Bassi costi di produzione, nessuna limitazione nell'uso della chimica, prezzi di vendita altamente competitivi: la produzione di pomodoro da mensa del Marocco è stata uno degli argomenti di discussione del recente meeting del Gruppo di Contatto del pomodoro svoltosi nei giorni scorsi in Portogallo, alla presenza dei rappresentanti di Italia, Spagna, Portogallo e Francia. Per l'Italia vi erano Massimo Pavan (vicepresidente del Consorzio di Pachino Igp e coordinatore dell'Oi), Michele Arpaia (del Ministero Politiche Agricole) e Mario Schiano (Ismea).

"Si è parlato molto di mercato - esordisce Pavan - e soprattutto di come la produzione del Marocco stia condizionando i mercati. Va detto che in Italia arriva pochissimo prodotto marocchino, ma la sua presenza in Europa condiziona comunque i prezzi di mercato. I 4 Paesi del gruppo di contatto hanno espresso preoccupazione, in quanto in Marocco i produttori possono utilizzare principi chimici vietati in Europa da almeno due decenni e hanno spese di produzione nettamente più basse, dovute a costi di manodopera molto inferiori".
Fra i 4 Paesi membri del Gruppo di contatto, invece, la manodopera costa in maniera molto simile. "Dall'Italia esportiamo poco pomodoro, però pecchiamo di una certa disorganizzazione a livello di filiera produttiva, mentre gli spagnoli sono organizzatissimi. Nonostante ciò, anche in Spagna lamentano negli ultimi 10 anni un ridimensionamento produttivo, a causa della competizione marocchina", precisa Pavan.

"Serve comunque una maggiore armonizzazione - prosegue Pavan - anche fra i 4 Paesi produttori del sud d'Europa, in quanto l'Italia risulta maggiormente penalizzata. Ad esempio, da noi interviene anche il Ministero della Salute nella decisione sull'uso dei fitofarmaci, mentre negli altri Paesi le decisioni spettano solo a quello delle Politiche Agricole".
Riguardo all'attuale situazione commerciale Pavan Afferma che "al netto di eventi meteo avversi, in questi giorni i prezzi dei nostri pomodori più coltivati sono abbastanza buoni e le rese discrete. Non dimentichiamo che in Italia produciamo per lo più pomodori che si caratterizzano per la qualità e la difficoltà di produzione, come ciliegino e datterino, mentre in Spagna puntano di più su tipologie caratterizzate da alte rese quantitative".
"Anche nel 2025 i prezzi non sono stati, tutto sommato, negativi - conclude Pavan - ma molto dipende dall'andamento meteo: se le temperature si alzano troppo e per molte settimane, le rese crollano e in campagna si fa fatica a fare produzione lorda vendibile (PLV)".