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Sospeso il mercuriale agricolo al mercato di Vittoria

La crisi dell'ortofrutta è veramente dovuta al clima o è il risultato di problemi strutturali?

"Il Poker dell'Agricoltura", così recitava l'insegna di un noto colosso del settore ortofrutticolo fino agli anni '90 (poi l'attività venne chiusa) con sede a Vittoria (RG). E mai definizione fu più azzeccata per indicare la labilità del fare impresa in agricoltura a queste latitudini. Perché? Semplice, perché allora come oggi, sebbene con parametri sempre più difficili da governare nel tempo, investire e vivere di orticoltura da serra è un vero e proprio gioco azzardo. Qui il rischio d'impresa calcolato o calcolabile non esiste: un'annata può riuscire bene - evenienza che si traduce in guadagno o nella possibilità di coprire le spese - oppure male, cioè si perde tutto e non ci sono ristori o aiuti di Stato che tengano!

Un esempio di coltivazione di pomodoro da mensa, gestita a regola d'arte

Questi ultimi due mesi fanno presagire che molte aziende forse perderanno tutto, a causa di prezzi alla produzione che non serviranno a coprire neanche una piccola percentuale delle spese. Pomodoro datterino da 60 cent a 1,10 euro, ciliegino da 60/70 centesimi a 1 euro, pomodoro midi plum da 20 centesimi a 70 centesimi, zucchina da 30 a 40 centesimi, peperone da 80 centesimi a 1,20 euro, melanzana da 70 a 80 centesimi (prezzi di giovedì 5 gennaio scorso). E, anche se da sabato scorso i prezzi sembrano in lieve ripresa, resta il danno delle settimane scorse, visto che pure l'auspicato risveglio degli ordinativi sotto il periodo festivo non si è affatto verificato, quest'anno.

Il pubblico in una delle riunione tenutasi a Vittoria nei giorni scorsi

Nei giorni scorsi, nel tentativo di analizzare una situazione disastrosa, si sono susseguiti vari incontri tra gli operatori del comparto e le istituzioni che hanno portato, almeno per adesso, alla sospensione del mercuriale agricolo al mercato di Vittoria per eccesso di ribasso, e alla programmazione di un incontro tra una delegazione del comparto e il Ministro Francesco Lollobrigida. Nei prossimi giorni/settimane ne vedremo gli effetti.

Ma viene da chiedersi: se la politica non riesce a garantire un minimo di infrastrutture e un apparato burocratico efficiente, come potrà contrastare gli effetti di un mercato globalizzato e i cambiamenti climatici? Le risposte, parafrasando Bob Dylan, se ne vanno nel vento. Tuttavia abbiamo cercato anche noi di analizzare l'attuale crisi, non certo con la presunzione di ottenere risposte risolutive, ma per cercare di capire dove ne risiedano i motivi.

La platea in un'altra riunione sull'argomento

Da una serie di colloqui con diversi operatori impegnati nell'export di orticole da serra, è emerso che l'attuale crisi è la somma di una serie di concause che partono certamente dall'aumento dei costi di produzione.

I costi eccessivi rendono il prodotto siciliano meno concorrenziale rispetto a quello dei Paesi emergenti nel settore orticolo, come Marocco e Turchia, che avanzano a doppia cifra nell'export verso il mercato UE, Germania in testa, che rappresenta il nostro primo mercato di destinazione. Vi sono inoltre le dinamiche, spesso difficili, che regolano la cessione delle orticole alla GDO: in queste settimane di prezzi bassissimi alla produzione, il canale retail ha mantenuto alti i prezzi al consumo scoraggiando, probabilmente, gli acquisti di pomodoro, che ha presentato prezzi al banco anche tra i 7 e 10 euro al kg. Una differenza tra prezzo alla produzione e quello al dettaglio ritenuta da molti eccessiva e immotivata, laddove invece opportune promozioni avrebbero potuto incoraggiare le vendite per uscire dall'impasse di una stagnazione perdurante. 

Altra concausa è data dalle alte temperature fuori stagione, che avrebbero determinato un eccesso di produzione di pomodoro, specialmente del segmento midi plum, che ha finito per ingolfare i mercati (e allora perché lo stesso destino è toccato anche ad altre referenze?). Qui però ci sono dei distinguo: qualcuno non segnala questa eventualità tra le ragioni principali delle difficoltà del momento, ritenendo piuttosto che sia il rallentamento dei consumi, per i più svariati motivi, a essere preponderante, dovuto al carovita e al carobollette soprattutto.

Una ripresa parziale del mercato ortofrutticolo di Vittoria

Qualcuno ha parlato del cambiamento delle abitudini: "la società si modifica e, con essa, i costumi. Viene meno, per esempio, l'usanza di cucinare in casa, preferendo (soprattutto le famiglie con pochi o senza figli) il delivery food & beverage, che sta conoscendo un momento di grande crescita anche nel periodo post covid".

Per un altro operatore questo momento non durerà per sempre e con il rifasamento delle condizioni climatiche riprenderanno i consumi e le richieste, quindi anche i prezzi. Gli aiuti dalla politica, intanto potrebbero arrivare da una moratoria dei prestiti agrari e, a prescindere dalla contingenza, dallo snellimento delle pratiche burocratiche presso la regione siciliana e dal potenziamento delle infrastrutture che sono antidiluviane in un mondo che vede la concorrenza galoppare.


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