Da metà dicembre si osserva una ripresa nelle esportazioni di mele greche, secondo Dimosthenis Moysides, presidente della GEOK S.A. di Kastoria, una delle principali regioni montuose per la coltivazione di questo frutto in Grecia.
"Siamo soddisfatti della domanda e dei prezzi che arrivano dai mercati esteri. Solo il periodo da agosto a ottobre è stato negativo, a causa delle scorte provenienti da Italia e Polonia. Con l'inizio del Ramadan, però, prevediamo una domanda ancora più alta, poiché il consumo di frutta aumenta e viene anche regalata in occasione delle festività".
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Moysides fa riferimento alle esportazioni che la Grecia effettua verso i mercati musulmani di Egitto e Giordania, sebbene le mele greche raggiungano Libia e Sudan attraverso l'Egitto. Tuttavia, quest'anno la mela greca ha perso alcuni mercati. "I gravi danni provocati dalle gelate della scorsa primavera hanno comportato perdite significative nella produzione. Di conseguenza, le nostre scorte attuali sono ridotte dell'80% rispetto all'anno scorso. Allo stesso tempo, la qualità complessiva non è buona. Ci sono molte mele di piccolo calibro o deformi. Pertanto, abbiamo perso molti acquirenti che hanno preferito mele provenienti da altri Paesi", afferma Moysides.
I dati ufficiali confermano quanto dichiarato dal presidente: le esportazioni di mele greche fino al 2 gennaio 2026 sono scese a 15.687 tonnellate, rispetto alle 27.973 tonnellate registrate alla stessa data dell'anno scorso. Per quanto riguarda il mercato interno, Moysides non è affatto soddisfatto. "E' completamente stagnante. Circola un grande numero di mele provenienti dall'Italia, dalla Polonia e molti frutti super economici dall'Iran, spesso etichettati come greci, che cambiano proprietario tre o quattro volte".
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Infine, a fronte della grave situazione di stallo finanziario che coinvolge i professionisti di tutti i settori dell'agricoltura greca, i produttori di Kastoria sembrano riluttanti a procedere con nuovi impianti di meli quest'anno. "I coltivatori locali non hanno ancora ricevuto un risarcimento per i danni subiti lo scorso anno, un ulteriore fattore che li mette in difficoltà finanziaria. Finora nessuno ha ordinato nuove piante, anche se c'è ancora tempo per cambiare rotta, dato che gli impianti qui iniziano a marzo", conclude il presidente di GEOK S.A.
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