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Il punto di vista dell'avvocato Gualtiero Roveda, consulente Fruitimprese

Ortofrutta e lavoro irregolare: un fenomeno da non trascurare

Ogni anno, l'Ispettorato del lavoro effettua un piano sull'attività di vigilanza che comprende sia quella riferita più propriamente all'Ispettorato del lavoro sia quella svolta dagli ispettori previdenziali e assicurativi, appartenenti a Inps e Inail. La promozione della sicurezza e il contrasto al lavoro nero sono tra le priorità evidenziate dall'Ispettorato. Approfondiamo la questione con l'avvocato Gualtiero Roveda, consulente di Fruitimprese.

L'avvocato Gualtiero Roveda

FreshPlaza (FP): L'Ispettorato nazionale del lavoro ha indicato ai propri Uffici del territorio il programma d'azione per l'anno in corso. Quali sono le direttrici principali?
Gualtiero Roveda (GR): L'azione degli ispettori sarà volta al contrasto dei fenomeni di irregolarità che pregiudicano i diritti dei lavoratori, con particolare attenzione a quelli vulnerabili, nonché alla tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Il documento di programmazione dedica, inoltre, una specifica sezione ai controlli finalizzati al recupero contributivo e assicurativo, e alle azioni di contrasto alle violazioni relative alle misure di integrazione salariale e sostegno al reddito.

FP: Tra i settori oggetto di verifica vi è anche quello agricolo?
GR: Sì. Non poteva che essere così. Secondo le stime dell'Istat riportate nel VI Rapporto agromafie e caporalato (link), nel corso del 2021 sono stati circa 230 mila i lavoratori impiegati irregolarmente in agricoltura, cioè oltre un quarto del totale degli occupati del settore, in larga parte concentrata nel lavoro dipendente, che include una fetta consistente di migranti.

L'attività ispettiva sarà anche svolta con l'attivazione di specifiche task force per l'effettuazione di verifiche ispettive straordinarie multi-agenzia in contesti a maggior rischio, che richiedono l'intervento di una cospicua forza ispettiva: in tale ottica, l'INL ha elaborato una nuova proposta progettuale denominata "A.L.T. Caporalato D.U.E.- Azioni per la Legalità e la Tutela del lavoro – Dignità, Uguaglianza ed Equità", volta ad assicurare continuità al rafforzamento delle iniziative di contrasto al caporalato anche nel biennio 2023- 2024".

FP: Ha destato clamore il servizio, della testata indipendente e non profit di giornalismo investigativo transnazionale Irpimedia (fonte articolo), sulle condizioni di sfruttamento dei lavoratori indiani, impiegati nella raccolta del kiwi in provincia di Latina.
GR: L'inchiesta ha denunciato una situazione di estrema gravità. Secondo i dati Inps, i braccianti indiani in tale provincia sono quasi 9.500, con più di un milione di giornate registrate nei contratti a tempo determinato. Tuttavia, si calcola che nell'area ci siano circa 30mila persone appartenenti alla comunità sikh. Nella stima sono inclusi coloro che non hanno permesso di soggiorno, i residenti in altre province e i nuovi arrivati che ancora sfuggono alle statistiche. Dalle oltre cinquanta interviste realizzate dalle autrici dell'inchiesta, sono risultati casi di condizioni di lavoro al limite: paghe da fame, contratti irregolari, ricatti legati al permesso di soggiorno e la costante minaccia della violenza.

FP: Eppure, il prodotto raccolto da questi lavoratori era poi commercializzato con certificati di qualità che attestavano l'impegno delle imprese a "favorire un'agricoltura sicura e sostenibile su scala mondiale".
GR: Diverse aziende agricole coinvolte sono anche registrate presso una delle principali organizzazioni di commercio etico, focalizzata sul miglioramento delle condizioni di lavoro nelle catene di approvvigionamento globali. Se quanto denunciato troverà conferma, l'intero sistema dovrà essere messo in seria discussione.

FP: Di rilievo vi è anche la circostanza che la vigilanza in materia previdenziale non sarà limitata alle classiche verifiche presso le aziende, ma comprenderà anche l'esame documentale effettuato dagli uffici amministrativi attraverso l'utilizzo di appositi indicatori di irregolarità e banche dati.
GR: È così. L'intento è quello di sviluppare un piano unitario di azione che, per mezzo dell'utilizzo ottimale delle banche dati INPS, possa coniugare l'attività d'intelligence d'ufficio con quella svolta presso le aziende dagli ispettori.

FP: Al centro dell'attenzione anche i contratti d'appalto relativi ai servizi alle imprese, come quelli affidati a cooperative o ad aziende della logistica.
GR: Gli appalti labour intensive, vale a dire caratterizzati dalla prevalenza delle prestazioni lavorative, devono essere valutati dalle imprese con grande attenzione. Nel caso, infatti, l'appalto sia considerato illecito, la committente non solo subirà sanzioni amministrative, ma anche quelle, spesso ben più rilevanti dal punto di vista economico, relative agli aspetti contributivi.

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