L'appuntamento tecnico svoltosi lo scorso 20 dicembre presso la Sala Culturale "Adriano Marchetto" a Borgo Bainsizza (Latina) ha delineato le nuove coordinate per lo sviluppo della frutticoltura nazionale, bilanciando le opportunità offerte dalle specie subtropicali e le criticità legate alle emergenze fitosanitarie. Il convegno, moderato dalla dott.ssa Francesca Marchetto, ha visto l'avvicendarsi di relatori che hanno illustrato i risultati delle più recenti attività di ricerca e sperimentazione.
© Ottavio Cacioppo La platea presso la Sala culturale "Adriano Marchetto"
Introduzione alle colture alternative e inquadramento territoriale
L'apertura della sessione tecnica è stata affidata al dott. agronomo Ottavio Cacioppo, già capo dell'IPA di Roma per la Regione Lazio. Nel suo intervento introduttivo, il dott. Cacioppo ha analizzato il potenziale delle "piante alternative", con un focus specifico sulle specie subtropicali e tropicali. La relazione ha evidenziato come l'Agro Pontino si stia consolidando quale polo d'elezione per queste colture, che vengono introdotte gradualmente nel tessuto produttivo locale solo a seguito di accurate prove sperimentali volte a verificarne l'idoneità ambientale.
Il Progetto MAF e lo sviluppo delle specie innovative
Il prof. Carlo Fideghelli, ex direttore dell'Istituto di Frutticoltura di Roma, ha presentato i risultati del Progetto MAF "Fruttiferi tropicali e subtropicali". Questa ricerca, avviata nel 1992, ha rappresentato la pietra miliare per lo sviluppo dell'avocado e di altre colture innovative in Italia.
© Ottavio Cacioppo Carlo Fideghelli
Il prof. Fideghelli ha dettagliato il lavoro di mappatura delle aree vocate e la valutazione di 28 diverse cultivar di avocado, fornendo al comparto indicazioni precise per l'estensione del calendario di raccolta e dando un impulso decisivo alla creazione di un'attività vivaistica autoctona, precedentemente dipendente dalle forniture estere.
Stato della ricerca sulla moria del kiwi e soluzioni agronomiche
La seconda parte del convegno è stata incentrata sull'aggiornamento tecnico relativo alla "moria del kiwi", avversità che dal 2012 ha compromesso circa 12 mila ettari di impianti sul territorio nazionale. Il dott. Gianni Tacconi, ricercatore del CREA di Fiorenzuola d'Arda, ha illustrato lo stato dell'arte della ricerca scientifica per il contrasto a questa patologia che colpisce l'apparato radicale. L'attenzione è stata posta sull'analisi dei portinnesti: dai più consolidati Bounty e Ro.Ki 1-2 fino alle novità del 2024, come lo Spice 24 (Actinidia rufa) e il Jackson (Actinidia valvata). Nonostante i progressi, il dott. Tacconi ha precisato che la ricerca prosegue per ottimizzare le rese produttive, che attualmente mostrano ancora contrazioni significative su alcune varietà.
© Ottavio CacioppoGianni Tacconi mentre svolge la relazione sulla moria del kiwi.
L'evento si è concluso con un momento di confronto diretto tra i relatori e gli operatori presenti, sottolineando l'importanza della cooperazione tra istituti di ricerca e produttori per garantire la competitività futura della frutticoltura dell'Agro Pontino.
In foto sotto: la moderatrice Francesca Marchetto e Gianni Tacconi che descrive i portainnesti per combattere la moria del kiwi.
© Ottavio Cacioppo