La campagna delle nettarine è iniziata con forte anticipo nella provincia spagnola di Lleida, e la regione prevede così di recuperare il suo potenziale produttivo. "Sta succedendo tutto molto in fretta. La raccolta è iniziata 10-15 giorni prima rispetto allo scorso anno, quando già eravamo in anticipo di una settimana rispetto agli anni precedenti", afferma Rodrigo Masip, dell'azienda Conjuntfruit di Lleida.

"La qualità dei frutti sarà buona perché finora le temperature sono state quelle ideali. Tuttavia, il meteo condizionerà lo sviluppo dei calibri, che risulteranno un po' più piccoli del solito, sebbene dipenderà in gran parte dalle varietà", dice Rodrigo.
"Murcia ha avuto molti problemi con l'acqua e ora sta raccogliendo tutte le drupacee che ha nei campi. Finirà nei prossimi giorni. In Estremadura, alcune aree registreranno tra il 20 e il 30% in meno di produzione. Per questo motivo, il mercato ha gli occhi puntati su Lleida in questo momento, considerato che in Europa finalmente si consumano drupacee, in quanto il clima è estivo e i produttori in Italia hanno subito delle perdite, a causa delle alluvioni. Anche in Francia ci sono state delle perdite, sempre a causa delle condizioni meteo avverse", afferma Rodrigo Masip.
Conjuntfruit è specializzata nella produzione di frutta biologica. "Siamo l'unico stabilimento di Lleida che lavora esclusivamente con drupacee bio. Esportiamo molto in Germania, e quest'anno aumenteremo la nostra produzione, avendo anche iniziato a lavorare con Lidl ed Edeka".
Grazie all'assenza di gelate, quest'anno la cooperativa passerà da 500 a quasi 2.000 tonnellate di drupacee. Conjuntfruit ha cinque aziende agricole biologiche, una a Monzón, due a Tarragona e altre due nella zona di Segriá. "Lavorare in diverse aree geografiche ci consente di gestire meglio le criticità legate al clima, comprese grandine o siccità", afferma Rodrigo. "Inoltre, questo aumento della produzione è stato fondamentale per poter entrare quest'anno nella distribuzione su larga scala".
"Prevediamo di ottenere circa 1.000 tonnellate di nettarine biologiche, 500 ton di pesche bio, circa 200 ton di pesche piatte e 100 ton di albicocche bio".

Non tutto si misura con i prezzi, ma anche con il valore
Conjuntfruit possiede già le certificazioni Naturland e Bio Suisse, e ha anche avviato l’iter per la produzione biodinamica. "Quest'anno faremo il nostro primo audit per avviare i colloqui con Demeter. Ciò evidenzia però un paradosso legato ai dati macro: la Spagna è il secondo o terzo produttore al mondo di prodotti biologici, e il primo in Europa, ma per quanto riguarda il consumo di prodotti biologici e Demeter, siamo in fondo alla classifica europea", afferma Rodrigo.
"Cerchiamo sempre di vendere anche sul mercato interno. Infatti, qui a Lleida, lavoriamo con piccoli operatori e supermercati locali che hanno linee biologiche, ma alla fine il 95% della nostra frutta va in Europa".
L'obiettivo dell’Ue è che, entro il 2030, il 25% dei terreni agricoli sia destinato all'agricoltura biologica, anche se il consumo non sta crescendo allo stesso ritmo della superficie di produzione, almeno in Spagna. "Se solo il 5% della nostra frutta locale e a bassa impronta di carbonio rimane qui e invece è più apprezzata sui mercati distanti due giorni di viaggio in camion, c'è chiaramente qualcosa che non va".
"È una questione complessa che non può essere attribuita esclusivamente ai prezzi o all’egemonia dei supermercati. Ci sono anche questioni di idiosincrasia, conoscenza o consapevolezza che devono essere prese in considerazione e affrontate. Il consumatore gioca un ruolo chiave", conclude Rodrigo Masip.
Per maggiori informazioni:
Conjuntfruit
Ctra. Vall d´Aran, Km. 6
25123 Torrefarrera, Lleida, Spagna
+34 973 590 180
[email protected]
conjuntfruit.es