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In Francia

Residui vietati, giro di vite sulle importazioni: ecco frutta e verdura interessate

Annunciato lo scorso 4 gennaio dalla ministra dell'agricoltura Annie Genevard e dal primo ministro Sébastien Lecornu, il decreto volto a sospendere l'importazione di diversi prodotti contenenti residui di sostanze vietate in Europa è stato pubblicato mercoledì 7 gennaio. Esso riguarda cinque sostanze (fungicidi ed erbicidi): glufosinato, mancozeb, tiofanato-metile, carbendazim e benomyl.

Il Ministero dell'Agricoltura ha precisato che la misura sarà presentata alla Commissione nel corso del prossimo Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi del 20 gennaio. La Commissione avrà poi dieci giorni per pronunciarsi. "Spetta quindi alla Commissione estendere la misura a livello europeo e abbassare i limiti massimi di residui delle sostanze pericolose vietate nell'Unione europea, al fine di porre fine alle importazioni di derrate trattate con queste cinque sostanze".

Quali sono i prodotti interessati?
Il decreto precisa quali derrate alimentari sono interessate dalla sospensione delle importazioni, in funzione della sostanza fitosanitaria:


Tabella tradotta da © legifrance.gouv.fr

Misure di salvaguardia già adottate nel 2016 e nel 2024
La Francia ha già adottato in passato misure di salvaguardia dello stesso tipo. L'ultima risale al decreto del 23 febbraio 2024, che vietava l'importazione di frutta e verdura fresche trattate con tiacloprid (una sostanza vietata nell'Unione europea dal 2020). Questa misura è stata poi inserita nella normativa europea nel maggio 2025. La precedente risaliva al 2016, quando la Francia aveva vietato l'importazione di ciliegie trattate con dimetoato, prima che l'Unione europea estendesse il divieto a tutto il continente nel 2021.

Rafforzamento delle brigate di controllo alle frontiere
"Il decreto prevede inoltre controlli rafforzati da parte di una brigata specializzata per verificare il rispetto dei limiti massimi di residui per le derrate che non sono coperte dalla misura di emergenza", precisa il Ministero dell'Agricoltura.

Una misura che non convince del tutto
Il 5 gennaio scorso, l'Association Nationale Pommes Poires ha reagito alla misura, parlando di "una risposta che manca i veri nodi della filiera delle mele", poiché "le vere distorsioni della concorrenza sono interne all'Unione europea e restano pienamente presenti nonostante questo annuncio".

Anche il collettivo Sauvons les Fruits et Légumes de France si è espresso tramite il suo account X: "Questa misura crea un'illusione di protezione. Non cambia nulla negli squilibri reali subiti dalle filiere francesi", aggiungendo che si tratta soprattutto "di una comunicazione per il grande pubblico, lontanissima dalle realtà e dalle aspettative degli agricoltori".

Su LinkedIn, invece, la FNPFruits ha accolto favorevolmente questa decisione definendola di "buon senso", pur riconoscendo che non costituisce "una risposta a tutti i nostri problemi".

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