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Il commento di Giorgio Donnarumma della milanese Nuovafrutta

Etnico-tropicale in frenata: prezzi alti, consumi fermi e incognita avocado

Gennaio si è rivelato un mese eccezionalmente difficile, per il mercato ortofrutticolo, caratterizzato da un drastico calo dei consumi. La percezione dominante è che i consumatori abbiano iniziato l'anno con una ridotta capacità di spesa rispetto al passato, con impatti negativi per l'intero settore, incluso il mercato etnico-tropicale che ha subito un forte ridimensionamento.

"Il mercato è stato segnato da forte volatilità e da fenomeni speculativi. Il caso emblematico è quello del lime, i cui prezzi sono schizzati improvvisamente, passando da 7-8 euro a 12-13 euro e raggiungendo picchi di 14-15 euro. La forte riduzione delle importazioni, legata a problematiche climatiche in Brasile, ha creato una carenza di prodotto. La scarsità è stata tale da spingere gli importatori a ricorrere al più costoso trasporto aereo – sostiene Giorgio Donnarumma, sales manager della milanese Nuovafrutta – Si è trattato di una bolla insostenibile, poiché il consumo di lime a gennaio è limitato principalmente alla ristorazione e non può supportare quotazioni così elevate, come avverrebbe nel periodo estivo. La bolla, infatti, si sta già sgonfiando. I prezzi in acquisto sono rientrati nella fascia di 9-10 euro e si prevede un ulteriore e rapido abbassamento".

© Giorgio Donnarumma

L'avocado, in particolare la varietà Hass, continua a registrare prezzi in acquisto estremamente elevati, a causa di problemi climatici e di una ridotta offerta dalle principali aree di produzione come Marocco, Spagna e Israele. "La campagna del Marocco è stata penalizzata da problemi climatici; a questo si aggiunge una possibile speculazione da parte degli esportatori marocchini, favoriti dalla scarsa concorrenza. Il prezzo è molto caro in acquisto, e non scende sotto i 15 euro. L'offerta è limitata da più fronti: Israele spedisce poco prodotto; Colombia e altre origini hanno scarsa disponibilità; il Messico non ha ancora avviato le spedizioni via mare e attualmente è disponibile solo il prodotto aviotrasportato; la Spagna sta avendo una stagione 'balbettante', a causa del maltempo".

© Giorgio Donnarumma

Per quanto concerne l'avocado Greenskin (a buccia verde), Donnarumma dichiara: "Il prezzo è sostenuto, con acquisti tra 11 e 12 euro per i calibri di buona qualità. Le pezzature più grandi, come il 10, sono leggermente più economiche. L'origine dominante è Israele, con la varietà Pinkerton. Per quanto riguarda il consumo, nonostante i prezzi alti, questo non è elevato e il mercato nelle ultime due settimane si è appiattito. La corsa all'avocado, tipica di altri periodi, è assente".

© Giorgio DonnarummaIl mercato del mango via mare ha visto un rialzo dei prezzi, a causa della scarsa importazione da Brasile e Perù. "Dopo una fase di stabilità a Natale, i prezzi in acquisto sono tornati a salire, attestandosi tra 6,50 e 7,50 euro per le varietà Tommy Atkins e Kent. I consumi contenuti hanno evitato che le quotazioni salissero ulteriormente. Se la domanda fosse stata più forte, l'aumento sarebbe stato più marcato", precisa Donnarumma.

Altri prodotti
"A differenza dell'anno scorso, quando prodotti come platano e manioca registravano buone vendite nonostante i prezzi elevati, quest'anno il mercato etnico-tropicale ha subito un crollo. Il prezzo in acquisto del platano, ad esempio, è passato dai 45-50 euro a cassa nel periodo natalizio agli attuali 25 euro: quasi la metà", dichiara Donnarumma.

© Giorgio Donnarumma

"Parlando di papaya, la qualità del prodotto brasiliano è calata drasticamente nelle ultime settimane, a causa di piogge e basse temperature. Il frutto è molto più sensibile a questi fattori rispetto ad altri. Mercato in controtendenza per lo zenzero, che appare regolare e buono. La stagione brasiliana è quasi terminata, creando una finestra favorevole per lo zenzero cinese di fine stagione, con prezzi in acquisto di 2,30-2,40 euro per cassa da 10 kg. Il nuovo raccolto di zenzero cinese è già disponibile e da noi arriverà tra circa un mese. I prezzi in acquisto in questo caso sono stati di 2,60-2,70 euro per cassa da 5 kg".

© Giorgio Donnarumma

L'impatto del Ramadan e l'incertezza sull'avocado
La principale speranza per una ripresa dei consumi è legata all'avvicinamento del Ramadan, previsto quest'anno dal 17 febbraio al 19 marzo. "Storicamente, questo periodo genera un impulso positivo per la domanda di prodotti del mercato etnico-tropicale come platano, manioca, ocra, datteri, avocado e mango, ma anche per articoli più tradizionali come insalate, pomodori e limoni", spiega Donnarumma.

Il futuro a breve termine del mercato dell'avocado è il principale punto interrogativo. "Se guardiamo a uno scenario ottimistico, alcuni operatori confidano nell'arrivo di maggiori volumi da metà febbraio, da origini come la Colombia, che potrebbero aumentare l'offerta e migliorare la situazione dei prezzi. Nella peggiore situazione, invece, esiste il timore concreto che il Marocco, che finora ha spedito meno frutta del previsto, possa immettere sul mercato grandi quantità di prodotto, tutto in una volta. Questo scenario provocherebbe un crollo dei prezzi in un periodo, a fine febbraio, in cui i consumi non sono ancora ai massimi livelli. La preferenza generale è per un'offerta diluita nel tempo piuttosto che concentrata. Un mercato più attivo è auspicabile ad aprile piuttosto che a metà febbraio", conclude il sales manager.

Per maggiori informazioni:
Nuovafrutta
Via Cesare Lombroso 54
20137 Milano - Italy
[email protected]

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