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Legge sul ripristino della natura, i commenti del settore

"Un ambientalismo integralista non giova a nessuno, tanto meno agli agricoltori"

"La legge sul ripristino della natura è un elemento essenziale del Green Deal europeo e segue le raccomandazioni e i pareri scientifici che sottolineano la necessita di ripristinare gli ecosistemi europei. Gli agricoltori e i pescatori ne beneficeranno e verrà garantita una terra abitabile alle generazioni future. Ora dobbiamo continuare a lavorare bene, difendere la nostra posizione durante i negoziati con i Paesi Ue e raggiungere un accordo prima della fine del mandato di questo Parlamento, per approvare il primo regolamento sul ripristino della natura nella storia dell'Unione europea". Così, lo scorso 12 luglio, ha dichiarato lo spagnolo César Luena, relatore sulla legge dell'Ue sul ripristino della natura.

Il commento di un agricoltore biodinamico
"Personalmente penso che sia importante, anche attraverso una legge, cercare di preservare e migliorare le condizioni degli habitat naturali. Resta inteso, però, che un ambientalismo integralista non gioverebbe a nessuno, tanto meno agli agricoltori. Questi devono imparare a convivere e a rispettare la natura non attraverso leggi che negano ogni possibilità di sviluppo, ma attraverso percorsi di consapevolezza. La terra va preservata e la nostra sopravvivenza è in funzione delle nostre stesse azioni".

Cia, agricoltura resti fuori da legge su ripristino della natura
"Preoccupano ancora alcuni vuoti normativi, i troppi ostacoli burocratici posti ai singoli Paesi e le rinviate disposizioni sul finanziamento, ma prendiamo atto dell’attenzione da parte del Parlamento Ue alle istanze dell’agricoltura, escludendola, con la cancellazione dell’articolo 9, dall’applicazione della legge sul ripristino della natura". Commenta così, il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, il voto che a Strasburgo ha sì respinto il rigetto della proposta di regolamento della Commissione europea, ma inserito emendamenti importanti per il settore agricolo.

Sotto i riflettori di Cia l’accantonamento del 10% per il ripristino della natura, non più vincolante per ogni singolo Stato membro, ma collettivo per l’Europa e l’istituzione del fondo per l’attuazione delle misure perché non ricada, alla fine, sui singoli Paesi e i suoi comparti chiave. Non meno rilevante, infatti, è la valutazione d’impatto che vede l’Italia quinto Paese contribuente con un impegno di spesa pari a 261 milioni di euro, rispetto alla Francia, al primo posto con circa 2 miliardi.

Coldiretti: il Parlamento salva le campagne
"Il Parlamento europeo salva l’agricoltura nell’applicazione della proposta di regolamento sul ripristino della natura votando l’esclusione degli ecosistemi agricoli come richiesto da Coldiretti a tutti i livelli". E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nell’esprimere soddisfazione per l’approvazione degli emendamenti che prevedono anche l’eliminazione dell’obiettivo di riduzione del 10% della superficie agricola produttiva, avanzano la richiesta di utilizzare fondi esterni alla Politica agricola Comune (Pac) e introducono il riferimento al rispetto del principio di reciprocità per i prodotti importati.

"Si tratta della conferma dei numerosi dubbi posti da diversi Paesi e molti eurodeputati, ai quali va il ringraziamento della Coldiretti, su una proposta che, così come formulata dalla Commissione - spiega Prandini - andrebbe a penalizzare il settore agricolo portando una pesante riduzione del potenziale produttivo, con un conseguente e significativo aumento delle importazioni di prodotti dannosi per il consumatore e per l’ambiente da Paesi terzi".

Confeuro: è una legge che favorisce l'agricoltura con mezzi agro-ecologici
"La legge appena approvata, anche se parzialmente modificata negli impegni rispetto alla sua impostazione originaria, risulta essere un passo in avanti per salvare la biodiversità e contrastare il cambiamento climatico - afferma Andrea Michele Tiso, presidente Confeuro - Riteniamo indispensabile però procedere alla valutazione più appropriata delle misure che verranno adottate per sostenere il reddito delle aziende agricole, nonostante le esigenze di tutelare l’ambiente. L’agricoltura ecologica esiste ed è necessario supportare le aziende agricole virtuose che la adottano con risultati eccellenti. Il provvedimento legislativo permetterà di recuperare aree naturali a rischio e di vivere la natura con un ottica nuova, basata sulla prevenzione e sul ripristino di aree danneggiate ma dobbiamo vigilare sulle misure che saranno adottate in favore degli eco-agricoltori".

WWF: un giorno importante per la natura e l'ambiente europeo e non solo!
"Il voto del Parlamento consente di continuare sul giusto e indispensabile cammino per salvare la biodiversità e a contrastare il cambiamento climatico. È grazie al sostegno del pubblico, della comunità scientifica e di aziende visionarie che la maggioranza degli europarlamentari ha votato a favore di questa legge, ed è con loro che continueremo, in sede di Trilogo (fase di confronto tra Commissione, Consiglio e Parlamento), a lavorare perché il testo finale adottato sia migliorato e risulti più efficace per contrastare la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico. Questa vittoria, infatti, ha un costo molto elevato: per raggiungere un compromesso, i deputati al Parlamento europeo hanno sacrificato molti impegni e obiettivi qualificanti, arrivando ad approvare una posizione sostanzialmente più debole rispetto alla proposta originaria della Commissione".

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