La scarsità di carciofi è destinata ad accentuarsi nel breve periodo, a causa di un andamento climatico difficile, aggravato dal recente ciclone Harry, che ha comportato ingenti danni particolarmente in Sardegna, Sicilia, e Calabria. Molti gli operatori che denunciano un vuoto d'offerta già percepibile sui mercati, a causa delle oggettive difficoltà di prelievo in campo.
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Marco Lotta, responsabile commerciale e socioproduttore dell'OP Agricola Campidanese, organizzazione sarda che conta oltre 100 ettari destinati a carciofi, analizza le difficoltà di un comparto che affronta precipitazioni pressoché quotidiane dall'inizio di dicembre.
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"Le carciofaie si mostrano sature d'acqua e difficilmente gestibili. Il recente passaggio del ciclone Harry può essere definito la goccia che fa traboccare il vaso di una stagione già gravemente compromessa. Le produzioni hanno subito danni combinati di vento e pioggia. L'impraticabilità dei campi impedisce l'accesso ai mezzi meccanici, costringendoci a soluzioni tecnologiche alternative: si ricorre infatti all'uso di droni per le concimazioni, mentre le operazioni di raccolta avvengono lentamente e rigorosamente a piedi. La situazione fitosanitaria rimane grave: l'eccesso di acqua sta facendo morire per asfissia le piante, ma il problema sono anche l'umidità e il caldo che favoriscono le malattie fungine".
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La produttività scende a livelli critici, attestandosi a un capolino ogni quattro piante, a fronte di una media ordinaria di 1,5 capolini per pianta. "Tale contrazione delle rese, unita alle difficoltà logistiche, determina uno sbilanciamento economico dove i soli costi di raccolta superano il valore complessivo del prodotto. La selezione qualitativa rimane comunque rigida sulle varietà Romanesco, Tema e Spinoso, escludendo sistematicamente quegli esemplari che mostrano segni di patologie o danni evidenti", precisa Marco Lotta.
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Sul fronte commerciale, l'operatore spiega che il mese di gennaio ha registrato comunque una tendenza negativa anche per le quotazioni, con prezzi dimezzati. "Il prodotto sembra scarseggiare già adesso - aggiunge Lotta - Stiamo faticando a raccogliere quantitativi idonei, ma nelle prossime settimane i volumi tenderanno quasi ad azzerarsi. Possiamo quasi confermare che sarà necessario chiudere la stagione con grande anticipo, vista la campagna estremamente anomala fin dal suo esordio".
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