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Disagi a non finire sia prima sia dopo l'evento

Il gelo della logistica colpisce la città e la fiera di Berlino

L'edizione 2026 della fiera Fruit Logistica sarà ricordata anche per i problemi di spostamento sia per arrivare, sia per lasciare Berlino. I veterani della fiera, coloro che partecipano alla kermesse dai primi anni '90, confermano di non aver mai vissuto un'esperienza simile.

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itI problemi logistici hanno minato l'immagine della fiera. In foto, migliaia di persone bloccate in aeroporto

Tutto era cominciato già da martedì 3, il giorno precedente l'evento. Alcuni aeroporti, Francoforte in particolare, erano rimasti chiusi per alcune ore per una leggera nevicata, per cui i voli erano stati posticipati e alcuni annullati. Molti espositori e visitatori hanno trascorso la notte a Francoforte, per poi ripartire nella giornata di mercoledì, perdendosi anche le prime ore di fiera.

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itIl tabellone con alcuni dei voli cancellati venerdì

In centro città, a Berlino, si è notato fin da subito che qualcosa non andava. La poca neve caduta non veniva tolta; i marciapiedi erano ricoperti di ghiaccio; la metropolitana talvolta bloccata, i treni in ritardo.

Dopo un avvio piuttosto incerto, si sperava in un fine fiera più tranquillo ma, purtroppo, non è stato così: l'aeroporto di Berlino ha subito chiusure il 5 febbraio e poi anche nella prima parte del 6. Il risultato? Caos totale, mancanza d informazioni, bagagli caricati in stiva in voli che non sono mai partiti e poi non restituiti ai viaggiatori, aumentando i disagi per la notte da trascorrere in albergo.

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itA Berlino non è caduta solo la neve, ma anche la fiducia di espositori e visitatori

"Già il giovedì pomeriggio ci sono stati forti ritardi - commenta Giuliano Dradi di Battistini Vivai - e alla sera hanno chiuso tutto l'aeroporto, con molti voli cancellati e rimandati al giorno dopo. È facile immaginare il caos che ne è derivato non solo nelle sale d'attesa, ma anche ai nastri dei bagagli, con le persone accalcate tra coloro che dovevano ritirarli perché appena atterrati e quanti invece dovevano riceverli indietro perchè il loro volo era stato annullato". E non tutti hanno riavuto indietro i propri effetti personali, in realtà.

In conseguenza dei disagi, giunti al venerdì mattina praticamente la fiera non si è svolta, con pochissimi visitatori (almeno nei padiglioni italiani) e pochi espositori presenti impegnati più che altro a cercare una soluzione per il ritorno, spesso non facile da trovare.

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itMolto pericoloso scendere le scale per arrivare in fiera, a causa dello strato di ghiaccio e neve

Omar Papi di Futura srl dice: "È stata una cosa imbarazzante. Avrei dovuto volare con Lufthansa, la compagnia di bandiera, ma questo non ha garantito un servizio adeguato. Per pochi centimetri di neve si è bloccata una metropoli e un aeroporto. In confronto, in Italia siamo molti più efficienti nel gestire le emergenze. Nel 2026 tutto ciò non può accadere. Il tanto decantato "sistema tedesco" non si rende conto dei danni che ha causato e dei maggiori costi che noi imprenditori abbiamo dovuto sopportare, diretti e indiretti. Senza contare quanto già è costoso partecipare al Fruit Logistica, dentro e fuori la fiera". Papi è rientrato sabato mattina grazie a un volo EasyJet su Milano. Fra l'altro, questa compagnia ha garantito (seppure con un po' di ritardo) il collegamento con Roma.

© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itPure la protesta (civile) ci mancava... Peccato non fosse per i disagi sofferti in citta e per raggiungere/lasciare la struttura fieristica Messe Berlin.

Per una scelta, si vocifera ecologista, a Berlino non si è utilizzato il sale per sciogliere il ghiaccio. E sorprende che un aeroporto di nuova costruzione come quello di Berlino non sia attrezzato per gestire pochi centimetri di neve.

Il treno è stata poi la soluzione più gettonata per provare a tornare a casa, dato che le auto a noleggio, oltre che costose, erano terminate subito. Ma anche con i treni le cose non sono andate meglio con molti ritardi e viaggiatori che hanno perso le coincidenze già acquistate. Chi scrive ha lasciato la fiera alle ore 11 di venerdì 6 febbraio ed è arrivato a casa a Cesena sabato alle ore 19, dopo quasi 18 ore di treno. Incredibile come le informazioni sul treno a lunga percorrenza siano state sempre e solo in tedesco, quindi poco comprensibili ai viaggiatori esteri.

Marinella Calabrò, della ditta Genovese Goa, di logistica se ne intende, dato che organizza import ed export. "Quella del ghiaccio è una scusa. Penso che abbiano grossi problemi di organizzazione e di personale. Basti pensare che i voli dei Paesi nordici sono normali e non si bloccano di certo per la neve, tanto meno per pochi centimetri. La Germania è in recessione e questi sono i risultati evidenti", conclude.

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