Attualmente la frutta e la verdura spagnole si trovano in una spirale positiva dei prezzi. Infatti, con il freddo e la fine dei cicli di coltivazione, le rese sono in forte calo. Nemmeno l'avocado sfugge a questa situazione. "Al momento i coltivatori ricevono fino a 3,50 euro/kg - afferma Hugo Steeds di Pérez Zara Agrícola - È innegabile che lo stress idrico e climatico abbia portato a una riduzione dei raccolti nella regione mediterranea, sia in Spagna, Portogallo, Israele o Marocco".
"Inoltre, il Cile ha vissuto un'annata negativa. Delle solite 240mila tonnellate, quest'anno potrebbero essere state commercializzate solo 150-160mila. Anche Israele, che dovrebbe avere un picco di produzione in questo momento, registra volumi inferiori del 40% rispetto al 2022. La Colombia, un Paese con una produzione che viene apprezzata in Europa, ora sta cercando di riempire questo vuoto, ma la qualità non è costante e non sempre ha i calibri giusti. È la tempesta perfetta: le forniture dalla regione mediterranea finiranno tre mesi prima dell'anno scorso, facendo salire i prezzi e andando a creare un vuoto".

"Nel frattempo tutti noi qui ci aspettiamo un enorme aumento delle importazioni dall'emisfero meridionale (Perù, Sudafrica, Brasile, Kenya, Tanzania, ecc.). È molto probabile che il prezzo in Europa scenda da un massimo storico a un minimo storico nel giro di poche settimane. Questa volatilità è difficile da gestire. E se ci pensate, non stiamo facendo la migliore impressione sulla catena di approvvigionamento e sul consumatore in un anno in cui è probabile che le cose vadano male anche in termini di qualità".
Questi elevati margini di profitto per la filiera "non sono sostenibili" e potrebbero causare un "boom" con la piantagione di ancora più ettari, secondo Hugo. "Se la Spagna vuole rimanere un fornitore attraente, non può rimanere fissata sul prezzo, ma dovrà concentrarsi sullo sviluppo tecnico e sulla competitività".
"E con gli attuali problemi idrici in Andalusia, il settore dell'avocado avrebbe già dovuto investire e innovare su larga scala per diventare più sostenibile e fare da apripista alla riduzione dell'impronta idrica. Deve agire ora, prima che diventi troppo tardi".
"Questo boom di piantagioni globali deve essere accompagnato da una maggiore regolamentazione del settore per creare un equilibrio tra qualità e prezzo", ritiene Hugo.
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Hugo Steeds
Pérez Zara Agrícola
Ctra. a- 2101 km, 7,9
San Martín del Tesorillo (Cádiz) - Spagna
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