"La qualità vivaistica sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella competitività delle produzioni orticole. Diverse esperienze di campo confermano che la piantina può incidere fino al 40% sulla resa finale, influenzando uniformità, continuità produttiva e capacità della coltura di reagire agli stress. La produttività si costruisce fin dai primi giorni di vita della pianta. L'utilizzo di seme certificato, protocolli di controllo strutturati e tracciabilità dei lotti consentono di garantire sanità e omogeneità, due fattori chiave per un corretto sviluppo dell'apparato radicale e per una risposta vegetativa stabile dopo il trapianto". Così dichiara Giovanni Sessa, titolare della siciliana 3esse Vivai.
© 3ESSE VIVAI SRL SOC. AGR.Giovanni Sessa, titolare della siciliana 3esse Vivai.
Radici forti e fisiologia naturale della pianta
Uno dei parametri più rilevanti per le performance produttive è la qualità dell'apparato radicale. Preservare la fisiologia naturale della pianta - evitando interventi che possano alterare artificialmente la crescita - consente di ottenere una radicazione più rapida e una struttura vegeto-produttiva equilibrata.Test interni condotti da 3esse Vivai hanno evidenziato che, in condizioni adeguate di trapianto, l'attecchimento avviene entro le 12 ore, anticipando significativamente la ripresa vegetativa rispetto agli standard più comuni.
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Micorrize e batteri della rizosfera: un supporto biologico avanzato
Un aspetto distintivo dell'approccio produttivo è l'utilizzo di micorrize e batteri selezionati della rizosfera. L'obiettivo è favorire un microbioma radicale attivo, migliorando assorbimento idrico-nutritivo, resistenza agli stress e continuità di crescita.
Questa bioattivazione supporta lo sviluppo della pianta senza ricorrere a tecniche che modificano artificialmente la struttura vegetativa, mantenendo una crescita armonica e più reattiva dopo il trapianto.
© 3ESSE VIVAI SRL SOC. AGR. "La qualità del substrato e la gestione della nutrizione influenzano direttamente la compattezza e la vigoria della piantina. Substrati omogenei, monitoraggi giornalieri di EC e pH e protocolli nutritivi calibrati per specie permettono di ottenere lotti pronti per un attecchimento immediato e uniforme. Inoltre la gestione avanzata del microclima in vivaio - luce, ventilazione, umidità, temperatura - evita stress precoci e consente di produrre lotti altamente uniformi. Questo elemento è sempre più richiesto dalla GDO e dalle aziende agricole che lavorano con programmazioni commerciali precise, riducendo gli scarti e migliorando l'efficienza delle operazioni".
L'impatto sulla resa finale
La somma degli effetti di una piantina di alta qualità si esprime lungo tutto il ciclo colturale:
- fallanze ridotte (−5/10%),
- anticipo dell'entrata in produzione fino a una settimana,
- migliore resistenza agli stress climatici (+10/15% di produttività nei periodi critici),
- aumento dei frutti commerciabili (+10/15%).
"I fattori sopra menzionati spiegano come la fase vivaistica possa incidere fino al 40% sul risultato produttivo finale. Pertanto, in conclusione siamo convinti che la qualità della piantina rappresenti un vero fattore strategico per l'intero ciclo colturale. L'esperienza di 3esse Vivai evidenzia come la cura della fisiologia naturale, l'uso mirato di microrganismi utili e una gestione tecnica avanzata possano migliorare in modo significativo le performance delle colture fin dalle prime ore successive al trapianto".
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