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AQUA4D: una nuova tecnologia di trattamento fisico pre-irrigazione

La nuova frontiera del kiwi passa dall'acqua

In frutticoltura, la qualità è il risultato di equilibri complessi che si costruiscono nel tempo e, spesso, lontano dallo sguardo. Prima ancora che sulla pianta, una parte decisiva del potenziale produttivo prende forma nel suolo e nell'acqua che lo attraversa. È una consapevolezza che sta emergendo con crescente chiarezza nei distretti a più alta specializzazione, dove la gestione della risorsa idrica si sta trasformando da pratica operativa a leva strategica. Alcuni segnali arrivano dal comprensorio di Faenza, in provincia di Ravenna, territorio storicamente vocato alle produzioni frutticole, e in particolare dagli impianti di kiwi dell'azienda agricola Zani.

© Aqua4D

Qui, negli ultimi mesi, le osservazioni agronomiche hanno evidenziato apparati radicali più estesi, una buona vitalità biologica del terreno e una maggiore uniformità dei frutti, elementi che, nel loro insieme, contribuiscono a rafforzare la qualità commerciale della produzione.
Un'evoluzione significativa, soprattutto per una coltura esigente come il kiwi, notoriamente sensibile sia agli stress idrici sia alle condizioni fisiche del suolo.

Il valore dell'osservazione in campo
L'intervento risale a giugno 2025, quando in alcuni appezzamenti aziendali è stato introdotto un sistema di trattamento dell'acqua irrigua. A distanza di sei mesi, le verifiche condotte anche attraverso il confronto con un lotto non trattato hanno restituito un quadro coerente.

"Il terreno - afferma Simone Valentini referente di AQUA4D Italia - appare più soffice e permeabile, mentre l'apparato radicale mostra una maggiore presenza di radici fini assorbenti, determinanti per l'efficienza nutrizionale della pianta. Parallelamente, le linee irrigue interne risultano pulite e la distribuzione dell'acqua più regolare, una condizione che tende a ridurre le disomogeneità vegetative all'interno del frutteto. Sul piano produttivo emerge inoltre una più elevata omogeneità dei frutti, accompagnata da una maggiore incidenza di calibri in linea con le richieste del mercato".

Non si tratta di dinamiche riconducibili a un solo fattore; tuttavia, l'esperienza conferma quanto la gestione dell'acqua stia assumendo un ruolo sempre più centrale negli assetti produttivi contemporanei.

© Aqua4D

Oltre il volume: la qualità fisica dell'acqua
Per lungo tempo, il tema irriguo è stato affrontato soprattutto in termini quantitativi. Oggi, però, lo scenario sta cambiando rapidamente. Salinizzazione delle falde, maggiore variabilità climatica e costi energetici crescenti stanno spingendo le aziende agricole verso approcci più sofisticati. "In questo contesto - prosegue Valentini - si colloca AQUA4D, tecnologia di trattamento fisico dell'acqua adottata anche nell'azienda romagnola. Il principio alla base del sistema consiste nell'intervenire sulla struttura molecolare dell'acqua, riducendo la tendenza dei sali minerali a cristallizzare e aggregarsi. Ne deriva una maggiore dispersione nel terreno, che può limitare la formazione di barriere saline e favorire l'interazione tra acqua, suolo e apparato radicale".

Dal punto di vista operativo, ciò può tradursi in una migliore efficacia irrigua, anche in presenza di acque caratterizzate da livelli di salinità elevati, una condizione sempre meno episodica in numerose aree agricole europee. I sali in eccesso tendono a essere lisciviati più facilmente, mentre quelli utili restano disponibili per l'assorbimento. Il riequilibrio della pressione osmotica può quindi sostenere una nutrizione più efficiente e una crescita vegetativa più regolare.

Sviluppata in Svizzera e progressivamente diffusa a livello internazionale, questa tecnologia sta trovando spazio soprattutto nei contesti produttivi dove la qualità dell'acqua rappresenta una variabile critica.

Effetti che si estendono all'infrastruttura irrigua
Le implicazioni non riguardano soltanto la fisiologia della pianta. L'acqua trattata contribuisce infatti alla dissoluzione progressiva di incrostazioni saline, depositi minerali e biofilm all'interno delle tubazioni. La rete irrigua tende così a mantenere condizioni operative più stabili nel tempo, con una minore necessità di interventi manutentivi come i lavaggi acidi o le operazioni di flushing. Ne derivano portate più costanti e un rischio inferiore di occlusioni, con benefici sia agronomici sia gestionali.

In un quadro economico segnato dall'aumento dei costi tecnici, anche la maggiore continuità operativa diventa un elemento di competitività.

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itSimone Valentini

Efficienza come nuovo paradigma
Tra gli aspetti più rilevanti emersi dalle esperienze applicative vi è la possibilità di ottimizzare l'uso delle risorse. In diversi contesti si osserva una riduzione dei fabbisogni irrigui, in alcuni casi fino al 30%, senza ripercussioni sullo sviluppo vegeto-produttivo.

Una dinamica analoga riguarda la fertirrigazione: un assorbimento più efficace può consentire una calibrazione più precisa degli apporti fertilizzanti, con effetti positivi sia sul piano economico sia su quello ambientale.

Produrre meglio utilizzando meno input non è più soltanto un obiettivo teorico, ma una traiettoria sempre più concreta per le aziende chiamate a confrontarsi con margini compressi e crescente pressione sulla sostenibilità.

Un'indicazione per la frutticoltura europea
Più che come caso isolato, esperienze come quella osservata a Faenza possono essere lette come un segnale delle trasformazioni in atto nella frutticoltura avanzata. Intervenire sulla qualità dell'acqua significa agire simultaneamente su fertilità del suolo, funzionalità degli impianti, equilibrio fisiologico delle piante e resa commerciale. In altre parole, sull'intera architettura produttiva del frutteto.

Mentre il cambiamento climatico ridisegna la geografia delle risorse idriche, ciò che accade sotto la superficie diventa sempre più determinante per la stabilità delle produzioni.
Perché, in un'agricoltura che evolve rapidamente, la differenza può nascere proprio lì dove raramente si guarda: nel modo in cui l'acqua incontra le radici.

Par maggiori informazioni
AQUA4D ITALIA
Simone Valentini
+39 3209775417
[email protected]

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