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Coinvolti anche alcuni prodotti ortofrutticoli

Unione europea e India concludono uno storico accordo di libero scambio

L'Unione europea e l'India hanno concluso ieri, 27 gennaio 2026, i negoziati per uno storico accordo di libero scambio, ambizioso e di grande rilevanza commerciale, il più grande mai concluso da una delle due parti. Esso rafforzerà i legami economici e politici tra la seconda e la quarta economia mondiale, in un momento di crescenti tensioni geopolitiche e sfide economiche globali, evidenziando l'impegno congiunto a favore dell'apertura economica e di un commercio basato su regole.

© ChatGPT/OpenAI
Immagine generata con intelligenza artificiale (ChatGPT/OpenAI)

L'Ue e l'India scambiano già beni e servizi per oltre 180 miliardi di euro all'anno, sostenendo quasi 800mila posti di lavoro nell'Ue. Si prevede che questo accordo raddoppierà le esportazioni di beni dell'Ue verso l'India entro il 2032, eliminando o riducendo i dazi sul 96,6% del valore delle esportazioni di beni dell'Ue verso l'India. Nel complesso, le riduzioni tariffarie consentiranno un risparmio di circa 4 miliardi di euro all'anno in dazi sui prodotti europei.

Si tratta dell'apertura commerciale più ambiziosa mai concessa dall'India a un partner commerciale. L'accordo offrirà un significativo vantaggio competitivo ai principali settori industriali e agroalimentari dell'Ue, garantendo alle imprese un accesso privilegiato al Paese più popoloso del mondo, con 1,45 miliardi di abitanti, e alla grande economia in più rapida crescita, con un PIL annuo di 3,4 trilioni di euro.

L'ortofrutta nei nuovi accordi Ue-India
Come si legge nella Scheda informativa sulle esportazioni agroalimentari della Commissione europea, l'India rappresenta un'opportunità significativa per le esportazioni agroalimentari dell'Unione europea. Nel 2024, infatti, queste ammontavano a 1,3 miliardi di euro, rappresentando lo 0,6% delle esportazioni agroalimentari totali dell'Ue.

L'accordo di libero scambio elimina le tariffe indiane, spesso proibitive, nel pieno rispetto dei settori agricoli sensibili di entrambe le parti, e garantisce un accesso al mercato agricolo senza pari rispetto ad altri accordi commerciali dell'India, come quelli con il Regno Unito e l'Australia.

Le tariffe indiane sui prodotti agroalimentari ammontano in media al 36%, con picchi che raggiungono il 150%. L'accordo riduce sostanzialmente o elimina le tariffe sulle esportazioni dell'Ue di prodotti agricoli chiave. Tra questi, pere e kiwi, come si vede dalla tabella sottostante:
© commission.europa.eu

L'Ue e l'India stanno attualmente negoziando un accordo separato sulle indicazioni geografiche (IG), che contribuirà ad aumentare le vendite dei prodotti agricoli tradizionali dell'Ue in India, eliminando la concorrenza sleale sotto forma di imitazioni.

Protezione dei settori agricoli sensibili
Entrambe le parti hanno convenuto di escludere dalla liberalizzazione i prodotti agricoli più sensibili.

L'Ue mantiene le attuali tariffe doganali sui prodotti sensibili, quali carne bovina, zucchero, riso, carne di pollo, latte in polvere, miele, banane, frumento tenero, aglio ed etanolo, mentre aprirà contingenti calibrati per le importazioni di carne ovina e caprina, mais dolce, uva, cetrioli, cipolle essiccate, rum a base di melassa e amidi.

L'accordo include un meccanismo di salvaguardia bilaterale, che fornisce una risposta mirata nell'improbabile eventualità di perturbazioni del mercato derivanti direttamente dall'accordo.

Per maggiori informazioni:
ec.europa.eu

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