Il futuro del settore ortofrutticolo passa dall'innovazione e dal ricambio generazionale. Sono due degli argomenti su cui c'è stato un confronto e dibattito durante il Forum Ipagro tenutosi a Milano Marittima (Ravenna) venerdì 30 e sabato 31 gennaio 2026. Oltre 400 imprenditori, manager e tecnici del comparto agroalimentare tutta Italia hanno partecipato alle due giornate di lavoro e di confronto che hanno tracciato la rotta per uscire dall'incertezza del comparto e per difendere la competitività del settore nel complesso scenario internazionale.
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itEnrico Bucchi e Angelo Benedetti durante una sessione dei lavori
Sul fronte del ricambio generazionale è intervenuto Giovanni Giambi, direttore di Agrisfera, cooperativa agricola fondata nel 1907 che oggi conta 3800 ettari. "Fra 4 o 5 anni andrò in pensione - ha esordito Giambi - ma già abbiamo individuato due giovani, un ragazzo e una ragazza, che mi sostituiranno. Hanno rispettivamente 31 e 28 anni e rappresentano il nostro futuro. Hanno già diverse responsabilità nei loro settori di competenza e hanno facoltà decisionale. Ovviamente ci confrontiamo e discutiamo, perché se qualcosa va storto la responsabilità è mia".
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itL'intervento di Giovanni Giambi, direttore di Agrisfera
Più particolare la situazione del gruppo Naturasì, 500 milioni di euro di fatturato. "Nati nel 1985 - ha detto il presidente Fabio Brescacin - può sembrare un paradosso, ma abbiamo iniziato 25 anni fa a pensare alla successione. Abbiamo creato una Fondazione No Profit che ha la missione di portare avanti i nostri principi e anche la scelta dei manager. Noi abbiamo un tempo limitato, mentre auspichiamo che le aziende vadano avanti ben dopo di noi".
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itFabio Brescacin presidente di Naturasì
"In generale - ha aggiunto Brescacin - se i figli di un imprenditore sono bravi è giusto che guidino l'azienda, ma se non lo sono è meglio per loro, e per l'azienda, che prendano altre strade. Fra l'altro, io sono contrario all'acquisizione da parte dei Fondi e, a tal proposito, il nostro gruppo è 'blindato' rispetto ai Fondi che, secondo me, sono un pericolo per l'imprenditorialità.
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itA destra, Massimo Salvagnin, azienda agricola Porto Felloni di Ferrara
Massimo Salvagnin, dell'azienda agricola Porto Felloni di Ferrara, ha parlato di innovazione. "Coltiviamo estensive, orticole, noci biologiche e mais alimentare - ha esordito - e facciamo ampio uso di agricoltura di precisione da tanti anni. Anzi, probabilmente riusciamo a far quadrare i conti proprio grazie all'agricoltura di precisione che ci permette di avere sotto controllo ogni costo e le rese in campo, per ogni appezzamento. La nostra azienda va bene, ma a che prezzo? Quanti sacrifici dobbiamo fare per poter sopravvivere? Come si fa a chiedere a un giovane di continuare? Ci vorrebbe più premialità e meno umiliazioni da parte del mercato".
Di innovazione hanno parlato anche Claudia Iannarella (direttore marketing del gruppo Alegra) e Angelo Benedetti (CEO di Unitec).
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itClaudia Iannarella direttore marketing del gruppo Alegra
Claudia Iannarella ha ricostruito il percorso che ha portato allo sviluppo della nettarina piatta Ondine, nata come risposta a una crisi strutturale di una filiera storica come quella delle pesche e nettarine, messa sotto pressione da frammentazione produttiva, aumento dei costi e perdita di competitività rispetto ad altre aree europee. "Innovare non significa cambiare il frutto – ha spiegato – ma costruire un progetto che tenga insieme varietà, tecniche produttive, gestione di magazzino e posizionamento sul mercato". In questo senso, Ondine è un progetto che parte dalla campagna e arriva sullo scaffale, con standard qualitativi definiti, una promessa chiara al consumatore e un lavoro di marketing inteso non come semplice confezione o bollino, ma come strumento per rendere riconoscibile il valore del prodotto. "Il brand funziona solo se mantiene la promessa – ha sottolineato – Il marketing serve quando c'è qualità, per renderla coerente e credibile lungo tutta la filiera".
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.itAngelo Benedetti CEO di Unitec
Per fare marketing, dunque, bisogna avere certezze qualitative, certezze che la tecnologia può garantire. Proprio come ha illustrato Angelo Benedetti, presidente e direttore generale di Unitec. Benedetti ha chiarito come la robotica e i sistemi di visione non siano un esercizio tecnologico fine a se stesso, ma risposte a problemi concreti dell'ortofrutta: carenza di manodopera, lavori ripetitivi e usuranti, difficoltà nel garantire standard qualitativi costanti. "Il nostro lavoro è togliere ansia al consumatore – ha spiegato – facendo in modo che ciò che acquista risponda sempre alle aspettative". Attraverso sistemi di selezione avanzata e computer vision, oggi è possibile analizzare i frutti anche internamente, misurandone parametri come grado di maturazione, dolcezza, acidità e sostanza secca, e decidere se e come conservarli o commercializzarli. La robotica consente inoltre di automatizzare le operazioni più ripetitive, mentre l'uso di sensori ottici permette di individuare il momento corretto della raccolta, riducendo sprechi e delusioni. "La fiducia – ha concluso Benedetti – nasce dal mantenere le promesse: la tecnologia serve a questo, a rendere la qualità misurabile e replicabile nel tempo".
Per maggiori informazioni: www.ipagroalimentare.it