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Report AgriMercati Ismea - III trimestre 2025

Economia agricola e ortofrutticola: crescita moderata, prezzi in tensione e consumi selettivi

Nel terzo trimestre del 2025 il prodotto interno lordo (Pil) è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% nei confronti del terzo trimestre del 2024. La variazione acquisita per il 2025 è pari allo 0,5%. Sulla stessa scia del Pil, il valore aggiunto agricolo è aumentato sia su base congiunturale (+0,8%) sia tendenziale (+0,6%), anche il numero di occupati è cresciuto dell'1% rispetto al secondo trimestre del 2025 e dell'1,5% rispetto al terzo trimestre 2024.

I prezzi dei prodotti agricoli nazionali, misurati dall'indice Ismea, sono aumentati del 2,8% rispetto al livello del terzo trimestre 2024. La crescita tendenziale è la sintesi di un incremento dei prezzi dei prodotti zootecnici (+13,5%) e di una riduzione di quelli dei prodotti vegetali (-6,6%). Rispetto al secondo trimestre 2025 i prezzi all'origine dei prodotti agricoli sono cresciuti del 3,2%.

Secondo i dati dell'Osservatorio Ismea-NIQ, raccolti su un campione di 16.000 famiglie, le vendite di prodotti alimentari domestici, dopo il significativo +6,8% del 2022, +8,6% del 2023, il +2% del 2024, hanno evidenziato un'ulteriore accelerazione nei primi nove mesi del 2025 (+4%). Si conferma il recupero dei i volumi nel carrello per molti prodotti che recuperano le quote perdute.

© ChatGPT/OpenAI
Immagine generata con intelligenza artificiale (ChatGPT/OpenAI)

Ortofrutta
Nel terzo trimestre del 2025 l'indice dei prezzi all'origine dei prodotti ortofrutticoli ha mostrato una contrazione del 7,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con andamenti molto diversi tra le principali macrocategorie di prodotti. Il comparto degli ortaggi e delle patate ha registrato la flessione più marcata, pari al 13%, mentre l'indice relativo a frutta e agrumi è rimasto sostanzialmente stabile. Analizzando le singole referenze, le riduzioni più significative hanno riguardato insalate (in particolare i radicchi), patate, uve da tavola e mele, mentre per le drupacee il calo è stato più contenuto. Non sono mancati, tuttavia, incrementi di prezzo per alcune categorie: frutta a guscio come mandorle, noci e nocciole, pere e limoni, oltre a cipolle e fagiolini nel segmento ortaggi, spinte da tensioni rialziste sui mercati di origine.

Sul fronte del commercio estero, nei primi otto mesi del 2025 il comparto ortofrutticolo italiano ha evidenziato una dinamica complessa, con un saldo commerciale ancora positivo ma in forte riduzione rispetto all'anno precedente. Questo andamento riflette da un lato la tenuta delle esportazioni, sostenute dall'aumento dei prezzi medi e dalla buona performance di alcune categorie strategiche, e dall'altro la crescita delle importazioni, condizionata dai rincari sui mercati internazionali e da una ricomposizione del paniere dei trasformati. Le tensioni sui prezzi e le variazioni nella struttura degli scambi delineano un quadro competitivo in evoluzione, con implicazioni rilevanti per la filiera.

Nei primi otto mesi il saldo della bilancia commerciale si è attestato a 1.739 milioni di euro, in calo del 14,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. La componente dei prodotti trasformati ha inciso in misura prevalente sul saldo complessivo, con 1.680 milioni di euro, mentre i prodotti freschi hanno contribuito con 59 milioni. Entrambi i macroaggregati hanno registrato contrazioni: il saldo dei freschi è diminuito del 73%, passando da 220 a 59 milioni, mentre quello dei trasformati si è ridotto del 7%, soprattutto per effetto della diminuzione dell'avanzo generato dalle conserve di pomodoro, che hanno segnato un calo dell'11%.

Le esportazioni, nello stesso periodo, sono cresciute del 3,9% in quantità e del 6,3% in valore, sostenute da un incremento dei prezzi medi all'export pari al 2,3%. Particolarmente dinamiche le spedizioni di frutta fresca, aumentate del 12% in quantità e del 20% in valore, e quelle di agrumi, in crescita del 12% in quantità e del 19% in valore. Le importazioni, invece, sono salite del 4,5% in quantità e del 14% in valore, riflettendo un aumento dei prezzi medi all'import del 9%. Nel segmento delle conserve di pomodoro le quantità complessive importate sono cresciute del 10%, ma con variazioni interne significative: i concentrati con oltre il 34% di sostanza secca sono diminuiti del 40%, mentre quelli con tenore inferiore sono aumentati del 41%. Questa ricomposizione ha determinato una riduzione del prezzo medio del 23% e dell'esborso complessivo del 16%.

Per i prodotti ortofrutticoli freschi le importazioni sono aumentate del 7% in quantità e, a fronte di un incremento dei prezzi medi del 12%, la spesa complessiva è cresciuta del 20%. Sul mercato interno, le vendite al dettaglio nel terzo trimestre del 2025 hanno registrato una lieve contrazione rispetto allo stesso periodo del 2024. Il valore complessivo è sceso da circa 5,10 miliardi a 5,04 miliardi di euro, con una variazione negativa di poco superiore all'1%. Si tratta di un calo moderato ma significativo, che ha interessato tutte le macrocategorie, seppur con intensità diverse.

La frutta fresca, che rappresenta la quota più rilevante del mercato, ha perso l'1,3%, mentre gli ortaggi freschi hanno segnato una flessione più contenuta, intorno allo 0,6%. Anche gli ortaggi trasformati hanno registrato un arretramento dello 0,7%, mentre la frutta trasformata è risultata la più penalizzata, con un calo del 2,3%. All'interno delle singole categorie emergono differenze marcate: in positivo spiccano la frutta in guscio, che su base annua cresce di oltre 32 milioni di euro, e la frutta trasformata, seguita dagli agrumi e dai surgelati. Sul fronte opposto, la contrazione più forte riguarda la frutta fresca, che perde circa 65 milioni di euro, seguita dai succhi, dagli ortaggi trasformati, dalle patate e dalla IV gamma.

In generale, l'aumento dei prezzi non è stato sufficiente a compensare la riduzione dei volumi. È il caso degli agrumi, che crescono in valore grazie a un incremento dei prezzi, ma con volumi in calo, e soprattutto della frutta fresca, dove il forte rialzo dei listini non ha evitato una riduzione degli incassi. Anche i succhi di frutta seguono questa dinamica, mentre i surgelati mostrano un equilibrio migliore, con contributi positivi sia da prezzo sia da volume.

Per maggiori informazioni:
www.ismeamercati.it

Data di pubblicazione:

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