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I commenti delle associazioni di categoria nazionale

Accordo Mercosur, primo via libera dell'Unione europea

Lo scorso 9 gennaio, il Consiglio europeo ha adottato due decisioni che autorizzano la firma dell'Accordo di partenariato Ue-Mercosur (EMPA) e dell'Accordo commerciale provvisorio (iTA) tra l'Ue e il Mercosur. Insieme, questi accordi segnano una tappa importante nella relazione di lunga data dell'Unione europea con i partner del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). Una volta entrati in vigore, essi istituiranno un quadro per il dialogo politico, la cooperazione e le relazioni commerciali all'interno di un partenariato modernizzato e globale.

Gli accordi richiederanno il consenso del Parlamento europeo prima di poter essere formalmente conclusi dal Consiglio. L'EMPA entrerà pienamente in vigore una volta che tutti gli Stati membri dell'Ue e le parti del Mercosur avranno completato la ratifica. L'iTA resterà in vigore fino a quando non sarà sostituito dall'entrata in vigore dell'accordo di partenariato completo.

© ChatGPT/OpenAI
Immagine generata con intelligenza artificiale (ChatGPT/OpenAI)

Accordo di partenariato Ue-Mercosur
L'EMPA riunisce il dialogo politico, la cooperazione e un ampio coinvolgimento settoriale all'interno di un unico quadro. Include inoltre un pilastro su commercio e investimenti, che diventerà pienamente applicabile una volta che l'accordo sarà concluso ed entrerà in vigore. Queste disposizioni rafforzeranno la cooperazione in ambiti quali lo sviluppo sostenibile, l'ambiente e l'azione per il clima, la trasformazione digitale, i diritti umani, la mobilità, la lotta al terrorismo e la gestione delle crisi. Le disposizioni sul dialogo politico favoriranno un coordinamento più stretto sulle sfide globali come il cambiamento climatico, le operazioni di mantenimento della pace e la migrazione. Questo quadro faciliterà inoltre un solido scambio di migliori pratiche su temi che vanno dalla governance all'innovazione tecnologica. L'EMPA rafforza anche il coordinamento Ue-Mercosur nei fori multilaterali e prevede piattaforme strutturate per il dialogo settoriale. In base alla decisione adottata lo scorso 9 gennaio, l'Ue firmerà l'accordo e applicherà in via provvisoria gran parte dei capitoli politici e di cooperazione, in attesa del completamento delle procedure di ratifica.

Accordo commerciale provvisorio
L'Accordo commerciale provvisorio (iTA) riflette il pilastro di liberalizzazione degli scambi e degli investimenti dell'EMPA e funzionerà come accordo autonomo fino all'entrata in vigore dell'EMPA completo. Il suo obiettivo è garantire il prima possibile i benefici economici degli impegni commerciali negoziati. L'accordo prevede riduzioni tariffarie e apre l'accesso a nuovi mercati per un'ampia gamma di beni e servizi. Settori chiave come l'agricoltura, l'automotive, il farmaceutico e la chimica beneficeranno di condizioni commerciali migliorate. Inoltre, include disposizioni per la facilitazione degli investimenti e la rimozione degli ostacoli al commercio transfrontaliero dei servizi, in particolare nei servizi digitali e finanziari. Le disposizioni sugli appalti pubblici consentiranno alle imprese dell'Ue di accedere alle gare pubbliche nei Paesi del Mercosur. L'iTA rientra nella competenza esclusiva dell'Ue e pertanto non richiede la ratifica dei singoli Stati membri. Cesserà di applicarsi una volta che l'EMPA entrerà in vigore.

Salvaguardie bilaterali
Alla luce del processo legislativo in corso su un regolamento specifico sulle salvaguardie Mercosur, la decisione del Consiglio introduce disposizioni specifiche che garantiscono all'Ue la possibilità di intervenire rapidamente per affrontare eventuali perturbazioni del mercato derivanti dalle importazioni di prodotti agricoli sensibili.

Fino all'adozione formale del quadro legislativo permanente a seguito dei negoziati tra il Consiglio e il Parlamento europeo, la Commissione sarà autorizzata ad applicare misure di salvaguardia bilaterali nell'ambito dell'iTA per i prodotti agricoli e si applicheranno requisiti di monitoraggio rafforzati per i prodotti soggetti a contingenti tariffari. Gli Stati membri potranno chiedere alla Commissione di avviare indagini di salvaguardia e la Commissione sarà tenuta a informare il Consiglio in modo completo e tempestivo di qualsiasi azione di salvaguardia prevista. Queste disposizioni temporanee garantiscono un elevato livello di protezione per gli agricoltori e i settori agroalimentari dell'UE durante il periodo di transizione.

I commenti delle associazioni di categoria nazionale
"Il via libera dell'accordo Ue-Mercosur non può essere considerata una buona notizia per il settore agricolo europeo e per i nostri produttori, rispetto alla quale Confeuro ha sempre espresso una posizione di forte contrarietà. Restano infatti evidenti i rischi di uno squilibrio competitivo che potrebbe penalizzare in modo particolare i piccoli e medi agricoltori del Vecchio Continente. Detto questo, l'intesa deve rappresentare anche un banco di prova per la capacità dell'Unione europea di governare i processi di apertura commerciale senza sacrificare il proprio modello agricolo", ha dichiarato Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei.

"Nell'accordo sono stati inseriti elementi che, se correttamente applicati, possono attenuare alcuni effetti negativi: clausole di salvaguardia, meccanismi di protezione più incisivi e un rafforzamento dei controlli sulle merci in ingresso nel mercato europeo. La principale preoccupazione di Confeuro resta il rispetto del principio di reciprocità. È estremamente complesso vincolare Paesi terzi all'adozione delle stesse tecniche produttive e degli stessi elevati standard ambientali, sanitari e sociali imposti agli agricoltori europei. Questo nodo strutturale continua a rappresentare il punto più debole dell'accordo. Perciò, parallelamente alla necessaria vigilanza istituzionale, sarà fondamentale investire nella comunicazione e nella valorizzazione delle nostre produzioni nei mercati sudamericani, puntando sulla qualità, sulla tracciabilità e sull'eccellenza del modello agricolo europeo, che ha reso l'Europa un riferimento globale in tema di sicurezza alimentare. L'Unione europea non può permettersi di rimanere isolata dal punto di vista commerciale e globale, ma deve saper trasformare accordi complessi come quello con il Mercosur in strumenti utili a rafforzare, e non indebolire, il proprio sistema agricolo. La vera sfida sarà dunque quella di trarre il massimo dall'intesa, garantendo tutele concrete e prospettive di sviluppo ai piccoli e medi produttori agricoli, che rappresentano l'ossatura dell'agricoltura europea".

Tommaso Battista, presidente di Copagri, ha sottolineato: "Dopo oltre un quarto di secolo di serrate trattative, tra accelerazioni repentine e brusche frenate, l'accordo commerciale tra l'Unione europea e il Mercosur è ormai prossimo a essere approvato, andando a creare la più vasta area di libero scambio al mondo; pur conservando intatte le nostre perplessità in merito alle ricadute di tale intesa sul settore agricolo italiano, e in particolare sulle produzioni maggiormente esposte, riteniamo che ormai il dado sia tratto e che diventi ora fondamentale, quindi, mettere in campo ogni possibile sforzo per vigilare sulle possibili perturbazioni di mercato derivanti dal patto con i Paesi dell'America Latina".

"Analoga attenzione, se non maggiore, andrà poi posta per garantire il pieno rispetto del principio di reciprocità e della sostenibilità delle produzioni in chiave ambientale e sociale, ma anche e soprattutto economica e commerciale, versante sul quale riveste un'importanza non secondaria l'accoglimento della proposta del governo italiano, che ringraziamo per l'impegno, di abbassare dall'8 al 5% la soglia entro la quale attivare le clausole di salvaguardia sulle importazioni dei prodotti sensibili", ha proseguito Battista. "Tale rilevante modifica, che andrà ora vagliata dall'Eurocamera, rappresenta a nostro avviso un passo avanti significativo che, unito all'annunciato rafforzamento del sistema dei controlli per le merci all'ingresso nell'Unione europea, assicurerà maggiori tutele sia ai produttori che agli oltre 270 milioni di possibili consumatori interessati dall'accordo, col quale verranno inoltre riconosciute circa sessanta indicazioni geografiche italiane", ha osservato il presidente della Copagri, ricordando che "il Mercosur è il settimo maggior partner commerciale dell'Italia fuori dall'Ue, con esportazioni che sfiorano gli 8 miliardi di euro in valore e che ammontano a circa 3,3 miliardi per quanto riguarda l'export agroalimentare dell'intera Unione europea".

Confagricoltura conferma le forti perplessità per l'impatto sul comparto agricolo dell'accordo Ue-Mercosur, dopo il primo sì a maggioranza arrivato dalla riunione degli ambasciatori dei 27 Stati membri (Coreper). "Rimangono, infatti, alcune criticità che non possono essere ignorate. La perplessità principale riguarda il principio di reciprocità, fondamentale per garantire un commercio internazionale equo e trasparente. L'accordo, nella sua forma attuale, rischia di consolidare un'evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay)", si legge in una nota della Confederazione.

"Questa genera di fatto una forte disparità di condizioni di concorrenza e competitività. Aprire il mercato unico a prodotti realizzati con vincoli e costi nettamente inferiori a quelli imposti ai nostri agricoltori significa penalizzare il modello produttivo italiano ed europeo, che fa della qualità e della sicurezza i suoi tratti distintivi. Alla luce di quanto emerso a Bruxelles, Confagricoltura annuncia che continuerà a monitorare con estrema attenzione i prossimi passaggi dell'iter di ratifica. La Confederazione si riserva di valutare ogni possibile iniziativa volta a tutelare le imprese agricole e a difendere la tenuta economica delle nostre filiere".

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