione Calabria.
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"Possiamo ben dire – commenta Coldiretti Calabria in una nota stampa – che il risultato è stato raggiunto e siamo molto soddisfatti, perché ci abbiamo fortemente creduto sin dall'avvio dell'iter. Il risultato tonifica e premia le aziende che stanno investendo nel simbolo culturale ed agroalimentare della Calabria, radicato nella storia locale e riconosciuto a livello internazionale per reputazione e tradizione. Non è quindi solo un marchio, ma un prestigioso riconoscimento della storia e dell'anima agricola calabrese".