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John Kusters della NFO:

"Per essere sostenibili, dobbiamo tutti raggiungere un accordo"

© NFO

John Kusters descrive i primi mesi dopo la sua nomina, a luglio, come presidente della Netherlands Fruit Growers Organization (NFO), come "impegnativi, ma piacevoli".

Grazie alla sua esperienza come coltivatore di pere Conference e consulente per la coltivazione, Kusters evidenzia un divario tra politica e pratica e desidera comunicare meglio la realtà dei coltivatori ai decisori politici. "Il mio obiettivo con la NFO è entrare proattivamente nel mercato per spiegare che i frutticoltori olandesi coltivano già un prodotto molto sostenibile".

Come possono i politici aiutare i coltivatori olandesi?
Secondo Kusters, i politici devono fornire una chiara visione di lungo periodo e garantire condizioni stabili per la produzione alimentare. Ciò implica una legislazione chiara, indicazioni trasparenti sull'uso delle risorse e decisioni nette sulla disponibilità di terreni per la coltivazione.

Dare priorità alla produzione biologica o a input più sostenibili, secondo Kusters, è possibile solo se vengono create le condizioni adeguate, poiché le rese biologiche per ettaro sono inferiori e richiedono più terreno. Il settore, tramite una task force della NFO, sta quindi analizzando aspetti quali protezione delle colture, manodopera, disponibilità di terreno e quadro normativo.

Kusters sottolinea che ridurre la protezione chimica delle colture è complicato. Le alternative ecologiche sono spesso meno efficaci, richiedono trattamenti più frequenti e possono ridurre la durata di conservazione, aumentando il rischio di marciume e spreco alimentare. "L'utilizzo di prodotti naturali contribuisce allo spreco alimentare se la frutta non può essere conservata a lungo", aggiunge Kusters, mettendo anche in dubbio la sostenibilità dell'importazione di frutta dall'emisfero sud, quando mele e pere olandesi si esauriscono. I prodotti attuali consentono una fornitura annuale nell'Europa nord-occidentale, mentre i requisiti ecologici più rigorosi potrebbero costringere i retailer ad adeguare la disponibilità.

Kusters sottolinea la necessità di guardare al "quadro generale" attraverso la Gestione integrata delle colture (ICM). Misure come il diserbo meccanico possono involontariamente interferire con insetti utili come i dermatteri, che controllano naturalmente i parassiti. "Se si spinge da una parte, si influenza l'altra", osserva Kusters, aggiungendo che i responsabili politici spesso si concentrano su singole misure, senza considerare le ripercussioni più ampie. Inoltre, la frutta olandese soddisfa già i rigorosi requisiti dei retailer e supera i limiti di residui previsti dalla legge, producendo cibo estremamente sicuro.

L'inasprimento delle certificazioni e la riduzione delle risorse stanno rendendo la produzione più difficile, soprattutto per i piccoli coltivatori, che faticano a rispettare gli standard di protezione delle colture e di certificazione, favorendo un progressivo ampliamento della scala produttiva. Allo stesso tempo, Kusters evidenzia una tensione tra cittadini e consumatori: mentre i primi chiedono sostenibilità, i secondi danno priorità soprattutto al prezzo. Le ricerche dimostrano che prezzo e promozioni vengono prima di tutto, mentre i prodotti biologici occupano posizioni molto più basse.

La collaborazione di filiera sta diventando sempre più evidente
Kusters considera la crescente collaborazione di filiera tra coltivatori, commercianti e retailer, uno sviluppo positivo che consente un migliore allineamento su prodotto, residui, costi e shelf life. "Se vogliamo essere tutti sostenibili, dobbiamo stipulare accordi tra noi", sottolinea Kusters. Tuttavia, il valore deve essere distribuito equamente, poiché certificazioni come PlanetProof spesso fungono solo da "licenza di consegna", senza garantire maggiori profitti per i coltivatori.

Nonostante la delocalizzazione delle coltivazioni in Europa e i costi più bassi in Paesi come la Polonia, Kusters ritiene che i Paesi Bassi abbiano ancora delle opportunità. L'Europa nord-occidentale importa ancora una quantità significativa di frutta e il consumo locale potrebbe aumentare. In definitiva, accordi di filiera di lungo periodo possono stabilizzare i prezzi, garantire la copertura dei costi per i coltivatori e garantire ai retailer una fornitura costante di frutta olandese sicura e di prima categoria.

Per maggiori informazioni:
Nederlandse Fruittelers Organisatie
Louis Pasteurlaan 6
2719 EE Zoetermeer - Paesi Bassi
+31 (0)79 368 13 00
[email protected]
www.nfofruit.nl

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