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Per Nergi

Ventesimo anniversario e nuova identità visiva

Sofruileg ha festeggiato i 20 anni del Nergi alla recente Fruit Logistica. Per l'occasione, l'azienda ha tenuto una conferenza stampa per svelare la nuova identità visiva dei suoi kiwiberry. Di seguito la storia di questi kiwiberry e un'anticipazione dei progetti futuri.


La Sofruileg ha svelato il nuovissimo logo Nergi in una conferenza stampa a Berlino, affiancata dal suo partner neozelandese, Plant and Food Research Institute, e dai coltivatori del kiwiberry Nergi. François Lafitte, presidente di Sofruileg / © FreshPlaza

Kiwiberry nel segmento dei piccoli frutti: un grande successo nell'Europa settentrionale
Di fronte a un prodotto a quei tempi "innovativo e unico", nel 2010 (anno dei primi raccolti) la Sofruileg decise di effettuare ricerche di mercato e test sui consumatori in Francia e nel Regno Unito per decidere se il Nergi dovesse essere posizionato nel segmento dei kiwi o dei piccoli frutti. Lo studio raccomandò il posizionamento del Nergi, nel formato da 125 g, nel reparto dei piccoli frutti. I kiwiberry hanno riscosso un grande successo tra i consumatori, grazie in particolare al loro gusto, all'originalità e alla novità, e perché si adattano alla crescente tendenza degli snack salutari, sempre più diffusi con il consumo on-the-go. Non sorprende quindi che il Nergi abbia avuto un grande successo nell'Europa settentrionale (in particolare in Germania e Scandinavia), mercati leader nel consumo di piccoli frutti in Europa. Inoltre, il marchio è oggi leader nella produzione e commercializzazione di kiwiberry sul mercato europeo.

Perché una nuova identità visiva?
Per celebrare il suo 20° anniversario, Nergi ha deciso rinnovare l'identità visiva, un "rebranding" progettato per rendere il marchio più in linea con le tendenze attuali.

Da quando è stato creato il primo logo nel 2011, "ci sono stati grandi cambiamenti, sia nella tecnologia sia nelle abitudini dei consumatori, che non sono più in linea con il vecchio logo", spiega Kathleen Delille, responsabile del marketing commerciale presso la Sofruileg. Per sviluppare questa nuova identità visiva, a marzo 2023, la Sofruileg ha coinvolto i consumatori in un sondaggio* condotto in Germania, il mercato di riferimento per il Nergi. I risultati hanno mostrato che i consumatori si stanno allontanando dai pasti tradizionali, considerati troppo lunghi, a favore degli snack. La frutta è percepita come un'opzione pratica e gioca un ruolo chiave in un'alimentazione sana, mentre i piccoli frutti risultano vincenti grazie alla loro comodità (facili da consumare ovunque) e alle loro qualità nutrizionali. Il nuovo logo della Sofruileg riflette tutti questi elementi: il colore verde di un prodotto naturale, il colore rosso associato ai piccoli frutti, la grafica arrotondata, che riflette il carattere appetitoso del frutto, e infine il petalo, che sottolinea "l'aspetto vegetale e salutare del prodotto".

*3 gruppi composti da uomini e donne di età compresa tra 25 e 50 anni: un gruppo che conosce e acquista occasionalmente i kiwiberry; un gruppo che conosce, ma non acquista i kiwiberry; e l'ultimo gruppo che non conosce i kiwiberry.


Per accompagnare questa nuova identità visiva, Nergi punta su un nuovo sito web e un blog, con l'ambizione di diventare la "rivista di riferimento per la nutrizione e il benessere". Tale campagna di comunicazione è pensata per i mercati target con influencer locali (14 influencer in 6 Paesi) tramite social network (Facebook e Instagram) e slogan "d'impatto" come 'Small fruit, Max energy' o 'Small fruit, Maxi snacking'.


Screenshot dal nuovo sito web di Nergi

Nergi conquista il resto d'Europa
Già affermata in Germania, la Sofruileg punta a sviluppare i suoi kiwiberry sul mercato europeo. "Ma dobbiamo procedere un passo alla volta, in termini di volumi di produzione", avverte François Lafitte, presidente della Sofruileg. "C'è ancora molto da fare in Francia e in Italia per promuovere il prodotto". Il passo successivo è "sviluppare le vendite nel Regno Unito". Anche i frutteti sono in fase di sviluppo. Sofruileg è attualmente alla ricerca di nuove regioni di produzione "per prolungare la stagione, come abbiamo fatto con l'Ucraina, che ci ha permesso di raccogliere più tardi". Il kiwiberry Nergi viene raccolto manualmente tra il 10 agosto e il 20 settembre, a seconda della zona di produzione, e viene commercializzato tra fine agosto e fine novembre.


In linea con l'aumento dei volumi, Sofruileg ha sviluppato la sua rete di operatori commerciali europei omologati con Primland (Francia) e Fruitworld (Paesi Bassi) nel 2010, Ortofruit (Italia) nel 2014 e Portprimland (Portogallo) nel 2015 / © Sofruileg

2005-2025: 20 anni di ricerca
Da quando, nel 2007, sono stati piantati i primi frutteti sperimentali in Francia e nei Paesi Bassi, i kiwiberry Nergi hanno fatto molta strada. Oggi coltivato in 4 Paesi (Francia, Portogallo, Italia e Ucraina) su 200 ettari da quasi 140 coltivatori, il kiwiberry originario dell'Asia (dove cresce spontaneamente da secoli), può vantare 40 milioni di vassoi venduti dalla sua nascita, con cifre in costante aumento: 5.800.400 vassoi venduti nella campagna 2024, rispetto ai 1.200.000 nel 2015.


Jean-Pierre Caruel, responsabile delle licenze presso Sofruileg, ripercorre le fasi chiave dello sviluppo del Nergi / © FreshPlaza

La storia di Nergi è iniziata nel 2005. L'istituto di ricerca neozelandese Plant and Food Research e la Sofruileg hanno selezionato una nuova varietà (Actinidia Arguta HORTGEM) che si differenziava dalla sua controparte selvatica, in termini di qualità gustativa, potenziale produttivo e conservabilità, tutti e tre di gran lunga superiori. I primi frutteti sono stati piantati in Francia e nei Paesi Bassi nel 2007. I primi frutti sono stati raccolti nel 2010 e le piantagioni commerciali sono iniziate lo stesso anno. Per quasi 15 anni, Sofruileg e il suo partner neozelandese hanno lavorato per sviluppare percorsi tecnici (adattando la varietà alle condizioni pedoclimatiche europee) per ottimizzare le prestazioni agronomiche e migliorare il tasso di commercializzazione, in termini sia di qualità sia di quantità. Parallelamente, sono state condotte ricerche sullo stoccaggio post-raccolta per ottimizzare la shelf life e allungare il periodo di commercializzazione.

Per maggiori informazioni:
Jean Pierre Caruel
Sofruileg
[email protected]
www.nergi.info

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