Le prospettive sono migliori per il settore delle angurie in Marocco, con il governo marocchino che ha ufficialmente annunciato la fine della siccità che ha colpito il Paese per sette anni consecutivi, causando in passato restrizioni e persino divieti di produzione di questo frutto in alcune regioni. I coltivatori si stanno ora preparando con fiducia alla stagione 2026, riportando questo frutto al centro della campagna marocchina di quest'anno. A riferirlo è Said Aghzou, amministratore delegato di Valyour.
Piogge più favorevoli
Secondo il suo amministratore delegato, la Valyour ha fatto delle angurie uno dei prodotti principali del suo assortimento in questa stagione, grazie a un netto miglioramento delle condizioni di produzione e a incoraggianti prospettive di mercato. Said spiega: "Le prospettive sono molto positive. Grazie alle recenti piogge, le riserve idriche sono migliorate, raggiungendo circa il 52% della capacità nazionale e il 53% nella regione di Souss-Massa. Per garantire volumi consistenti e distribuire i rischi climatici, avvieremo la nostra produzione in diverse regioni del Marocco".
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Tentativo di stagione ultra-precoce
La stagione 2026 per le angurie marocchine è stata preceduta da tentativi di produzione ultra-precoce per testare il potenziale della vasta regione sahariana del Marocco, che offre una maturazione molto precoce. Aghzou riassume i risultati di questa sperimentazione. "Da un punto di vista agronomico, le prove di raccolta precoce già a dicembre si sono rivelate tecnicamente efficaci. Tuttavia, da un punto di vista commerciale, questa raccolta precoce non ha trovato acquirenti per l'esportazione. Le condizioni meteo sui mercati europei rimangono invernali in questo periodo dell'anno, quindi il consumo è molto basso e nessun grande retailer ha confermato piani di acquisto. I volumi raccolti sono stati quindi venduti sul mercato locale, il che non consente di recuperare i costi di una produzione così precoce. In questa fase, un raccolto marocchino a dicembre non risulta quindi rilevante per l'esportazione".
I coltivatori marocchini continueranno a fare affidamento sulla produzione mauritana
Secondo Aghzou, la produzione precoce, commercialmente insostenibile nonostante il miglioramento delle condizioni meteo, favorirebbe una maggiore complementarietà con la stagione delle angurie mauritane. Ricordiamo che la lunga siccità in Marocco ha spinto molti coltivatori marocchini a delocalizzare tutta o parte della loro produzione nella vicina Mauritania, un trend che favorisce l'industria delle esportazioni mauritana e che non sembra destinato a invertirsi. Aghzou cita l'approccio della Valyour come esempio delle tendenze produttive.
"Per soddisfare la domanda dei clienti durante la finestra commerciale del Ramadan (dal 10 febbraio al 30 marzo), abbiamo stabilito una partnership con i produttori mauritani. Questo approccio ci consente di garantire una disponibilità commerciale in linea con il calendario dei consumi, garantendo al contempo qualità e costanza, senza correre i rischi associati a una produzione estremamente precoce in Marocco".
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Problemi fitosanitari urgenti
Resta da vedere come il fattore fitosanitario influenzerà la stagione 2026, dopo che negli ultimi anni virus, tripidi e LMR elevati hanno colpito la produzione in diverse regioni marocchine. "La pressione fitosanitaria è effettivamente aumentata negli ultimi anni ma le autorità pubbliche hanno rafforzato la loro risposta", spiega Aghzou.
"Le autorità marocchine per la sicurezza alimentare hanno implementato un piano nazionale intensivo di controllo degli LMR che copre l'intera filiera produttiva. I test nei laboratori accreditati sono stati intensificati con 5.700 campioni analizzati nel 2024 e 6.000 nel 2025. I test sui residui sono ora obbligatori per ogni lotto esportato, prima della certificazione. Le angurie marocchine sono generalmente conformi agli standard sanitari, senza segnalazioni di allerte significative nel sistema RASFF europeo dall'inizio del 2025. Queste azioni sono accompagnate da programmi di formazione per i coltivatori e da un lavoro a monte per selezionare sementi più resistenti, al fine di ridurre la pressione chimica e proteggere efficacemente le colture", continua Aghzou.
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"Nel complesso, abbiamo tutte le ragioni per credere che la produzione e le esportazioni di angurie cresceranno in questa stagione. Come dimostra la nostra partecipazione a Fruit Logistica di quest'anno, questi frutti saranno al centro della nostra campagna estiva, insieme ai fichi d'India, che stanno anch'essi registrando un trend in crescita in termini di produzione e domanda", conclude il coltivatore.
Valyour esporrà a Fruit Logistica: Hall 22, Stand G-50.
Per maggiori informazioni:
Said Aghzou
Valyour
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