"Siamo davvero entusiasti dell'edizione 2026 di Orticoltura tecnica in campo. Ma la cosa più importante è che voglio ringraziare i visitatori, provenienti da tutto il mondo, e tutti coloro che hanno lavorato per mesi nell'organizzare questa 19esima edizione". E' quasi commosso Massimo Lucchini, Ceo di Idromeccanica Lucchini, commentando la 19esima edizione (la prima fu nel 1996) della manifestazione che si è svolta a Guidizzolo (Mantova) dal 20 al 22 gennaio 2026.
© Cristiano Riciputi | FreshPlaza.it
Nella giornata di apertura, Francesco Ferrari, di Ferrari Growers, aveva affermato: "Quest'anno Orticoltura tecnica in campo compie 30 anni con 19 edizioni svolte. L'evento vuole essere una miccia di accensione per le idee, un volano per dare impulso al settore. Vogliamo che i visitatori trovino idee per far crescere la propria azienda e, con loro, cresceranno le nostre".
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I visitatori sono stati circa 6000 (i conteggi precisi sono ancora in atto nel momento della stesura di questo articolo), provenienti da 40 Paesi. Ma quali sono gli elementi vincenti di questo evento organizzato da un paio di aziende, quindi da soggetti che non fanno di lavoro gli organizzatori di eventi? La ricetta è semplice, ma non banale. Prima di tutto, è un evento pensato da imprenditori per gli imprenditori, quindi scevro da quei elementi di criticità che le aziende muovono nei confronti dei tradizionali eventi. Poi il periodo: il mese di gennaio è relativamente fermo per il settore orticolo e tutti riescono a staccarsi dall'azienda per un paio di giorni. Tutto si svolge al coperto presso lo stabilimento Ferrari Growes: sarà pure freddo nelle serre, ma agricoltori, tecnici e imprenditori non hanno paura delle basse temperature anche perché ci stanno ogni giorno per lavoro.
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Inoltre, la formula biennale che crea una certa attesa e permette alle aziende espositrici di portare novità. Quest'anno erano circa 50 le aziende espositrici e, in linea di massima, la scelta è quella di dare spazio a una sola azienda per ogni settore (sementiere escluse). Fra l'altro, nelle serre in cui si svolge l'evento vi sono coltivazioni di verdure messe a dimora in novembre e fatte crescere dai tecnici in modo che siano nel pieno sviluppo nei giorni la manifestazione. Si vedono perciò coltivazioni reali come in un campo prova.
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Si aggiunga l'organizzazione delle giornate: al mattino si svolgono solo le dimostrazioni in campo con tantissime tecnologie. Si pensi che erano schierati una cinquantina di trattori (nuovi o quasi) per un valore stimato di circa 8 milioni di euro, senza considerare le attrezzature portate. Al pomeriggio, invece, spazio ai convegni con le novità del settore: in media i partecipanti hanno oscillato fra 200 e 350 persone.
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E quale è poi quella manifestazione che offre the, vin brulè, dolcetto e focaccia come ristoro al mattino in maniera continuativa e gratuita a tutti? E poi offre gratuitamente il pranzo a tutti i partecipanti iscritti in un ambiente riscaldato, accogliente e familiare? Tanto che in molti hanno chiesto, per le prossime edizioni, di poter pagare qualcosa per il pasto perché si sono sentiti imbarazzati di tanta generosità.
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"Siamo noi che ringraziamo tutti i partecipanti - conclude Lucchini - perché il nostro settore può crescere solo grazie alla conoscenza e allo scambio di idee fra le imprese. Per noi è un grande impegno ma anche una grande soddisfazione e ritorno di immagine".
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"Credo di interpretare il pensiero di tante aziende - commenta Marco Mingozzi, uno degli espositori - se dico che è stato un successo straordinario. I visitatori sono tutti iper-qualificati e provenienti anche da tanti Paesi esteri. Abbiamo raccolto tanti contatti utili che potranno portare a futuri affari".