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Intervista a Matteo Pagliarani vice presidente Ceja (Consiglio europeo dei giovani agricoltori)

"Non siamo contro il commercio, ma contro la concorrenza sleale"

"Sono davvero soddisfatto di questo rinvio alla Corte di Giustizia dell'accordo Mercosur: le proteste degli ultimi tempi sono servite e anche due giorni fa, a Strasburgo, ho avuto l'onore di parlare di fronte a migliaia di agricoltori da tutta Europa". Ad affermarlo è Matteo Pagliarani vice presidente Ceja (Consiglio europeo dei giovani agricoltori), originario di Mercato Saraceno (Forlì-Cesena).

Matteo Pagliarani durante il suo intervento in piazza a Strasburgo

L'accordo con il Sud America per il libero scambio era in ballo da (soli) 27 anni. La sua approvazione è durata poche ore: il Parlamento europeo ha votato, con soli 10 voti di maggioranza (334 voti a favore, 324 contrari e 11 astenuti ), per il rinvio alla Corte di Giustizia europea, richiesta da un gruppo di parlamentari, per un parere legale "circa la compatibilità con i trattati".

"Non siamo contro il commercio ma contro la concorrenza sleale - dice Pagliarani - perché è fuori di dubbio che in certe nazioni non abbiano i nostri standard produttivi, di salubrità, di costi del lavoro e delle materie prime dell'Europa e dell'Italia. Come posso competere io, con la mia produzione di frutta, rispetto a certi Paesi che hanno costi più bassi del 50% rispetto ai miei? Lo vedo già quando vado a proporre le mi produzioni alla Gdo: i buyer non guardano alla provenienza, ma al costo. E il mio è sempre maggiore rispetto a quanto possono trovare in vendita di provenienza estera".

"Ma questo concetto non è nuovo: lo ripetiamo da anni, verso ogni nazione dalla quale importiamo senza regole. Serve reciprocità e rispetto delle regole. Perchè anche nella mia azienda le rese aumenterebbero di tanto se potessi usare senza limiti i fitofarmaci o i concimi. Ma poi che prodotto offrirei al consumatore? Per questo chiediamo regole uguali per tutti".

Gli interventi delle associazioni di categoria

CIA
"Finalmente c'è un Parlamento europeo che dimostra di aver ascoltato le nostre preoccupazioni e richieste sul Mercosur. La nostra manifestazione di ieri a Strasburgo è stata determinante e andrà avanti, nelle forme più opportune, affinché la sospensione della ratifica rappresenti, adesso, un tempo utile per far rispettare le nostre condizioni in questo, come in tutti i futuri negoziati commerciali. Sebbene non ad ampia maggioranza, il voto odierno rinvia tutto alla verifica di compatibilità con i trattati Ue e, soprattutto fornisce uno spazio di pressione importante perché si garantiscano vera reciprocità, controlli ferrei e clausole di salvaguardia automatiche. Siamo pronti al confronto su questi nodi per noi dirimenti a tutela degli agricoltori e dei cittadini europei, in termini di competitività produttiva e di standard sanitaria e ambientale che devono essere i medesimi imposti ai produttori e agli allevatori europei".

Confagricoltura
"Le politiche commerciali internazionali non possono non tenere in considerazione il principio di reciprocità, che deve essere alla base degli accordi bilaterali. Non possiamo permetterci intese che premiano standard produttivi più bassi, mentre agli agricoltori europei viene chiesto di fare di più con meno. In un periodo di forti incertezze geopolitiche è importante tutelare il settore primario che ha ispirato l'Europa dalle sue origini e che oggi contribuisce in modo determinante alla sua stabilità economica, oltre che alla sua sicurezza alimentare con cibo sano e di qualità.

Copagri
"Il voto sull'intesa UE-Mercosur, di fatto, viene ora 'congelato' in attesa del parere della Corte, che non dovrebbe arrivare prima della fine dell'anno, ma il Parlamento Europeo ha comunque facoltà di portare avanti l'esame dei testi legislativi e questo tempo in più rappresenta un'occasione irrinunciabile per intervenire sul versante dei controlli delle merci in entrata nell'UE, che vanno necessariamente incrementati e rafforzati".

Coldiretti
"Il voto del Parlamento europeo che rimanda l'accordo Mercosur alla Corte di Giustizia rappresenta una risposta politica alle follie della presidente Ursula Von der Leyen e della sua ristretta cerchia di tecnocrati bruxellesi che hanno tentato di imporre un accordo cancellando ruolo, dignità e potere dell'Europarlamento. Ora il Parlamento europeo porti avanti le norme sulla reciprocità che impediscono l'ingresso in Europa di prodotti che non rispettano le stesse regole, da qualsiasi Paese provengano".

AIC - Associazione Italiana Coltivatori
"Siamo di fronte a un accordo dal grande potenziale, che ridisegna i rapporti economici tra le due sponde dell'Atlantico: oltre il 90% degli scambi tra Europa e Mercosur sarà liberalizzato e gli standard europei, mai messi in discussione dall'intesa, restano tra i più elevati a livello globale. Proprio per questo servono interventi strutturali che rendano rigorosa e uniforme la loro applicazione. Rafforzamento dell'Unione doganale e riforma del Codice doganale dell'Unione sono gli argini su cui passa la sostenibilità dell'accordo. Le istituzioni UE devono dare un segnale forte e inequivocabile per fugare ogni legittima perplessità, soprattutto per i comparti più esposti".

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