Il comparto actinidicolo laziale registra nuovi sviluppi sul fronte dell'innovazione varietale con il Kiwi "Supplì", una varietà a polpa verde che sta dimostrando performance agronomiche di rilievo. L'attenzione si concentra sui risultati produttivi della pianta madre, trasferita nel 2023 da Latina Scalo all'areale di Sermoneta, che ha completato il ciclo produttivo del novembre 2025 confermando un eccellente adattamento pedoclimatico.
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Foto a sinistra: pianta madre di kiwi Supplì trasferita nel 2023 a Sermoneta. Foto a destra: dettaglio di ramo con boccioli fiorali. |
Resilienza e caratteristiche agronomiche
Nato da un semenzale o da una mutazione naturale, il kiwi Supplì si distingue per un profilo sanitario di estremo interesse per gli operatori: la varietà si mostra infatti caratterizzata da una spiccata resistenza alle malattie, inclusa la temibile "moria del kiwi" che affligge il settore.
"Il trasferimento della pianta madre, effettuato due anni fa, è stato un test cruciale", dichiara Claudio Tonini, proprietario della piantagione. "Non solo la pianta ha superato lo stress del trapianto realizzando già due raccolti, ma ha dimostrato una vigoria eccezionale. Stiamo parlando di una varietà che unisce all'alta produttività una caratteristica unica: è ipoallergenica per i consumatori".
© Ottavio Cacioppo
La fenologia della pianta segue un calendario preciso: la ripresa vegetativa avviene a marzo, con l'emissione dei germogli e boccioli fiorali in primavera. L'allegagione e lo sviluppo dei frutti coprono i mesi estivi, culminando con la raccolta nel mese di novembre. Attualmente, sono in corso studi specifici per la produzione di un portinnesto derivato da questa varietà.
I dati del raccolto 2025: pezzatura e calibri
L'analisi dei dati produttivi del 2025 evidenzia un netto incremento rispetto all'annata precedente. Se nel 2024 la pianta aveva prodotto 96 frutti, il raccolto attuale - sommando la produzione in campo e i campioni inviati per i test - si attesta su un totale di 280 frutti.
Il dato più rilevante per la commercializzazione riguarda la distribuzione dei calibri. Su un campione analizzato, ben 175 frutti presentano un calibro superiore ai 70 grammi, con una percentuale dell'84% di prodotto classificabile in pezzature medio-alte.
© Ottavio CacioppoClaudio Tonini
"I numeri parlano chiaro sulla qualità della fruttificazione", commenta il dott. Ottavio Cacioppo. "Abbiamo registrato picchi notevoli: un frutto ha raggiunto i 159 grammi, e contiamo 9 frutti piatti oltre i 100 grammi. La frazione di scarto è minima, con solamente 23 frutti inferiori ai 69 grammi. Inoltre, abbiamo inviato circa 70-80 frutti presso un'organizzazione CREA per test qualitativi indipendenti".
Prospettive di resa per ettaro
Le proiezioni su scala estensiva delineano un potenziale produttivo molto elevato. In base ai dati raccolti, la produzione stimata del kiwi Supplì può raggiungere le 50 tonnellate per ettaro.
Questo dato, unito alla resistenza alla batteriosi e alla moria, posiziona la varietà "Supplì" come una possibile risposta concreta alle attuali criticità fitosanitarie che minacciano la redditività degli impianti di actinidia a polpa verde.
Per maggiori informazioni:
Ottavio Cacioppo
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