Un sistema modulare con pinze automatiche riutilizzabili, come alternativa alla tecnica olandese tradizionale nella coltivazione del pomodoro. È l'obiettivo del brevetto Metodo Monachino®, volto a semplificare la gestione dei cicli lunghi, ridurre la manodopera, eliminare i materiali plastici monouso e migliorare la sostenibilità delle coltivazioni in serra.
"Nel comparto della serricoltura del pomodoro – esordisce l'inventore del brevetto, Mosè Monachino – la tecnica olandese rappresenta da anni il modello produttivo di riferimento a livello internazionale. Basata sull'impiego di spago agricolo, clip plastiche e palizzazione in altezza, questa tecnica ha accompagnato lo sviluppo delle serre tecnologiche, consentendo produzioni elevate e cicli colturali anche di lunga durata, fino a 12–24 mesi in condizioni ottimali".
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Accanto a questo modello consolidato, stanno però emergendo soluzioni alternative che puntano a ridurre l'impatto ambientale e i costi operativi legati alla gestione manuale delle piante. "Tra queste si inserisce il nostro brevetto, un sistema modulare con pinze automatiche riutilizzabili, pensato per la coltivazione di pomodoro e orticole a sviluppo indeterminato" dice Monachino.
La differenza principale tra il brevetto Metodo Monachino e la tecnica olandese riguarda il concetto stesso di sostegno della pianta. Nel sistema tradizionale, il tralcio viene guidato mediante spago monouso, con legature e operazioni di calatura ripetute nel tempo. Nei cicli lunghi, queste pratiche comportano un aumento della manodopera, lavorazioni in quota e un maggiore rischio di stress meccanico del fusto.
"Il mio sistema invece – continua l'inventore - elimina completamente spago, clip e supporti per grappolo, introducendo una colonna modulare meccanica dotata di pinze automatiche. La pianta viene sostenuta e guidata lungo la struttura attraverso più punti di aggancio, con una distribuzione uniforme del carico vegetativo e una gestione più stabile nel tempo. Nella nuova proposta si adotta invece una calatura continua per traslazione, senza rotazione del tronco. L'apice vegetativo rimane in posizione di crescita, mentre la pianta viene accompagnata progressivamente lungo la struttura modulare. Questo approccio rende la gestione dei cicli lunghi più semplice e ripetibile, riducendo la dipendenza dall'abilità manuale dell'operatore".
Qualità dei grappoli e uniformità di maturazione
Un aspetto critico dei sistemi tradizionali a pianta verticale riguarda la posizione dei grappoli. Nella tecnica olandese, l'uscita del grappolo a circa 90° rispetto al tralcio può determinare pieghe del peduncolo e riduzioni del flusso linfatico, con possibili disomogeneità di maturazione, soprattutto nei cicli prolungati.
"Grazie alla possibilità di coltivazione con inclinazione controllata, il sistema Monachino consente al grappolo di disporsi naturalmente in posizione fisiologica. Questo favorisce una maturazione più uniforme dei frutti ed elimina la necessità di ricorrere a clip porta-grappolo" precisa.
Estirpato, fertilizzazione e sostenibilità
Un tema sempre più rilevante nella serricoltura riguarda la gestione dell'estirpato a fine ciclo. Nel modello olandese, la biomassa vegetale risulta spesso contaminata da spaghi e materiali plastici e deve essere smaltita come rifiuto agricolo, con costi e criticità ambientali.
Il brevetto Metodo Monachino consente invece di ottenere un estirpato pulito, privo di componenti plastici, recuperabile come biomassa, compost o ammendante. Questo aspetto si inserisce in una visione più ampia di economia circolare, coerente anche con l'utilizzo di concimi ecologici derivanti da materiale organico, in alternativa ai concimi chimici di sintesi (NPK minerali) comunemente impiegati nei sistemi intensivi.
Verso una maggiore standardizzazione delle operazioni
"Dal punto di vista operativo, questo sistema permette di eseguire tutte le lavorazioni ad altezza uomo, riducendo le attività in quota e migliorando la sicurezza degli operatori. La semplificazione delle operazioni apre inoltre alla possibilità di una maggiore standardizzazione e integrazione con sistemi di automazione, tema sempre più centrale nelle serre di nuova generazione".
"In un contesto in cui la serricoltura europea è chiamata a conciliare produttività, sostenibilità ambientale e riduzione dei costi, questo brevetto si propone come una soluzione alternativa alla tecnica olandese, orientata a rendere i cicli produttivi lunghi più gestibili, sostenibili e compatibili con i principi dell'economia circolare", conclude Mosè Monachino.
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