L'intensa ondata di maltempo che ha colpito nei giorni scorsi il centro-sud Italia e vaste aree della Sardegna meridionale sta lasciando dietro di sé un bilancio pesante per il comparto agricolo. Piogge abbondanti, raffiche di vento violentissime e persistenti criticità idrogeologiche hanno messo in ginocchio aziende e produzioni, aggravando una situazione già delicata per molte realtà del territorio.
Calabria
"L'evento è drammatico: nell'arco di 5-6 giorni, è stata registrata una caduta d'acqua pari a 3.000 m³. Sono oltre 900 gli ettari di terreno inondati: si è determinata la perdita totale delle colture orticole e si mette a rischio la sopravvivenza delle colture arboree per asfissia radicale". A dichiararlo ai microfoni di LaC News24, Enrico Parisi, presidente provinciale di Coldiretti Cosenza e delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, facendo riferimento alla zona della Piana di Sibari, che al momento rappresenta il fulcro dell'emergenza.
"Il settore agricolo affronta non solo un'emergenza immediata legata al salvataggio del bestiame e alla sicurezza delle vite umane, ma anche una crisi strutturale a lungo termine: il ripristino della piena capacità produttiva degli agrumeti richiederà un ciclo di ammortamento e ripartenza stimato in 10 anni. Emerge l'urgenza di un nuovo paradigma di gestione del territorio, basato su un partenariato pubblico-privato che riconosca l'agricoltore come custode dell'ambiente".
© Francesco Cosentini - Coldiretti Calabria
Il presidente nazionale CONAF, Mauro Uniformi, ha sottolineato: "Serve un governo ordinario del rischio, non misure attivate solo a danno avvenuto. La prevenzione non può avere tempi più lunghi dell'emergenza: pianificazione, procedure rapide e manutenzione ordinaria sono la prima misura di sicurezza per territori e filiere agroalimentari".
La priorità è la pianificazione: la riduzione del rischio passa da una programmazione coerente sul bacino e sul reticolo idrografico minore, dalla gestione dei versanti e dalle regimazioni diffuse, con regia unitaria, continuità e priorità definite. Interventi discontinui e "a macchia di leopardo" non consolidano la sicurezza e lasciano esposte aree vulnerabili. Accanto alla pianificazione è indispensabile la tempestività amministrativa. La semplificazione non può scattare soltanto nella fase emergenziale: deve operare soprattutto per la prevenzione, rendendo cantierabili in tempi certi manutenzioni e opere necessarie. Per le aree agricole e forestali, la continuità della gestione ordinaria del territorio resta una misura essenziale di riduzione del rischio.
© Consorzio di bonifica della Calabria
In una nota stampa del Consorzio di bonifica della Calabria si legge: "Dopo oltre 20 giorni di pioggia che ha saturato i terreni, gli ultimi eventi alluvionali verificatisi sulla Calabria, a causa della eccezionale portata idrica dei fiumi, hanno causato la rottura degli argini in diversi punti, creando allagamenti, principalmente, nella zona di Cassano allo Ionio, Corigliano-Rossano e Tarsia. Le opere di scolo consortili, sebbene manutenute e in perfetta efficienza, non potevano reggere il flusso di acqua proveniente dai suddetti torrenti che raccolgono l'acqua dell'intero bacino imbrifero di circa 2500 kmq e modula milioni di metri cubi di acqua".
© Consorzio di bonifica della Calabria
"Il Consorzio, con i propri uomini e mezzi, già dalle prime ore degli eventi, su richiesta e in costante coordinamento con i sindaci, la regione, la protezione civile e con tutti i soggetti operanti sul territorio, ha prestato la propria opera a tutela della popolazione colpita, impiegando le proprie risorse per interventi che sicuramente, in moltissimi casi, non convenzionali al Consorzio, come ripristino di arginature e l'apertura di sbocchi a mare – continua la nota – L'ente si è dedicato, attraverso l'ausilio dei suoi uomini e svariati mezzi tra cui escavatori, camion, trattori, diversi autocarri, autoveicoli e attrezzature, a dare sostegno a tutti coloro che ne avevano bisogno, anche aiutando gli abitanti a ripulire le case allagate. L'attivazione delle idrovore, che risultano tutt'ora in esercizio, ha consentito in alcuni territori di ridurre gli allagamenti. Dalla Diga 'Farneto del Principe' e sullo sbarramento 'Strette di Tarsia' sul fiume Crati, tecnici, manovratori ed operai del Consorzio di bonifica della Calabria sono al lavoro da giorni, comprese sere e notti, coordinati dal contatto continuo del Commissario con gli interventi in sinergia con Regione Calabria e Protezione Civile".
© Francesco Cosentini - Coldiretti Calabria
Sardegna
"L'eccezionale ondata di maltempo che ha interessato ampie porzioni della Sardegna meridionale, sferzata da piogge intense e fortissime raffiche di vento, ha seriamente compromesso diverse colture ortive in campo, causando particolari danni alle coltivazioni in fase di raccolta, prima fra tutte il carciofo, senza contare l'ingente perdita di produzione per uliveti, vigneti, agrumeti e frutteti". Lo rende noto il presidente della Copagri Sardegna Giuseppe Patteri, spiegando che "il maltempo abbattutosi sull'Isola ha danneggiato anche numerose strutture aziendali e impianti irrigui, compromettendo inoltre la viabilità rurale, con tutti gli ulteriori problemi che da ciò conseguono".
"La Copagri Cagliari ha immediatamente attivato un canale di raccolta delle segnalazioni provenienti dalle aziende agricole colpite e, sulla base delle comunicazioni ricevute, ha avviato una prima ricognizione tecnica nelle aree maggiormente esposte", informa il presidente provinciale della Copagri Beppe Giuseppe Bullegas, che nelle scorse ore ha effettuato diversi sopralluoghi e rilievi in campo tra Cagliaritano, Medio Campidano, Sarrabus e Sulcis, riscontrando un quadro diffuso di criticità produttive e infrastrutturali.
"In poche ore si sono registrati allagamenti e ristagni idrici nei terreni più bassi e nei fondi con drenaggi insufficienti, con conseguente asfissia radicale e danni diretti alle colture in atto", prosegue Bullegas, evidenziando che "al momento è molto complicato effettuare una stima dei danni, anche se solo il vento, ad esempio, ha provocato rotture di branche, allettamenti e caduta di frutti, con ripercussioni immediate sul breve periodo e, in alcuni casi, anche sul medio-lungo periodo".
© Copagri
"La situazione rimane critica, sebbene il miglioramento delle condizioni meteorologiche in queste ore - cessazione della pioggia e comparsa del vento - lasci intravedere la possibilità che i terreni si asciughino. Per quanto riguarda i carciofi, la produzione si trovava in una fase avanzata al momento delle precipitazioni più intense: circa il 30% del raccolto era già stato completato, mentre sul restante 70% si stima una perdita compresa tra il 60 e il 70%. Il danno è riconducibile in particolare al ristagno idrico nei campi e all'effetto erosivo provocato dal deflusso incontrollato delle acque provenienti dalle strade limitrofe", dichiara a FreshPlaza Francesco Setzu della Fratelli Setzu di Samassi.
"Criticità anche per le fragole coltivate in serra, su una superficie complessiva di circa 2,8 ettari: nonostante la protezione delle strutture, la prolungata assenza di irraggiamento solare ha rallentato i processi di maturazione dei frutti, determinando un calo stimato intorno al 50%. Tuttavia, la certezza definitiva sull'entità dei danni potrà essere confermata solo con il completo deflusso delle acque stagnanti".
Sicilia
Forti venti hanno sferzato l'Isola negli ultimi giorni e, dopo i danni causati dal ciclone Harry, la situazione è di grande difficoltà per l'agrumicoltura siciliana. Il presidente del Distretto produttivo agrumi di Sicilia, Giosuè Arcoria (nella foto sotto) ha quindi inviato una lettera al ministro dell'agricoltura Francesco Lollobrigida.
© Rossella Gigli | FreshPlaza.it
"Le recenti avverse condizioni meteo hanno devastato intere aree agricole e distrutto gli agrumeti di tutto il territorio siciliano: dalla provincia di Catania a quelle di Siracusa e Ragusa e in maniera altrettanto drammatica, anche le province di Agrigento, Enna e Palermo", scrive Arcoria. "I danni sono ingenti e diffusi per l'intero comparto agricolo siciliano. Risultano particolarmente pesanti per il settore agrumicolo, colpito da cascola dei frutti e ammuffimento, che ha subito perdite stimate dal 40 al 100% della produzione in alcune zone, poiché la maggior parte degli agrumi era ancora sugli alberi al momento degli eventi calamitosi. Alla luce della portata dei danni subiti, le chiediamo di valutare, con estrema urgenza, la dichiarazione dello stato di calamità naturale richiesta dalla Regione Siciliana, al fine di attivare tutti gli strumenti straordinari di sostegno necessari a tutelare il tessuto produttivo agrumicolo del territorio. In particolare, le chiediamo di considerare misure quali il blocco dei mutui e delle riscossioni tributarie, la sospensione dei versamenti degli oneri previdenziali, nonché ulteriori interventi di supporto economico e finanziario indispensabili per garantire la sopravvivenza delle aziende agrumicole colpite".