Se per molti imprenditori la raccolta e la commercializzazione delle angurie è terminata già da alcuni giorni, per altri, invece, la stagione si concluderà entro la prima decade di settembre. Tra gli operatori agricoli ancora alle prese con un'annata complessa c'è Tiziano Barletta, imprenditore che opera in provincia di Lecce, nonché fornitore di ortofrutta ai mercati all'ingrosso italiani ed europei, il quale traccia il suo personale bilancio: una campagna difficile, segnata da notevoli sfide, che hanno messo a dura prova produttori e operatori del settore.
"La nostra speranza è di terminare questa terribile annata in settimana, data la gravità della situazione commerciale. La stagione è stata caratterizzata da un tracollo inaspettato, avvenuto a partire dalla fine di luglio, con una tendenza commerciale che pensavamo fosse passeggera ma che invece si è protratta".
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Le angurie, quest'anno, non sono mancate, anzi si potrebbe parlare di una sovrabbondanza produttiva in tutte le aree italiane specializzate: Mantova, Battipaglia, Latina, Sicilia, Puglia, Calabria e Metaponto.
Per quanto riguarda i prezzi, dopo picchi iniziali in campo di 0,50 €/kg, le quotazioni in alcuni casi sono scese drasticamente, fino a toccare 0,07-0,08 €/kg. "Tuttavia, anche a questi prezzi, la difficoltà maggiore l'abbiamo avuta nella commercializzazione – sottolinea il produttore – Molti clienti, infatti, nemmeno le richiedevano. I produttori privi di canali alternativi di smercio non sono riusciti neppure a raccogliere il prodotto, vedendosi costretti a trinciarlo in campo. Una situazione in cui, forse, non è mancata anche qualche speculazione".
© Biemme SrlCampo di angurie abbandonato
"Contrariamente alle aspettative, non vi è stata una maggiore richiesta a partire da Ferragosto (15 agosto). Nonostante le difficoltà, le aziende agricole che sono riuscite quantomeno a fornire i mercati si ritengono fortunate, sebbene il commercio non fosse interessato né ricettivo alle angurie. Stessa cosa per l'export, complice un clima poco idoneo per il consumo di questo articolo al Nord Europa", conclude Barletta.

