Il passaggio dell'uragano dei giorni scorsi nel sud d'Italia non ha danneggiato solo strade, case e infrastrutture: a subire è stata soprattutto l'agricoltura, per via del vento e delle piogge. Alcune zone di Sicilia, Sardegna e Calabria sono state flagellate dal maltempo.
© C. EuroagrumiLe aree più colpite dall'uragano Harry (fonte elaborazione di Meteonetwork.it)
"In alcune aree della Sicilia ci sono stati danni anche alle serre, con strutture distrutte o scoperchiate - afferma Francesco Ferreri, presidente di Coldiretti Sicilia - ma questa è solo la punta dell'iceberg. In alcune aree costiere ci sono stati picchi di oltre 400 mm di pioggia in 72 ore, pari a quella che in genere cade in 5 o 6 mesi. Abbiamo notizia di alcuni agrumeti ancora sott'acqua nella zona di Catania. Alcuni agricoltori non riescono ancora ad entrare nei campi per riprendere la raccolta. Da Messina a Catania, da Siracusa a Ragusa: i danni sono stati decrescenti dalle aree costiere, salendo poi nell'entroterra".
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Daniele Di Mauro, grossista, parla delle difficoltà di approvvigionamento degli agrumi. "Pensavo che potessero esserci maggiori problemi legati alla logistica - esordisce il grossista -in realtà i trasporti sono rimasti fermi solo un giorno. Ma è la raccolta ad essere interrotta da ormai 4 giorni e quindi il prodotto scarseggia. Sui mercati sono arrivati solo gli agrumi raccolti fino a domenica, perciò il prodotto comincia a scarseggiare".
"La vera conta dei danni la si potrà fare solo fra qualche giorno - dice Salvatore Rapisarda, direttore del Consorzio Euroagrumi - ma già abbiamo le idee chiare nelle aree più colpite. Gli agrumeti esposti al vento e vicini alle aree costiere, in pratica hanno perso il 100 per cento del prodotto, a causa della caduta a terra dei frutti. Poi i danni vanno diminuendo verso l'entroterra. Ma c'è un altro fattore da considerare: quei pochi agricoltori che sono riusciti ad entrare in campo, hanno constatato che il vento ha determinato urti sui frutti e quindi in magazzino lo scarto aumenta a dismisura. Anche sui limoni si registrano forti perdite. Ma siamo appena all'inizio: la reale situazione la si vedrà fra qualche giorno".
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Rapisarda ricorda che il 17 gennaio 2025 ci fu un'altra tempesta, con venti molto forti. "Ma in quel caso era durato poche ore e i danni, rispetto ai tre giorni di uragano di adesso, erano molto più limitati"..
Un patto con la Gdo e i consumatori?
Un produttore che ha sofferto notevoli danni, chiede: "La Gdo, che spesso si fa baluardo dell'italianità, spero voglia comprendere la situazione in cui noi coltivatori ci troviamo, loro malgrado. Per questo chiediamo che i frutti perfettamente commestibili e conservabili, anche se non perfetti esteticamente per via dei danni subiti, vengano comunque valorizzati e venduti. Sarebbe un bel segnale di incoraggiamento per un settore che rischia ripercussioni a lungo termine".