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Dorfmann: "Una svolta per la sostenibilità in agricoltura"

L'UE apre alle TEA

La Commissione europea ha finalmente presentato una nuova proposta di regolamento relativa al miglioramento genetico delle piante. "Si tratta di un'iniziativa a lungo attesa, per la quale facciamo pressione da tempo in Parlamento europeo - spiega l'europarlamentare sudtirolese Herbert Dorfmann - Le norme attualmente in vigore risalgono a vent'anni fa e non sono più adatte al contesto attuale".

La proposta dell'esecutivo di Bruxelles fa parte del Green Deal europeo, un piano volto a ridurre le emissioni di CO2 prodotte dall'UE del 55 per cento entro il 2030.

Herbert Dorfmann

Il nuovo regolamento ha il potenziale di aprire la strada alle tecniche di evoluzione assistita (TEA), che rappresentano l'insieme delle tecniche d'innovazione genetica impiegate per rendere le piante più resistenti, senza ricorrere a metodi che portino a organismi geneticamente modificati.

"Per affrontare la sfida climatica, abbiamo bisogno di piante più resistenti, che richiedano meno acqua e meno pesticidi. Le TEA promettono di garantire una produzione agricola europea sicura e di qualità, in grado di soddisfare le richieste del mercato globale" sostiene Dorfmann, che è anche il coordinatore del Partito Popolare Europeo in commissione agricoltura.

La svolta della Commissione segue il recente "sì" del Parlamento italiano a favore della sperimentazione nel campo delle produzioni ottenute mediante le TEA. "L'Italia ha fatto da apripista - commenta Dorfmann - Ora viviamo un momento decisivo. La ricerca in questo campo può permettere al nostro sistema agricolo di fare passi importanti, conciliando sostenibilità economica e ambientale".

"La proposta della Commissione mi sembra una buona base di discussione, sulla quale lavoreremo in Parlamento europeo nei prossimi mesi, con l'obiettivo di adottare il regolamento entro la fine della legislatura" conclude Dorfmann.

Il commento di Confagricoltura
Per Confagricoltura le proposte di sviluppo delle tecniche genomiche presentate dalla Commissione UE al Parlamento di Bruxelles rappresentano un importante cambio di passo, che riporta l'Europa al centro del dibattito sulla ricerca scientifica applicata al settore agricolo.

In attesa di esaminarla in tutti i dettagli, Confagricoltura giudica positivamente l'iniziativa della Commissione che mira a fare, finalmente, chiarezza sulla differenza tra le nuove tecniche genomiche (NGT) e gli organismi geneticamente modificati (OGM). Dissipando, così, quelle ambiguità che hanno costretto al palo l'intero settore della ricerca europea.

La proposta inviata al Parlamento di Bruxelles rappresenta un cambiamento di approccio al tema della transizione ambientale: la sostenibilità non può essere perseguita soltanto con divieti e limitazioni, ma è necessario dare agli agricoltori valide alternative e strumenti che permettano di ridurre l'uso di fitofarmaci e lo sfruttamento delle risorse naturali senza intaccare le produttività delle proprie aziende.

La divulgatrice scientifica e presidente della FNP Proteoleaginose di Confagricoltura, Deborah Piovan, ha dichiarato: "L'Unione Europea ha imboccato la strada giusta manifestando la volontà di riconoscere l'importanza della ricerca di specie vegetali resistenti alle conseguenze del cambiamento climatico. L'applicazione di queste tecniche permetterà di fronteggiare molte delle attuali minacce alla capacità produttiva nazionale: dalle malattie fungine derivanti da eccessive precipitazioni e alluvioni, alla siccità e alla salinità del suolo e delle acque fluviali".

Adesso l'auspicio è che l'iter di approvazione di una legge che regolamenti tali tecniche proceda spedito e si concluda, come annunciato, entro i primi mesi del 2024. L'impegno assunto dalla Spagna nel suo semestre alla guida del Consiglio UE, ad avviare un focus sul tema nel prossimo settembre, fa ben sperare che il dossier possa approdare in aula già a febbraio.

Data di pubblicazione: