Il 5 febbraio, in un comunicato stampa, l'Unione Nazionale dei produttori francesi di patate (UNPT) ha parlato di una delle campagne "economicamente più difficili" per i produttori. Il motivo è un calo significativo (fino al 20%) dei volumi contrattuali per ettaro. "Gli annunci contrattuali fatti negli ultimi giorni per la stagione 2026/27 hanno fatto precipitare i coltivatori in una crisi economica profonda e duratura", afferma l'organizzazione.
Strutture contrattuali che consentono ai produttori di ripiegare sul mercato libero
L'UNPT denuncia una preoccupante deriva dalla contrattualizzazione. A suo avviso, questa situazione è aggravata dalla "struttura di alcuni contratti", che sono concepiti per offrire ai produttori una via d'uscita sul mercato libero, non appena il clima economico si rivela sfavorevole. Sottolinea inoltre: "L'attuale rallentamento del mercato della trasformazione (patatine fritte) è dovuto principalmente a un contesto economico derivante da aspettative industriali che non si sono concretizzate, con i produttori che ora ne subiscono le conseguenze".
Da diversi mesi, tuttavia, l'UNPT chiede che gli accordi contrattuali siano rafforzati e resi più sicuri al fine di evitare "un trasferimento massiccio e disorganizzato dei volumi verso il mercato libero".
Prezzi contrattuali inferiori ai costi di produzione
L'UNPT rileva inoltre che i prezzi contrattuali proposti sono nettamente "inferiori ai costi di produzione per la parte oggetto dell'impegno, con livelli annunciati inferiori del 25% rispetto alla campagna precedente, nonostante i costi di produzione non siano diminuiti". Questi prezzi "trasferiscono l'intero rischio economico ai produttori. Le pratiche squilibrate stanno trascinando al ribasso tutte le colture: fresco e fecola, per i quali l'aumento dell'aiuto accoppiato di quest'anno non può in alcun caso essere utilizzato come variabile di adeguamento per compensare livelli di prezzo inadeguati".
Di fronte a quella che definisce "un'asimmetria strutturale del rischio", che grava principalmente sulla produzione, l'UNPT invita i produttori a essere vigili nelle loro decisioni individuali di semina. "In un contesto in cui la combinazione dei livelli di prezzo e dei volumi contrattuali offerti non è più in grado di garantire la copertura dei costi di produzione, ogni coltivatore è invitato a valutare rigorosamente le dimensioni delle proprie superfici, alla luce dei volumi effettivamente assegnati, dei requisiti di qualità associati e della reale redditività economica di tali impegni".
Per maggiori informazioni:
UNPT
unpt.fr