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Alla scoperta di due proposte della HM Clause

Nuovo concept di vendita per i peperoni, grazie al formato "cubone"

Due nuove selezioni di peperoni, Mozzafiato F1 (rosso) e Sorprendor F1 (giallo), sono state al centro di un evento di presentazione e degustazione in occasione della fiera Frutech, in Sicilia. Questi ibridi, sviluppati da HM.Clause, si caratterizzano per l'alto peso specifico e la grande adattabilità. Ad approfondire le caratteristiche distintive di questi frutti, definiti come "cuboni" o "quadrati italiani" per distinguerli dal noto peperone "quadrato" olandese e spagnolo, sono Alessandro Cinquerrui, Responsabile sviluppo e vendite Sicilia Ovest, Giovanni Canino, Food Chain Manager HM Clause Italia ed Emanuele Santo Blando, Technical Sales Representative presso HM.Clause. A seguire, un parere dalla Cooperativa Agricola San Tommaso di Licata.

Il posizionamento di queste varietà sul mercato e le loro peculiarità strutturali le rendono un'alternativa significativa ai tipici peperoni quadrati. Mozzafiato F1 e Sorprendor F1 non rientrano infatti in questa tipologia, pur avendo una forma più compatta e regolare rispetto al Lamuyo. Si tratta di peperoni grandi, con un peso che varia tra i 350 e i 450 grammi. La spalla misura 11,5-12 cm, e presentano uno spessore della polpa notevolmente consistente, tra 0,7 e 0,8 cm. Questa robustezza conferisce un alto peso specifico e un'eccellente conservabilità (long shelf life).

© FreshPlaza

Alessandro Cinquerrui spiega che l'introduzione di queste varietà, giunte al loro secondo anno commerciale, mira a lanciare "un nuovo concetto di vendita dei peperoni, perché vanno in accoppiata con una lavorazione particolare, destinata soprattutto alle grandi catene di supermercati". La forte omogeneità dei frutti permette la vendita in flowpack da due frutti - (rosso e giallo) in un cestino unico che varia da 900 grammi a 1 kg - a peso/prezzo o anche a prezzo legalizzato. Per le sistemazioni classiche in cassa, la forma quadrata permette una facile lavorazione, diminuendo al minimo gli spazi tra i frutti. Tutto ciò si traduce in diminuzione di costo di lavorazione e di trasporto. Il peso specifico elevato fa sì che la confezione, rispetto al Lamuyo che avrebbe lo stesso peso, occupi meno spazio. Un aspetto cruciale di questo nuovo approccio è appunto il confezionamento in un pack pellicolato, il che evita la manipolazione del prodotto da parte del consumatore, prevenendo lo scarto e la conseguente perdita economica per la GDO. Cinquerrui precisa che l'obiettivo è creare una referenza di peperone quadrato totalmente italiana.

Giovanni Canino, Food Chain Manager HM Clause Italia precisa: "Con Mozzafiato e Sorprendor vogliamo portare un po' di novità tra le forme classiche del peperone, una tipologia diversa e legata - per dimensioni e peso- al concetto di peperone italiano, una nuova referenza che vorremmo differenziare sul mercato e renderla riconoscibile per le sue caratteristiche".

Il manager aggiunge che test di laboratorio di ASTRA ha messo in evidenza: l'alto peso specifico dei frutti, la lunga conservazione e la consistenza del frutto dipendono dall'elevato spessore della polpa che resta soda e croccante a lungo. Il grado Brix è alto (tra 8 e 8,5,), così come la vit.C e i carotenoidi, soprattutto in Mozzafiato. "Quindi un frutto buono da mangiare e con importanti contenuti nutraceutici; anche a completa maturazione non perde le sue caratteristiche e la sua bontà".

Dal punto di vista della gestione aziendale, Emanuele Santo Blando sottolinea a sua volta come l'elevato peso specifico, con frutti che possono raggiungere il mezzo chilo, permette agli agricoltori di "ottimizzare anche il trasporto", massimizzando il peso all'interno dei contenitori. Inoltre, si osserva una riduzione dei tempi e dei costi di raccolta, in un periodo in cui la manodopera è sempre più costosa e difficile da reperire. Santo Blando precisa: "Passare e raccogliere un peperone che magari già ti fa quei 500 g, piuttosto che dover fare diversi stacchi, fa la differenza sui grandi numeri, perché si vanno a ridurre tempi e costi".

Le varietà si rivelano promettenti anche per la loro versatilità, poiché risultano idonee pure per la trasformazione industriale. L'elevato contenuto di sostanza secca garantisce che la polpa rimanga intatta durante la cottura, senza raggrinzirsi. La forma squadrata e compatta è particolarmente apprezzata anche dall'industria. Santo Blando osserva che "la forma più corta permette all'azienda di trasformazione di ridurre gli sprechi, ottenere fette idonee al prodotto grigliato e avere un prodotto di forma migliore anche per l'invasettamento". I "cuboni" risultano inoltre ottimi per ricette come i peperoni ripieni, poiché la loro forma li rende "autoreggenti" e stabili anche in forno.

A livello agronomico, le varietà sono nate per la Sicilia, in particolare per gli areali di Licata e Vittoria. I trapianti consigliati in ambiente protetto (tunnel e serra) vanno da metà luglio a metà settembre per raccolte che si estendono fino a marzo, e un secondo ciclo da inizio febbraio fino a tutto aprile, con raccolte da maggio a luglio. È anche possibile la coltivazione in pieno campo, con trapianti da giugno a metà luglio e raccolte che si estendono fino a novembre.

La resa produttiva per pianta si attesta tra 1,8 e 3,2 kg, a seconda della lunghezza del ciclo. Cinquerrui afferma che la produttività per pianta e per metro quadrato è altrettanto remunerativa quanto un classico Lamuyo, dato l'alto peso specifico. Inoltre, le piante sono compatte e mostrano una buona precocità di maturazione (il giallo è leggermente più precoce del rosso, con 5-6 giorni di differenza).

Un altro fattore di successo in campo è la concentrazione dell'allegagione. Emanuele Santo Blando evidenzia che le varietà legano in modo uniforme, consentendo all'agricoltore di passare a raccogliere "quattro-cinque frutti" in una sola volta. Questo permette di organizzare meglio la raccolta e di ottimizzare l'uso della manodopera, evitando di tornare continuamente sulla stessa pianta in attesa della maturazione scalare, tipica di altri peperoni.

Attualmente, l'investimento complessivo in termini di superficie si aggira sui 15-20 ettari in Sicilia, coinvolgendo circa 400.000-450.000 piante totali. Sebbene sia una referenza ancora di nicchia, l'interesse manifestato dai produttori e dai magazzini di lavorazione per la forma, il peso specifico e la conservabilità, suggerisce che l'adozione è in divenire e in forte crescita.

Mozzafiato F1 e Sorprendor F1 a Licata
Dalla sperimentazione in campo alla prima vera estensione produttiva: è questo il percorso che sta seguendo la Cooperativa Agricola San Tommaso di Licata (Agrigento) per testare le nuove varietà di peperone Mozzafiato F1 e Sorprendor F1 di HM Clause. Come spiega Vincenzo Marrali, responsabile del controllo qualità della cooperativa, si tratta di varietà ancora in fase di lancio, sui quali l'azienda ha deciso di investire con convinzione, passando quest'anno a circa 50.000 piante. "Non più quindi micro-prove, ma volumi sufficienti per valutare concretamente comportamento agronomico, produttività e riscontro commerciale, pur in un contesto - quello siciliano - storicamente legato al peperone lungo e quindi culturalmente poco incline a forme alternative".

© San Tommaso Soc. Coop. Agr.

Dal punto di vista tecnico, Mozzafiato F1 e Sorprendor F1 vengono identificati come "cuboni", peperoni a sezione nettamente quadrata, con dimensioni intorno ai 110x110 mm (con diametri che possono raggiungere i 120 mm), pensati per non essere percepiti come prodotti di pezzatura inferiore rispetto ai semilunghi tradizionali. "La coltivazione richiede qualche attenzione in più nelle fasi di caldo intenso, tipiche dell'estate siciliana, ma una volta superato lo stress iniziale la pianta mostra una elevata capacità di fruttificazione, con fioriture abbondanti e una produttività superiore alla media delle varietà rosse e gialle standard. Perciò un maggiore potenziale di remunerazione per il produttore", sottolinea Marrali.

Sul fronte commerciale e operativo emergono però anche alcuni limiti. "Se da un lato la grande omogeneità di forma, pezzatura e numero di lobi (tre o quattro) rappresenta un vantaggio importante in magazzino, semplificando selezione, composizione delle casse e standardizzazione del prodotto, dall'altro le dimensioni generose richiedono un adeguamento degli imballaggi tradizionali, che non sempre risultano ottimali per valorizzare frutti così regolari e voluminosi – spiega Marrali – Una sfida che, tuttavia, può tradursi in opportunità di innovazione nel packaging. Inoltre, se il mercato all'ingrosso continua a privilegiare il peperone lungo, rendendo il cambio di rotta graduale, la GDO mostra invece un interesse crescente per l'aspetto uniforme, aprendo prospettive concrete soprattutto attraverso confezioni dedicate e canali retail strutturati".

© San Tommaso Soc. Coop. Agr.

"Le prospettive sono positive – conclude Marrali – ma legate a un percorso graduale: produttività e regolarità ci sono, ora la sfida è far accettare il prodotto lungo tutta la filiera".

Per quanti fossero interessati alle schede tecniche dei peperoni descritti nel testo e/o di altre selezioni orticole HM.CLAUSE, si invita a scaricare a questo link la app ''Product Explorer'', disponibile su tutti i dispositivi mobili.

Per maggiori informazioni:
HM.Clause Italia
Alessandro Cinquerrui
+39 337 158 8105
[email protected]

Emanuele Santo Blando
+39 338 711 2428
[email protected]

Marika Sciara
+39 335 561 3355
[email protected]

Articolo a cura di Rossella Gigli e Maria Luigia Brusco

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